Mobile me

blackberry curveDa un paio di giorni giro con due telefoni.
All’N95 che prima o poi dovrò restituire (lacrimuccia) e che da tante soddisfazioni si è aggiunto un nuovo Blackberry Curve (per scopi aziendali).
Due telefonini sono una rottura di balle. Ma devo dire che la lettura delle mail in tempo reale con il Blackberry è, oltre che un piccolo status symbol (molto piccolo), anche una comodità pazzesca. Ora spero di non far diventare questa comodità un atto di schiavismo volontario verso me stesso. Ma ho forti dubbi di non cadere nella trappola.
Già mi vedo tra qualche anno, in buona compagnia ad alzare la mia manina e dire: – Mi chiamo Axell e sono un gadget dipendente -.

Qualche nota sul nuovo oggettino:

  • Ottimo telefono (ma questo ormai…)
  • Buon menu di navigazione (migliorato rispetto ai precedenti), ma icone un po’ anonime
  • menu di configurazione troppo astrusi e semplificato.
  • non si capisce mai quando si connette alla rete dati (lo fa spesso e non te ne accorgi).
  • ovviamente, ottima gestione delle mail in real time (arrivano prima al BB che alla mail ordinaria).
  • buon browser, ma nulla in confronto a Nokia.
  • pessima gestione del blutooth.
  • mappe discrete, ma credo vincolate a download in GPRS e al provider (nel mio caso Vodafone)
  • il GPS aggancia dopo almeno 2/3 minuti i satelliti, ma solo in campo aperto e comunque pochi satelliti (scarto di circa 15/20 metri), inferiore a qualsiasi GPS esterno, ma in linea con N95.
  • non si sincronizza via blutooth con il PC o il Mac, ma solo via cavo (che però è un USB classico che funge anche da alimentatore).
  • ottima batteria.
  • display chiaro e ben definito.
  • macchina fotografica con flash a 2Mp decente (foto).
  • peccato che non sia touch screen e peccato che non abbia il wi-fi (nella versione che ho io, la prossima ce l’ha)

Diciamo che lo consiglio. Non è in competizione con Nokia N95 che rimane il Dio di tutti gli smart phone in commercio e che ha un uso diverso (è una centrale multimediale mobile).

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Cose del sabato mattina

Oggi, alla prima riunione dell’assemblea del Partito Democratico, a Milano (grrr…) la metà dei convenuti sarà composta da donne.
Questo è un buon segnale? Secondo me, senza “se” e senza “ma” è una buona notizia. A patto che la segreteria sia poi composta di persone in gamba, donne, uomini o omosessuali non mi interessa. I politici si valutano per cose diverse dal genere. Certo che qualche donna in più non fa certo male. A me ad esempio piace Brambilla

Stamattina in una trasmissione RAI (la carina TV Talk di Rai EDU)  una giornalista (giovane) ha detto, parlando di Blog:
Bloggista, Internauta, Cybersfera, Internet generalista… E parlando di post continuava a dire “blog”. Un ospite ha detto due volte “cas en pas” (cut&paste?) e mosc ap (mash up?). Sono rimasto un po’ basito.

Oggi si tira indietro di un’ora l’orologio, quindi … tra qualche giorno è Natale.
Mi prende l’ansia. 🙂

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Grattocielolunghismo alla torinese

grattacieli a TorinoOggi è uscita la notizia che il grattacielo del SanPaolo (che verrà costruito a Torino) sarà più alto della Mole Antonelliana (200 mt contro 167).
Questo compromette(rebbe) la skyline torinese e anche le notti (veri e propri incubi) di alcuni “puristi” dell’urbanistica in salsa torinese, che hanno già coniato il termine “Non grattiamo il cielo di torino”.
Fra un po’ verranno comunicate anche le altezze degli altri grattacieli previsti. Non dubito che ci sia una corsa seria a chi ce l’avrà più lungo.
Io non vi dico come la penso. Ma dico solo che chi si oppone ai grattacieli manifesti anche un interesse a cose un po’ più serie, tipo le barriere architettoniche.
Intanto si parla già di un referendum per decidere se uno o due grattacieli possono turbare o meno la sacra skyline sabauda.

Io condivido il pensiero di uno dei padri del piano regolatore di Torino.

“I grattacieli non sono prezzemolo, da distribuire a casaccio. Il rischio è che si trasformino nei salami di Jacovitti che crescono tra i piedi di Cocco Bill” (Augusto Cagnardi).

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Descrivere se stessi

Per vari motivi ultimamente sto conoscendo gente nuova e questo per certi versi è positivo e rigenerante. Come è rigenerante scoprire nuovi luoghi e nuovi modi di vivere. Sto scoprendo dei microcosmi che erano vicini eppure…
La cosa più difficile quando incontri una persona nuova è descriversi. Chi sei? Cosa hai fatto? Come la pensi di questo? Come mai sai questa cosa? E via così.
E io mi sono accorto che non so descrivermi.
O fai la figura dello sborone.
O fai la figura di quello che non vuol parlare, vuol fare il misterioso.
Ogni tanto mi sembra di aver vissuto mille vite. Di aver fatto cose che voi umani non potete immaginare (una di questa è essere vissuto e aver fatto comunicazione senza mail e senza il web, una vera follia per chi è nato negli anni ’80).
Altre volte mi sembra di dare risposte talmente banali che mi vengono subito in mente le risposte che danno le candidate a Miss Italia davanti a domande topiche come: “Cosa ne pensi dell’ambiente?”.
Ad esempio, come fai a spiegare ad uno molto molto più giovane di te che sei di sinistra perché adoravi Berlinguer? Sembra di parlar di Mazzini e della Giovine Italia. E’ straniante.
Ma voi sapete descrivervi in poche parole? No, perché io non ci riesco proprio.

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Evocar i Santi…

Non auguro a nessuno di dover fare il tragitto in tangenziale di Torino da Collegno a Caselle in 7 minuti, all’ora di punta, con la pioggia. Non lo auguro a nessuno. E se sentite ancora un urlo o vedete Santi e Arcangeli che cadono in zona Caselle sapete chi è il colpevole.

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