Rutelli, Fassino e il motorino ad idrogeno

Max gira in real time un video su Fassino e Rutelli in visita a Hysylab (laboratorio per la sperimentazione dell’idrogeno) collocato dietro al mio vecchio ufficio. Ma Piero alla guida ha dei problemi… (da vedere).

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Uw8HDkC54pg[/youtube]

UPDATE delle 21.30.
Il video è andato in oda su Striscia la Notizia, che ovviamente, vergognosamente, non ha citato la fonte.
Mediaset difende i suoi diritti d’autore (vedi caso Faucet), ma i diritti della gente “normale” chi li difende?
Vogliamo i credits nella replica di domani. IL VIDEO E’ DI MAX SCHIRO. E LO AVETE PRESO DAL SUO BLOG E DA YOUTUBE.

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Relaxed Man Walking

caffe
Sono circa due settimane che vado al lavoro a piedi.
Dopo nove anni ho abbandonato il vecchio posto di lavoro e ora ho iniziato piano piano ad assaporare un nuovo ambiente e nuove abitudini.
Una di queste, grazie alla vicinanza dello studio, è andare a piedi. Sono solo 5 minuti.
Non tocco la macchina da sabato. Non impazzisco più in mezzo al traffico e non mi trovo incazzato già alle 8 del mattino.
La pacchia durerà poco. Presto aprirà la “cosa” (e ne sentirete parlare molto, spero) e saremo da un’altra parte.
Intanto cammino e mi guardo intorno. La pista ciclabile animata, la fontana delle tanto famose paperelle, le signore che vanno a fare la spesa al mercato della Crocetta (alle 9!!!) e il piacere di prendere il giornale da leggere al bar con un caffè vero che mi solletica il naso e la mente.
Sono sensazioni che mi fanno (per ora) iniziare fischiettando la giornata (per ora, io sono scaramantico).

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Fastwebbizzazioni

Come alcuni di voi sanno erano giorni che attendevo l’installazione di Fastweb a casa.

Valentino RossiVeramente si trattava della seconda parte dell’installazione perché la prima aveva avuto un repentino stop dovuto alla mancanza di una porta libera (han detto loro). Beh, per non farla lunga, ieri vengono i due simpatici installatori romeni dell’altra volta. Installano, scappano via come fulmini dopo avermi passato due parametri scritti su un foglietto (un pizzino) e il CD con la chiave WEP della rete Wi-Fi.
Appena escono provo la rete, con il cavo nessun problema, con il Wi-Fi non c’è verso. Monto alla veloce un access point mio e chiamo l’assistenza.
– Ma no! Non può funzionare subito, deve aspettare il riallineamento delle reti, che avverrà intorno a mezza notte – ribadisce il tipo infastidito del call center.
Io sono dubbioso, ma mi fido. E a mezzanotte… nisba, nulla, nada. Non c’è rete. Vedo l’access point, ma non mi connetto.
Inveisco contro San Router protettore di tutte le reti LAN e WLAN.

Oggi a pranzo richiamo.
– Ha provato a mettere la chiave WEP? – chiede il tizio scazzato del call center.
– Certo, ma non c’è connessione, è come se la chiave WEP non fosse quella giusta – rispondo io.
Cade la linea.
Richiamo.
– Ha provato a mettere la chiave WEP? Ha provato a riavviare? Ha provato a vedere se le lucine si accendono? Ha provato a mettersi in verticale con un cavo di rete in culo?
– Certo, fatto tutto – rispondo io, – ma non è che magari la chiave WEP è sbagliata? – ribadisco per la seconda volta.
Musichetta d’attesa, ricade la linea.
Richiamo.
– Ha provato a cucinare un muflone con il cavo di rete in dotazione? Ha per caso un criceto? Sa possono rosicare i cavi di rete… Non so, potrebbe essere l’influsso della fata turchina sulle onde del Wi-Fi… Ha fate turchine in casa?
Mi passa un altro numero. Musichetta. La sigla di Rocky in sottofondo.
Dopo 10 minuti riprende la comunicazione. Una signorina con fare deciso sentenzia: – Lei ha sicuramente la chiave WAP sbagliata, legga quella corretta che è scritta sotto l’access point! –
Cazzo. E’ vero. Sotto l’access point c’è un altra chiave WEP. E non è quella che usavo io.
– Ha visto? Non era un problema nostro, era lei che sbagliava WEP! – dice lei. Cade la linea.
E a me cadono le palle.

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Vicinanze

incontri urbani

Credo che il mondo sia veramente piccolo. Torino è risaputo che sia un paese, un condominio, un pianerottolo.
Si incontrano persone conosciute per strada, al cinema, al bar, in libreria, ovunque con una facilità quasi disarmante.
Il blog aiuta a creare e rafforzare questi paradossi spazio temporali. Mi è capitato di ricevere mail di blogger che mi dicevano di abitare vicino a casa mia e di incontrare persone che durante una riunione o un appello all’università mi han detto di conoscere il mio nome perché “qualche volta erano capitati sul mio blog”.
Questo è bello ma disarmante. Il blog evidenzia davvero le “vicinanze”.
Io riverso, quasi ogni giorno, me stesso dentro un post e condivido cose con persone che alla fine, di fatto, mi conoscono.
A volte mi piacerebbe sapere cosa traspare veramente di me dalla cose che scrivo.
Si capirà che sono un bellissimo trentacinquenne aitante o che sono un vezzoso osservatore stimabile e di grande saggezza?
Sì, ok… Non sono né aitante né saggio. Ma trentacinquenne quello sì, almeno quello concedetemelo 🙂

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