Corso SEOLAB – Torino, 13/14 Febbraio 2009

Sono gli ultimi giorni utili per iscriversi al Corso SEOLAB di Febbraio.
Si terrà a Torino dal 13 al 14 Febbraio (City Hotel in via Juvarra 25). Sono rimasti disponibili pochi posti.
Ma siete ancora in tempo.
All’atto dell’eventuale iscrizione dite che siete miei amici, sicuramente i ragazzi di SEOLAB vi riserveranno un trattamento di favore.
Qui le informazioni e il programma del corso (si può frequentare anche solo un giorno).
Qui la scheda per l’iscrizione.

Iscrivetevi, se siete interessati, ne vale la pena, i corsi di questo tipo (e di questa qualità) in Italia sono molto rari.

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Gooooogle

Ho un virus. Non posso far ricerche su Google. Provo ad aggiornare antivirus…
No. È Google che ha un virus. Un grande virus. Non voglio neanche pensare a cosa i poveri sistemisti di Google abbiano passato nella mezz’ora più lunga della loro vita.
Google prende un virus e tutto il mondo per 30 minuti non cerca più nulla. Primo caso della storia di “apnea” telematica.

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Letta così…

Stamattina accendo la TV e vedo un’intervista con Enrico Letta.
Un bravo ragazzo, ha la faccia un po’ da secchione, ma è in gamba e si vede. Soprattutto si sente. Parla bene, ha una buonissima dialettica. E’ uno di quei personaggi che immagini da ragazzino frequentare e animare un oratorio e da adulto fare cose che possono dar solo sicurezza e garanzia. L‘assicuratore, il bancario, il parroco, il ministro ombra…
Ma non divaghiamo.
Dice una cosa piuttosto banale a cui in realtà non avevo mai pensato.
Berlusconi, gira e rigira, in Italia “governa” e “non governa” dal 1994. Ha vinto 4 volte le elezioni e di fatto da 15 anni domina la scena politica a capo della destra italiana.
15 anni.
Questo numero mi frulla per la testa da qualche ora.
Quindici anni sono tantissimi. Credo che nessuna democrazia occidentale (e neanche orientale) abbia mai visto una cosa simile.
E la cosa che più incupisce è, come afferma lo stesso Letta, che – Da 15 anni l’Italia si divide in due, chi vota Silvio e chi non lo vota –
Lo so, pare una banalità, ma se confrontata con il resto del mondo è una cosa un po’ anomala. Per noi è normale, lo diamo per scontato. Ma non è né banale né scontato.
Dovremmo pensarci noi, che ci rispecchiamo (sempre meno) nel PD, ma anche chi vota per la destra. Chi viene dopo Silvio? Non so, ma a me viene in mente solo lui.

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Fila multietnica all’ospedale

Segretaria (rivolta a signora italiana):  – Allora, LEI ora si può accomodare e aspettare il SUO turno per la visita.
Signora italiana – Grazie!

Segretaria (rivolta a signora araba)  – Ma TU ce l’hai l’impegnativa?
Signora araba – Certo.
Segretaria –  Ma no, TU non HAI l’impegnativa, VAI davanti a quella porta e chiedi all’infermiera
Signora araba – …Ok.

… 

Coppia di giovani arabi, ben vestiti ed eleganti seduti davanti all’ambulatorio.
Signora italiana (2) che li guarda incuriosita.

Signora italiana (2) – Bene, voi da dove venite? (scandendo bene le parole)
Ragazzo arabo (solleva lo sguardo dal suo blackberry) – Da Torino, lei?

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Maledetto Lost

Ormai sono passati 4 anni (televisivi) e la dannata serie, appena ricominciata con la 5a stagione, ha ancora un certo fascino. Meno di una volta, ma qualcosa è rimasto.
Rivedere i soliti amati personaggi è un piacere, anche perché sono personaggi molto belli e molti divertenti.
L’intrepido e stupidissimo Locke.
L’enigmatico e plurimalmenato Ben Linus.
La bella e conturbante Kate.
Hugo, il ciccione pazzo.
Però… Son passati cinque anni. E noi, poveri telespettatori, noi poveri fan amanti della serie, noi… Non abbiamo ancora capito un cazzo di quello che succede in quella dannatissima isola!
Sappiamo molte cose, ma poche in realtà. E devo dire che c’è anche un po’ puzza di fregatura in molte delle trovate di JJ Abrams e colleghi. Scommetto che per tutta le 5a serie non capiremo un’emerita fava. SPOILER: Magari ci diranno almeno perché girando una ruota si inizia a viaggiare, non solo nel tempo (Ben come cazzo è uscito dall’isola?).
E io che ancora mi chiedo cosa fosse quel piedone di marmo che abbiamo visto nella prima stagione. Ma non ci lamentiamo, in fondo non abbiamo neanche mai capito perché a Cabot Cove muoiano come mosche e perché il soprabito del Tenente Colombo non si sia mai decomposto dopo migliaia di puntate.

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La ricerca della normale normalità

Ammesso e non concesso che la normalità non esista e che la nostra vita sia fatta di fasi più o meno belle, più o meno “alte” e “basse”, ho da un po’ di tempo qualche incertezza e un po’ di senso di insoddisfazione.
Insoddisfazione che a tratti diventa malessere, anche fisico.
La causa? Forse lo stress o forse la maledetta routine che tutto appiattisce e danneggia, arrivando al profondo di noi stessi, in quei maledetti meccanismi che non riusciamo neanche a dominare. Neanche un po’.
Il rimedio? Qualcuno dice che sia necessario trovare qualcosa di nuovo tutti i giorni e cercare energie positive nelle cose e nelle persone che “abitano” la nostra giornata.
Non so da dove partire, ma è chiaro che da qualche parte dovrò pure incominciare.
Chi legge questo piccolo blog ha mai avuto bisogno di uscire dalla “normalità” e dalla routine? Qualcuno ha qualche tecnica segreta da condividere con gli altri? Con me?
Ogni consiglio sarà bene accetto. E’ un appello serio. Mi van bene anche le mail.
Vi sono molto grato.
Love.

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