Le donne…

Stop alla violenza sulle donneTroppe donne cadono in questi giorni per mano di uomini senza cuore, senza cervello e senza anima.
Una mattanza che è davvero impossibile accettare.

Alda Merini disse:

“Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l’emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d’amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra e innalzi il tuo canto d’amore”.

A voi donne dedico questo pensiero, con la speranza che la vita vinca sempre sulla stupidaggine e sulla codardia di noi uomini.

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Torino, tutto nasce qui e poi va via

torino

Torino è una città speciale, un laboratorio a cielo aperto, da sempre. Sin dalla fine dell’800 (e forse pure prima). Nasce qui l’Italia (per volere di un Re che non ne aveva poi tanta voglia). Torino torna città di frontiera, nobile, ma abbandonata con l’Unità d’Italia e la capitale che finisce a Firenze e poi Roma.
Ma rimane elegante, regale, ordinata e aulica. Unica.
Diventa la città dell’Industria, della meccanica, dell’energia, dell’automobile.
Diventa la città dove nasce la moda, il cinema, la TV, la radio, la telefonia, gli Mp3, ecc. ecc. (la lista è lunghissima). Per non parlare dell’aperitivo, del tramezzino, del caffè e del cioccolato.

Sappiamo tutti che quelle cose non ci sono più e che – seppur nate sotto l’ombra della mole – sono migrate da altre parti, sposate o copiate da città più ricche e pragmatiche.Nel 2006 la grande sfida olimpica, molto osteggiata dalle altre città che poi – a edizione in corso – la snobbano (è solo un’Olimpiade Invernale infondo).

Diventiamo la città del gusto, dello Slow food, dell’antipatico, ma eclettico Farinetti con Eataly.
Da 28 anni era anche la città del Libro. Ora, forse, pure quello emigra in altri lidi (Milano, anzi no, Rho) senza molta opposizione e con una forte ennesima delusione.
Torino non si fermerà, è nel suo DNA essere in movimento, essere avanti, precorrere i tempi e vincere i record.

Cosa ci inventeremo domani? Sicuramente qualcosa che poi gli altri ci copieranno o ruberanno. È un male tutto ciò? No, forse no. Al di là delle polemiche siamo sempre quelli che partono e siamo sempre quelli che gli altri inseguono.
Magra consolazione per noi torinesi? No, un vanto, che in stile sabaudo esibiremo senza troppo clamore e senza perdere la nostra eleganza.

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Cose che ho capito in questi giorni

Un breve riassunto molto molto personale per me stesso, così poi magari me lo rileggo tra due o tre anni e ci rido un po’ sù.
Inizio…

– La gente crede a tutto, soprattutto a quello che la colpisce nella pancia. Vale per tutti.
– È tremendamente semplice trovare pistole ed esplosivo in Europa (come nel resto del mondo probabilmente).
– Le persone ti giudicano non da come ti relazioni con loro oggi, ma da come hai risposto a una mail o a un messaggio qualche mese/anno fa.
– Andare in ferie alla fine di Agosto è una prova di forza che richiede un training con Yoda.
– Un ufficio senza aria condizionata dovrebbe essere vietato per legge.
– Il primo commento a un evento drammatico da parte di un media è quello che conta, le smentite, le correzioni non esistono.
– PokémonGo è una figata colossale, ma non ho tempo per giocarci… (che tristezza).
– Chi fa un po’ di ferie a Giugno, un po’ di ferie a Luglio e un po’ di ferie ad Agosto è un genio.
– La riconoscenza non esiste, né sul mondo del lavoro né tra amici.
– Odio il caldo e lo odio sempre di più ogni anno che passa.

Stop. Può bastare.

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Passi avanti!

scipero-mediciGrande ospedale torinese. In fila per esame del sangue.
Una quantità di gente che ricorda questa scena qui.
Dopo un po’ ci fanno cambiare coda, in modo ordinato e ci avviano agli sgabuzzini dei prelievi.
Un medico dell’ospedale è in coda dietro di noi.
Un’infermiera lo guarda e gli dice “Ma no, venga qui” indicandogli un pertugio da dove avrebbe saltato sicuramente la coda.

Il medico (anzianotto) la guarda e gli dice “no”.
Lei ci rimane male e, non paga, spara un “ma dai!” (con il tono: “ma che fa la coda insieme alla gente normale”?)

A lui avanza un altro “no, grazie” stizzito.
A me scatta un sorriso beffardo sul volto e uno sguardo da killer verso l’infermiera, che gira i tacchi bofonchiando.
It’s Italy, nel bene e nel male.

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Impossible is nothing

Muhammad Ali

“Impossible is just a big word thrown around by small men who find it easier to live in the world they’ve been given than to explore the power they have to change it. Impossible is not a fact. It’s an opinion. Impossible is not a declaration. It’s a dare. Impossible is potential. Impossible is temporary. Impossible is nothing”

Muhammad Ali (RIP)

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