Addio GG

Con Giuseppe Granieri abbiamo fatto tante cose. Un po’ per caso. Per tanti anni, da veri pionieri. Lui era un genio (vero), un amico, un compagno di avventure digitali e anche se non ci vedevamo da tempo, per colpa delle distanze, del Covid (e ora so anche per la sua brutta malattia) ci volevamo un gran bene.

Non ho voglia di raccontare le mille cose che abbiamo combinato insieme all’epoca del CSP, dei primi laboratori sui social media, delle community on line, dei sistemi semantici intelligenti.
Ogni ricordo è una ferita al cuore.
Perché prima di tutto condividevamo una sincera amicizia, molto forte, e una grande stima reciproca, fatta anche di telefonate lunghe chilometri e documenti condivisi che a volte ci tenevano impegnati per settimane.

Ci dicevamo sempre la frase: “ma che cazzo, sarebbe bello vedersi tutti i giorni!”. Ce lo siamo detti mille volte, con un po’ di amarezza, perché era impossibile.

Quando avrò un po’ di tempo racconterò la mia esperienza con lui. Ora fa male. Troppo.

Grazie Giuseppe. La tua amicizia mi ha arricchito e fatto crescere.
E ora che non ci sei, sento un vuoto incredibile. E mi pento di non averti cercato con maggiore insistenza. Ma anche quando lo facevo, ultimamente, eri fuggente e io non ho capito la gravità della situazione.
Perdonami.

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