Ho sempre pensato che a Torino (e in Italia) ci siano troppi parcheggi per portatori di handicap. In Francia, quest’estate, ne ho trovati pochissimi, e tutti strategicamente collocati vicino ai luoghi di pubblico servizio, come banche e farmacie. In Italia, ci sono le zone di “carico e scarico”. Mah.
A Torino i parcheggi per portatori di handicap sono almeno 4 per isolato. Sarà anche un segno di civiltà, ma non sono mai stato così convinto che siano tutti utilizzati da “veri” portatori di handicap e relativi accompagnatori. Una diffidenza tutta italica, me ne rendo conto.
Questa riflessione, banale, si accompagna all’indignazione di vedere spesso i parcheggi con il segno della carrozzina occupati da auto di persone sanissime, magari con le quattro frecce accese. Ferme solo perché “devo accompagnare la bimba all’asilo” o perché “devo fare una commissione” o peggio perché “mi stavo solo facendo un caffè”. Io per queste cose ripristinerei il sedile di pietra.
Anche questa è un’indignazione banale. Me ne rendo conto.
Ma non è banale la risposta del Comune di Torino (che come tutte le cose “buone” non è stata ripresa da nessun media):
L’assessora Sestero, nel suo intervento, ha invece comunicato che verranno presto ritirati tutti gli 8500 permessi attualmente concessi dalla Città e restituiti dopo essere stati rinnovati con l’applicazione di un ologramma antitruffa.
A volte ci sono anche buone notizie. Sono rare, ma ci sono e, a volte, non sono poi così banali.

Sembra che i nostri ministri 