08
mar

Stamattina in autobus ho seguito la seguente scena.

Tizia giovane 17/18 anni che legge un libro. Non ho visto il titolo, ma non mi sembrava “scolastico”.
Tizia altrettanto giovane che le si avvicina (sono amiche, credo) e le dice:

“Caaazzooo faaii? Leggi un libro? Eeeeh? Ma lo sai che so’ cose da comunisti?”

Io pensavo scherzasse.
Era serissima.



8 marzo 2010 | Tags: , , , ,  

   

06
mar

Dai ieri sera è possibile finalmente andare oltre.
Al bando regolamenti, leggi e divieti. Non servono.

Si possono sorpassare, spiegare, interpretare.
Quindi da ieri è possibile in tutta Italia:

  • Picchiare a sangue dimostranti no-global dentro scuole e per la strada
  • Raccontare palle in TV su tasse e su cifre che riguardano la finanza pubblica
  • Picchiare a sangue la gente che presidia un territorio, di notte e con il silenzio dei media
  • Lanciare la TV digitale terrestre e vendere sottobanco i decoder
  • Legalizzare il falso in bilancio
  • Imbavagliare i giornalisti della TV pubblica
  • Esiliare i giornalisti che non si possono imbavagliare
  • Ridere quando c’è un terremoto
  • Evitare di partecipare a processi e cercare a tutti i costi di mandare tutto in prescrizione
  • Andare a troie con le auto blu e la scorta
  • Candidare gente come premio per favori personali di vario tipo
  • Presentare firme false per le candidature elettorali
  • Presentarsi in ritardo per consegnare le liste elettorali

Le ultime due sono nuove. Le altre ormai non fanno neanche più notizia.
Finalmente ho capito perché si fanno chiamare “Popolo delle Libertà”.
Ce l’avevo davanti agli occhi e non lo avevo ancora scoperto.



   

28
feb

Mi guarda con quegli occhietti furbi e vispi: si aspetta qualcosa da me.

Io lo guardo e mi riempio di gioia. Gli darei il mondo oltre a tutto l’amore che provo per lui. Un fagottino che ha appena fatto 7 mesi.
Lui nutre grandi aspettative da me.
Mi osserva. Mi sorride, con gioia. Con una purezza che a volte mi lascia senza fiato.
E uno non sa se sarà sempre all’altezza delle sue aspettative.
Un sorriso va guadagnato, per ora facendo il buffone o le linguacce. In futuro, sarà più dura.
Mi godo il momento e respiro piano.



28 febbraio 2010 | Tags: , , , ,  

   

Diciamo che in questi giorni, ormai di piena campagna elettorale, siamo subissati di schifezze. Le sentiamo proprio tutte.
I media nostrani, che non eccellono sicuramente per originalità e professionalità, ci hanno subissato di argomenti leziosi, pallosi, spesso più gossip che vere notizie. Anche se nascondere tutto nel gossip è una strategia più che un errore.
Bertolaso, i ladri, la nuova tangentopoli, i ricatti, le intercettazioni, i furbetti, il terremoto come motore dell’economia (di alcuni), la Maddalena cementificata dagli amichetti di questo e di quello, i favori, le raccomandazioni, i massaggi, Silvio che dice quello, Silvio che dice che, Silvio di qua, Silvio di là.
Meno male che in questi giorni c’era Sanremo che con il suo “nulla” è riuscito magicamente a mascherare un’Italia squallida (spesso anche sul palco dell’Ariston a dire il vero) fatta di lustrini e brutti pensieri.
Prendo in prestito un post di Squonk perché è perfetto.

“Una volta erano i mariuoli. Oggi sono i lestofanti. Non è magnifica una lingua che ti permette di scegliere fra così tante alternative alla parola ladri?”

Siamo la Nazione del nulla. Anzi no, dei furbi. Furbi che fanno i ladri perché tanto così fan tutti. Gente che vota i furbi perché son bravi a far quello che vorrebbero far tutti. Rubare.
Ci sono tante brave persone in giro, ma per ogni brava persona ci sono almeno due farabutti.
Siamo la Nazione della Nazionale di Calcio e poco più. Alla faccia della storia, dei padri della patria e dei grandi che hanno reso omaggio a questa terra martoriata dalla sfighe. Una di queste, la più grande forse, è avere un popolo veramente di bassa qualità.

Quasi come i vestiti della Clerici a Sanremo. Quasi.



   

14
feb
pubblicato in: Politika

Alla fine la domanda senza risposta ha avuto un epilogo.
La domanda era:
“Ma cosa ci fa la Binetti nel centro sinistra?”
La risposta.
“Un cazzo”.
Non ci resta che chiudere la faccenda con un sardonico… Amen.



14 febbraio 2010 | Tags: , , , , , ,  

   

06
feb
pubblicato in: Eventi

L’Italia è quel Paese dove un musicista, per qualche motivo, facendo la gaffe più grande della sua vita (dopo la scelta del parrucchiere), ha raccontato di fumare cocaina come antidepressivo.
L’Italia è quel Paese dove subito dopo il musicista strafatto è costretto a confessarsi in TV a “A porta a porta” davanti a giornalisti, preti, politici e soubrette.
L’Italia è quel Paese dove giornalisti, politici, preti e soubrette sono tutti sani, senza vizi, incensurati e senza peccati.
E nessuno di loro farebbe mai un test antidroga. Soprattutto senza saperlo.

UPDATE ## Alla fine, siamo il solito Paese dai facili scandali e dai veloci ripensamenti. Morgan andrà a Sanremo.



6 febbraio 2010 | Tags: , , , , , , ,