Tornati.

Tornati da pochi giorni dalla ferie. Due settimane di vacanza che ti fanno riassaporare cosa vuol dire “tranquillità” e soprattutto “amore”.

Amore per le piccole cose e per le persone speciali.

Amore per te stesso.

(in ogni caso se volete approfittare del mio strano buon umore fatelo adesso, perché sento che sta già svanendo).

Buon settembre a tutti.

Robin e il tunnel…

naso clownTornare da quel tunnel non è possibile o è molto difficile, ma si possono accendere le luci con molta pazienza e coprirsi se fa freddo o se fa troppo caldo, sapendo che pochi ti capiranno e che pochi ti verranno a soccorrere. Te la dovrai cavare da solo tra mille “Aiuto, il lupo!”. Non è facile. È una prova di coraggio, di carattere, un costruire giorno dopo giorno un muro che non sia troppo alto per evitare che sia invalicabile dagli altri, ma sufficientemente alto per sentirsi protetti. Le persone che ti stanno intorno non sempre capiscono e questo spesso fa molto male. Ci provano, ma è troppo difficile raccontare così come è troppo arduo provare a capire. È, credo, come raccontare un mancato affogamento. Fa male il ricordo e al solo pensiero tutto il corpo si ribella.

Riposa in pace Robin. Il mio attore preferito (davvero), l’unico di cui ricordo tutti i film che ho visto (e da cui ho sempre tratto – nella loro leggerezza – molto insegnamento).

T’amo senza sapere come, né quando, né dove.
T’amo direttamente senza problemi né orgoglio.
Così ti amo perché non so amare che così, così vicino che la tua mano sul mio petto è la stessa, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col sonno mio…

Hunter ‘Patch’ Adams ()
La frase è di Pablo Neruda.

Primo agosto…

Lasciata la nonna e salutato l’orto ci si avventurava per la strada del mare. Sapore di anguria, il fresco degli alberi, il sole che faceva capolino e la voglia di vedere la spiaggia, bianca, sterminata e gli ombrelloni blu e azzurri mossi dal vento. Là in fondo il mare blu, calmo. Piatto.

Si arrivava al tardo pomeriggio. Il tempo di andare in spiaggia a cercare amici e parenti e prenotare l’ombrellone. Il Clodia sempre uguale. La vernice sulle sdraio blu data da poco. I bagnini già molto abbronzati e sempre scontrosi.
Si scaricava l’auto. Si saliva in casa e si aprivano le finestre per togliere l’odore di chiuso. In pochi secondi entrava il profumo di salsedine.
La voglia di scendere e giocare. Di inforcare la bicicletta e andare.
Il papà e la mamma in agitazione, poco tempo per pensare alla cena.
La zia proponeva la solita pizza. Proposta accettata.

Calava la sera.
Le luci sul lungomare, uno spettacolo.
Le voci che arrivano dalle signore con le loro poltroncine a bordo strada. Il profumo dell’estate nell’aria. Sa di creme abbronzanti, di bomboloni, pizza e gelato.

Era il mio mare.
Era il mio primo agosto.

L’orologiaio estinto

Mentre fervono i preparativi per il compleanno del piccolo, scappo a fare una commissione: devo trovare un orologiaio in zona per cambiare la batteria del Tissot fermo da un paio di mesi. Con estrema meraviglia mi accorgo che in Crocetta, San Paolo (un pezzo) e Santa Rita (un pezzo, ma molto commerciale) gli orologiai di una volta sono spariti. Chiusi per ferie, falliti o banalmente chiusi il sabato (eh???). I due che trovo (vuoti) mi controllano la retina prima di farmi entrare (con mano alla pistola sotto al bancone) e poi mi comunicano che il cambio batteria è procedura complessa (certo) e che ci vogliono 5 giorni lavorativi. Ribadisco che vorrei il cambio di batteria e non la ricostruzione dell’orologio e loro mi rimbalzano dicendo che il mio è raro e va mandato alla casa madre. Costo operazione indefinito. Augurando a loro le peggio cose, tornando a casa, mi accorgo di una gioielleria piccola e carina in corso Racconigi (quasi angolo via Braccini) dove in 4 minuti una zelante fanciulla procede al cambio per 6 euro + sorriso e gentilezza. Da tutto questo nasce una mia riflessione: è vero che non ci sono più orologiai (anche perché l’orologio di per sé è diventato obsoleto), ma è anche vero che quelli che sopravvivono si adattano alle circostanze, combattono l’arrivo dei Cinesi e di Amazon con stile, simpatia e onestà. Gli altri si fottano. E se non si sono già estinti, spero che la cosa sia veloce e indolore.
(Questo, è sottinteso, vale per tante altre categorie merceologiche)

Una notizia buona e una cattiva

La notizia buona è che oggi, dopo troppi giorni, termina il Mondiale di Calcio in Brasile.
La notizia cattiva è che oggi, dopo appena un mese, termina il Mondiale di Calcio in Brasile.