Il regalo di Natale più bello

Il regalo più bello che ho ricevuto a Natale coincide anche con la scoperta che Babbo Natale in realtà non esisteva, non era reale (ma su questo preservo ancora dei sani dubbi).
Avevo chiesto al signore vestito di rosso e con la barba bianca (anche se questa è l’icona che ci ha regalato la Coca Cola) un Goldrake gigante.
Più o meno quello che vedete in questa foto, anche se secondo me il mio era più bello.

Apro gli occhi e lo vedo lì, di fianco all’albero che mi guarda.
Ma oltre a lui vedo anche mia mamma che sistema gli altri regali e mi dice: “Dormi, dormi, stai ancora sognando”…
I miei genitori si sono svenati per comprarlo e io quando penso al Natale penso a lui e tutt’ora mi chiedo dove sia finito.

Se ne vedete uno pensatemi.

(E per voi? qual è il regalo di Natale che ricordate con maggiore affetto?)

 

Il Presepe è un problema?

Presepe con personaggi di fantasia

Il nostro Paese è sull’orlo di una probabile catastrofe economica e sociale senza pari nella nostra storia recente (o ci siamo già dentro fino al collo) ma uno dei temi forti del momento è … il Presepe.
Chiaro che il periodo si presta, ci mancherebbe. Ma il tema non è legato alla classica domanda: “fate l’albero o il Presepe?”. No, il tema è più spinoso e a lanciarlo è stato il divieto di un preside di una scuola “molto multi-etnica” di Bergamo di allestire il presepe dell’istituto scolastico (per evitare discriminazioni).
Se ne parla molto perché il preside pare sia stato poi minacciato per aver intaccato l’identità cristiana della comunità e perché ovviamente, dopo un giorno, sono arrivati quei brutti ceffi della Lega Nord con in dono un presepe “italico”.

Ok. Il preside ha dimenticato che le classi sono costellate di crocifissi e se l’è presa con il Presepe. Ok, siamo in Italia e quando si tocca la Chiesa sono dolori e intervengono anche quelli che in chiesa non ci entrano da almeno vent’anni (intervengono a prescindere per difendere la nostra “italianità”).

Ok tutto.

Ma può un Paese parlare nel 2014 di queste cose?
È davvero questo l’argomento di cui riempire giornali e talk show?

Facciamo finta che sia un argomento serio.
Può una nazione laica (lo dice la Costituzione, ve lo ricordo) ammettere che ci siano delle guerre di religione nelle sue classi?

Mi ricordo che un compagno delle medie (erano gli inizi degli anni ’80) decise un giorno di rimuovere il crocifisso dall’aula e di metterlo nel cassetto della cattedra. In realtà era corretto farlo, ma venne sospeso.
Sono passati oltre 30 anni e mi pare che non sia cambiato nulla.

Il Presepe è bello e lo dico anche se preferisco l’albero. Ma a scuola non ci deve stare, come non ci devono stare i crocifissi e neanche gli insegnanti di religione cattolica.
Io sono cattolico e credente, ma  vivo in uno Stato Laico e mi aspetto che tutto sia coerente con quello che dice la nostra Costituzione.
Invece…

Voi che cosa ne pensate?

(qualcuno dalla regia mi fa anche notare però che le nostre festività nazionali sono quasi tutte legate alle religione, be’… vero. Anche su questo varrebbe la pena fare una seria riflessione).

 

I Grandi Esperti di Qualsiasi Cosa

La rete e i social hanno creato tante cose belle, ma anche tante cose di cui – francamente – potevamo fare tanto a meno. Tanti abomini, tante anomalie e anche tanti personaggi che hanno la stessa utilità di uno spillo usato per scavare un fossato.

Tra i tanti personaggi nati nei social ci sono i Grandi Esperti di Qualsiasi Cosa (abbreviato: GEQC). Spesso si tratta di uomini, ottimi e riconosciuti professionisti narcisi come non mai e adoratori indefessi di sé stessi o dell’immagine che di sé stessi vogliono tramandare ai posteri o ai parenti o comunque ai vicini di casa.

I GEQC sono generalmente nati prima degli anni 70 e quindi sono quella generazione che si è digitalizzata per un pelo. Subiscono il fascino delle tecnologie dalla nascita del primo modem e del primo cellulare, ma arrivano sempre in ritardo quel “tot” per non poter essere davvero degli esperti… Ma questo non li blocca dal dire il contrario.
Generalmente comprano i gadget di ultima generazione prima degli altri, ma fosse per loro sarebbero ancora saldamente attaccati al loro ETACS.

(mi ricordo un GEQC urlare contro di me in una conferenza perché non lo avevo invitato a parlare dal palco avendo così subito l’onta di stare tra il pubblico. Se ne andò urlando: “Ricordatevi che ho inventato io i blog”)

I GEQC sono un po’ pietosi. A volte simpatici. Tante volte no. La maggior parte delle volte no. Spesso quando sono della mia generazione o di quelle dopo, nate digitali e quindi autorizzate – a quanto pare – per legge della natura a dire cazzate su questo e quello, corredano le loro sortite con un bel selfie. Che non ci sta mai male.

I GEQC sono in giro per convegni sempre. Anche il sabato. Sono quelli che si autotaggano nelle foto mentre illustrano una slide pensando che questo possa scatenare un qualche interesse per l’Universo Mondo.

I GEQC sono generalmente benestanti. Sono sempre in giro. Se hanno figli li lasciano alle tate (non alle nonne, che non fa figo). Parlano inglese anche quando non serve. Sono in vacanza a Marzo e Ottobre e nessuno sa perché.

I GEQC anziani sono spesso riottosi. Quando capiscono di essere colti in fallo minacciano addirittura querele. Hanno il grilletto facile e il messaggio privato ancora più facile.

I GEQC copiano i messaggi degli altri sulle loro bacheche senza citare questo e quello. Manca il tempo e poi loro sono GEQC. Non sono tenuti a farlo.

I GEQC aprono un blog quando ormai non lo fa più nessuno, ma lo comunicano come se avessero trivellato una cometa o comprato casa alle Canarie.

I GEQC sono di casa a Londra, Berlino e New York. Generalmente non ci vanno per vacanza, ma per comprare il pane o per andarci al cinema.

Potrei andare avanti all’infinito. Secondo me ne avete riconosciuto qualcuno.
Il GEQC in queste affermazioni non si riconoscerebbe mai, quindi anche questa volta la passerò liscia.

Dinosauri ovunque…

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI bambini (almeno il mio, ma penso molti) passano delle fasi più o meno lunghe in cui si concentrano in un tipo di gioco e argomento e non cagano più l’universo mondo. Siamo passati dal castelli, al western, ai draghi, agli zoo, ai circhi… E ora siamo ai dinosauri.
La cosa che più mi piace di queste “fasi” è che i bimbi si impadroniscono dell’argomento, lo fanno proprio, lo interpretano… Diventa una parte di loro. E a volte diventano così curiosi da sconfinare dove meno te lo aspetti, con domande che francamente hanno risposte più o meno difficili, più o meno praticabili.
È bellissimo vedere il mio pargolo ripetere i nomi (difficilissimi) di questi animaloni estinti. Ed è bellissimo avere la casa piena di disegni e di pupazzi di tutti i tipi.
Lo so, è una fase, e come tutte le altre passerà… Ma è uno spasso vedere un cucciolo affrontare un mistero bellissimo come quello dei dinosauri come se fosse un “studioso” e trarre le sue conclusioni.
È da un po’ di giorni che Lorenzo ha approvato la tesi della “meteora” come motivo di estinzione di massa, per poi asserire che allora… Se ne cade un’altra a breve siamo fritti, perché se sono schiattati gli animaloni figurati che fine possiamo fare noi. In effetti.

(intanto vi consiglio, se non lo avete già visto di guardare A Spasso Con I Dinosauri – Walking With Dinosaurs)

Genova…

L’ennesima alluvione.
L’ennesima dimostrazione che siamo un Paese che non sa e non vuol sapere. Che non impara dai suoi errori e dalle sue disgrazie. Pochi anni fa morirono anche due bambini piccoli. Contiamo le vittime e ridiamo sulle ricostruzioni. Non facciamo nulla.

In Italia abbiamo deciso che la politica migliore è quella del non fare. Che la scusa migliore sia che siano (sempre) gli altri a sbagliare.

Un esempio così eclatante è difficile da trovare.
Onore alla coriacea Genova, città che domina l’acqua da sempre e che si fa travolgere da 4 torrenti dimenticati.

Provo vergogna come Italiano.