03
lug

Quando la colonia non sapeva che “pesci prendere” (il che può risultare una stranezza o l’esempio che le cose non sono facili per nessuno) il punto di riferimento era lui “Grande Penna”. Io non so perché si chiamasse così, ma le voci che giravano nella colonia parlavano di un difetto congenito ad un’ala: una penna lunga e di dimensioni anomale che da “giovane” gli permetteva di fare evoluzioni fuori norma e assolutamente invidiate da tutto il resto dei maschi.

In vecchiaia la sua saggezza era diventato un bene prezioso per tutti. Anche se spesso, con intervalli regolari, spariva, nessuno sa per dove, nessuno sa perché.
- Be’, non è detto che io sia un vecchio e basta! Ho ancora una vita – ribatteva lui quando arrivavano puntuali le solite domande sul dove fosse andato, con chi e soprattutto perché (nessuno sapeva nulla).

Grande Penna era solito dimorare sopra la casa dei Finazzi. Lui ragioniere in pensione, lei ex insegnante di matematica, piuttosto svampita.
Stava sulla casa dei Finazzi perché con il ragioniere c’era un certo feeling, lui dava a Grande Penna i resti della cena e spesso commentava le notizie della giornata, un riferimento alla politica, uno alla cronaca nera e poi l’inevitabile sequenza di lamentele sulla vita avara di novità, sulla vecchiaia, eccetere eccetera.
Grande Penna apprezzava la cena, commentava con il capo o con qualche urlacchio le parole del vecchio ragioniere e si congedava quasi sempre dall’amico umano con uno scagazzo sulla testa del nano da giardino, con cui in realtà non aveva un ottimo rapporto.

Grande Penna fu il primo a essere informato delle novità. E non la prese bene.

(continua)



3 luglio 2009 |

   

30
giu

Da lassù Pennastorta guardava l’orizzonte. Come tutti i giorni, si potrebbe dire “come sempre”. Tutte le volte che alzavo lo sguardo lo vedevo là appollaiato, tranquillo, ma vigile. Come se ci fosse da controllare tutta la costa in cerca di un pericolo imminente. Come se avesse avuto un incarico dall’alto, da qualche “capo”. Ma in realtà così non era.
Nodina invece sapeva passare meglio il tempo. Nei piccoli spazi del terrazzo degli Ambrosetti, che tanto vengono solo ad Agosto, si preparava per la giornata, con il vezzo e la leggerezza che solo le femmine sanno interpretare.
Io, se non c’erano gli amici Condor e Macchiabianca, mi annoiavo. Non sapevo mai dosare le energie. E soprattutto non riuscivo ancora a capire le regole della colonia.
- Quello si può fare, quello no, quello è consentito, quello no, attento a Rospuccio che se no s’arrabbia – sentivo risuonare le parole della nonna e non sapevo mai se il mio comportamento adolescenziale avrebbe prima o poi causato qualche casino. Qualche dramma intollerabile o difficilmente gestibile.

La quiete stava per finire e io ancora non lo sapevo.

(continua)



30 giugno 2009 |

   

27
giu

Da oggi si va un po’ in vacanza.
Trasferiamo baracche e burattini in terra ligure, in quel di Spotorno, per una decina di giorni.
Chi vuol prendere uno “stick” con me può fare un salto da quelle parti, sarà sempre ospite graditissimo.
Ovviamente i primi della lista sono i “nativi“, ma l’invito è esteso a tutti.
Se vedemu.

(se passate mandate mail)



27 giugno 2009 | Tags: , ,  

   

Quattro anni fa esplodono i blog in Italia. Tutti hanno più di un blog, o quasi tutti.
Poi arriva Flickr, tutti ne hanno almeno uno. Tutti fotografi. Tutti con la reflex, tutti con il telefonino sempre pronto.
Poi esplode Youtube, seguito da Ustream e Mogulus. Tutti videomaker, tutti registi, tutti sempre “live”. Esplodono le net TV. I blog, dicono, hanno le ore contate. Il nuovo media è il “video”, non il testo.
Poi tocca a Tumblr, tutti ne hanno più di uno, a volte si arriva all’incrocio con il blog, altre volte si sentenzia la definitiva morte del blog. Tanto per cambiare.
Poi arriva Twitter. Tutti gli early adopter (geek) ce l’hanno e passano il tempo a cinguettare. E’ la fine del macro blogging a favore del micro blogging… Noooo, dicono tutti, ma intanto… Si blogga di meno. Si cinguetta di più.
Poi arriva l’amato e odiato Faccialibro e tac! La sentenza diventa condanna. Il blog è morto. Dicono.
Mi sa che stavolta c’hanno azzeccato. Mi sa…
Intanto tra i geek furoreggia Friendfeed.
E’ un film senza fine, una piccola odissea.
E i blog, sulle barricate, con mio profondo piacere, resistono.



   

Il primo quesito

La prima scheda, quella viola, riguarda la modalità di elezione della Camera dei deputati. L’attuale legge prevede che il premio di maggioranza (pari a circa il 55% dei seggi e assegnato su base nazionale) vada alla “lista o coalizione di liste” che abbia raggiunto il maggior numero di voti. Il primo quesito chiede di cancellare le parole “o coalizione di liste” attribuendo dunque il premio alla sola lista che abbia ottenuto il maggiore consenso.

(voto sì, le coalizioni in Italia non funzionano)

Il secondo

La seconda scheda, quella beige, riguarda l’elezione del Senato. L’attuale legge prevede, infatti, l’attribuzione del premio di maggioranza, su base regionale, alla “lista o coalizione di liste” che ottenga più voti. Anche in questo caso, il quesito chiede di approvare la cancellazione della dizione “o coalizione di liste”, attribuendo, dunque, il premio solo alla lista che abbia avuto il maggior consenso.

(voto sì, le coalizioni in Italia non funzionano)

Il terzo

La terza scheda, quella verde, interviene sulle candidature per Camera e Senato. E propone di abrogare la possibilità per una stessa persona di candidarsi in più circoscrizioni.

(voto sì, così Silvio la smette di candidarsi anche come presidente di quartiere…)



20 giugno 2009 | Tags: , ,  

   

20
giu
pubblicato in: Eventi
Immagine anteprima YouTube

Un video del 1998. Mi ricordo bene quell’estate.
In realtà ricordo benissimo tutte le estati sin da quando avevo 3 anni. Curioso.

E’ già finita la scuola? :)



20 giugno 2009 | Tags: , ,