Fastwebbizzazioni

Come alcuni di voi sanno erano giorni che attendevo l’installazione di Fastweb a casa.

Valentino RossiVeramente si trattava della seconda parte dell’installazione perché la prima aveva avuto un repentino stop dovuto alla mancanza di una porta libera (han detto loro). Beh, per non farla lunga, ieri vengono i due simpatici installatori romeni dell’altra volta. Installano, scappano via come fulmini dopo avermi passato due parametri scritti su un foglietto (un pizzino) e il CD con la chiave WEP della rete Wi-Fi.
Appena escono provo la rete, con il cavo nessun problema, con il Wi-Fi non c’è verso. Monto alla veloce un access point mio e chiamo l’assistenza.
– Ma no! Non può funzionare subito, deve aspettare il riallineamento delle reti, che avverrà intorno a mezza notte – ribadisce il tipo infastidito del call center.
Io sono dubbioso, ma mi fido. E a mezzanotte… nisba, nulla, nada. Non c’è rete. Vedo l’access point, ma non mi connetto.
Inveisco contro San Router protettore di tutte le reti LAN e WLAN.

Oggi a pranzo richiamo.
– Ha provato a mettere la chiave WEP? – chiede il tizio scazzato del call center.
– Certo, ma non c’è connessione, è come se la chiave WEP non fosse quella giusta – rispondo io.
Cade la linea.
Richiamo.
– Ha provato a mettere la chiave WEP? Ha provato a riavviare? Ha provato a vedere se le lucine si accendono? Ha provato a mettersi in verticale con un cavo di rete in culo?
– Certo, fatto tutto – rispondo io, – ma non è che magari la chiave WEP è sbagliata? – ribadisco per la seconda volta.
Musichetta d’attesa, ricade la linea.
Richiamo.
– Ha provato a cucinare un muflone con il cavo di rete in dotazione? Ha per caso un criceto? Sa possono rosicare i cavi di rete… Non so, potrebbe essere l’influsso della fata turchina sulle onde del Wi-Fi… Ha fate turchine in casa?
Mi passa un altro numero. Musichetta. La sigla di Rocky in sottofondo.
Dopo 10 minuti riprende la comunicazione. Una signorina con fare deciso sentenzia: – Lei ha sicuramente la chiave WAP sbagliata, legga quella corretta che è scritta sotto l’access point! –
Cazzo. E’ vero. Sotto l’access point c’è un altra chiave WEP. E non è quella che usavo io.
– Ha visto? Non era un problema nostro, era lei che sbagliava WEP! – dice lei. Cade la linea.
E a me cadono le palle.

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Vicinanze

incontri urbani

Credo che il mondo sia veramente piccolo. Torino è risaputo che sia un paese, un condominio, un pianerottolo.
Si incontrano persone conosciute per strada, al cinema, al bar, in libreria, ovunque con una facilità quasi disarmante.
Il blog aiuta a creare e rafforzare questi paradossi spazio temporali. Mi è capitato di ricevere mail di blogger che mi dicevano di abitare vicino a casa mia e di incontrare persone che durante una riunione o un appello all’università mi han detto di conoscere il mio nome perché “qualche volta erano capitati sul mio blog”.
Questo è bello ma disarmante. Il blog evidenzia davvero le “vicinanze”.
Io riverso, quasi ogni giorno, me stesso dentro un post e condivido cose con persone che alla fine, di fatto, mi conoscono.
A volte mi piacerebbe sapere cosa traspare veramente di me dalla cose che scrivo.
Si capirà che sono un bellissimo trentacinquenne aitante o che sono un vezzoso osservatore stimabile e di grande saggezza?
Sì, ok… Non sono né aitante né saggio. Ma trentacinquenne quello sì, almeno quello concedetemelo 🙂

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Benvenute!

Cicogna con due bimbeIeri sera sono arrivate due nuove fanciulle.
Si tratta delle gemelline Arianna e Margherita (in ordine alfabetico e di “comparizione”).
Un abbraccio fortissimo a papà Gian Luca, mamma Elena e al piccolo (povero lui) Tommaso.

Arianna, il suo nome significa casto e sacro e deriva dal greco ariadne. Al suo attivo ha anche un film del 1957 di Billy Wilder, interpretato da Audrey Hepburn e Gary Cooper (il vero titolo però è Love in the Afternoon).

Margherita, deriva dal greco margaron. Voleva dire “perla”, e veniva dato dai primi cristiani come nome alle loro figlie con l’auspicio che fossero pure, preziose e luminose come una perla.
Al suo attivo ha una bellissima canzone di Cocciante, un buon cocktail e una … pizza. Beh, LA pizza. 🙂

Benvenute!
(quanto mi piace fare il Placido Signore)

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La mia sciarpa del Toro

ToroNon ho più la mia sciarpa del Toro.
L’ho donata oggi a mio zio, visto che è con lui che ho visto la mia prima partita.
Ero un bambino piccolo, lo seguivo come un cagnolino guardando in alto, cercando di scorgere le sue espressioni, il suo sorriso gentile condito con il suo caldo borbottio.
Entravamo in Maratona poco prima dell’inizio della partita, lui aveva comprato i biglietti poco prima da una fessura nel muro, troppo alta per me. L’ho rivista da poco e mi è apparsa tanto piccina.
La prima partita per me è stata (se non sbaglio) Torino-Avellino del 15 ottobre del 1978. Avevo 6 anni.
E fu una vittoria.
Mi mancherai.

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