Adesso basta! Dico Sì!

DICO SI Bloggers love freedomAdesso basta! Abbiamo passato il segno.
Il nuovo leader della CEI Monsignor Bagnasco esagera.
Equiparare i DICO e le convivenze civili tra cui si AMA con la PEDOFILIA e l’INCESTO, mi sembra francamente TROPPO!
Io verserò l’5 per 1000 a qualsiasi organizzazione che non sia la CHIESA CATTOLICA ITALIANA e andrò a fare le mie donazioni in chiesa direttamente nella mia parrocchia (dove almeno so che quei soldi servono a sostenere i poveri, opere di bene, gli infaticabili sacerdoti, ecc. ecc. e dove conosco un parroco “illuminato” che ha pensieri “progressisti”).
Io devolvo ad Emergency. In ogni caso dico no a questa Chiesa impicciona, che fa politica, che dice cosa i politici credenti dovrebbero votare, a dispetto dei Patti con lo Stato Italiano.
Credo che i blogger italiani possano dire la loro, manifestando il loro dissenso per questo comportamento inaccettabile e estremista.
Amiamo la libertà di amare.
Chi vuole può prendere qui sotto qualche adesivo da appiccicare sul suo blog. Diffondete, facciamo sentire la nostra voce.

DICO SI DICO Sì Antipixel

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Oppure copia la URL delle immagini cliccando con il tasto destro sulle immagini o salvale sul tuo spazio web direttamente.
Chi lo usa metta qui sotto un commento, così poi facciamo una bella lista e se siamo in tanti la mandiamo a Bagnasco e ai Presidenti di Senato e Camera.

Al momento lo hanno adottato 151 bloggers:
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MySpace? No grazie.

Lo screenshot qui sotto dimostra che sono poco partecipe su MySpace. L’amico Max mi ha invitato e io non ho ancora accettato, ma non per cattiveria…

Mi sono iscritto in tempi non sospetti, ma non lo sopporto, lo trovo poco usabile, brutto e decisamente caotico.
my space di MaxE mi sto anche innervosendo.

Ogni due persone che incontro e con cui parlo del mio lavoro, dei blog, dei mediasociali e amenità simili, mi chiede – Ah, poi dammi il tuo indirizzo su Myspace! – E io gli attacco un pippone terrificante sull’evoluzione della rete, sulle interfacce, sul dominio globale di Murdoch nel mondo dei media, su quanto mi dia fastidio la gente che riesuma gli abiti primaverili conservati con la naftalina tutto l’inverno…

(In attesa di approvazione da Max… comunque sono in buona compagnia no?). Chi vuole conoscere Max su MySpace può andare qui.

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Stasera dopo aver visto Lost…

… mi è scattata un po’ di delusione per la puntata 14 e poi, tac… un flash su una frase, torno indietro con la memoria, torno indietro con qualche fotogramma, sì, lei dice proprio quello… o forse no?

<SPOILER>

Dice Power lines? Poi sembra di no, ma è un piccolo trucchetto di sceneggiatura, una traccia.
Eh eh… Ecco svelata una caratteristica letale dell’isola, un animaletto da cui difendersi.
E la puntata era tutto meno che inutile. Diabolici.

<SPOILER/>

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Somatizzo

Vedo i servizi in TV sulla politica e mi incazzo.
Guardo la tipa di Cogne piangere per la sentenza e mi incazzo.
Intuisco che le cose che faccio al lavoro non saranno decisamente capite da nessuno e mi incazzo.
Mi guardo intorno e vedo troppi ignoranti, faciloni, qualunquisti e mi incazzo.
Leggo le riviste come Anna (per sbaglio) e mi incazzo per i contenuti idioti che contengono.
Vedo la Moratti che scende in piazza e mi incazzo (se vuole protestare… si dimetta).
Vedo Turigliatto che vota ancora contro la coalizione di cui farebbe parte e mi prende un nodo in gola.
Leggo di Vallettopoli e mi incazzo (ma la smettiamo di sbattere in prima pagina notizie delle balle?)
Leggo quello che dice il nuovo presidente della CEI e mi indigno. Cosa vuol dire “i politici cattolici si adeguino”? A cosa? E’ una dittatura clericale questa?
Ricevo l’ennesima mail dal mio partito e mi incazzo. E’ piena di paroloni e priva di contenuti.
Torno a casa, apro la buca delle lettere e dentro c’è una lettera dal mio partito. Uguale alla mail! E mi incazzo!
Penso a mille cose e mi inalbero.
O è il cambio di stagione o ho la tendenza di prendermela per tutto. Sono incazzoso. Statemi alla larga.
E poi purtroppo somatizzo.

(oggi ho sorriso solo quando ho sentito la sigla di Capitan Harlock da Fabio Volo… e quando il barista a colazione mi ha detto che lui per lavoro regala sorrisi gratis a tutti)

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E la parte abitata della libreria?

la parte abitata della reteDa sempre ho un problema con le librerie di Torino: è impossibile per me trovare libri freschi di stampa sulle tematiche che mi interessano, ovviamente ICT e “bloggolandia”…
Parto alla ricerca de “La parte abitata della Rete” e qui “ai confini dell’impero” come dice il buon Sergio, autore del libro, quel testo prima o poi deve arrivare. In fondo siamo a Torino non alle isole Tremiti.

Ma il rituale anche nel caso di questo ultimo lavoro del dinamico blogger di Pordenone non cambia.
FNAC: assolutamente non pervenuto. Vengo mandato nella sezione manuali di informatica, dove in mezzo a interessanti testi sul Cobol e di UNIX (ma anche tomi e tomi su Access e Borland) non trovo nulla.
Riprovo.
Feltrinelli in piazza Castello. In mezzo a mille libri neanche una pagina di Maistrello.
Esagero… Feltrinelli Mediastore di piazza CLN.
Qui vengo mandato al secondo piano vicino ai libri di cucina, poi ai libri di sociologia e quindi di informatica e oltre ai soliti tomi su Cobol e Fortran trovo qualcosa. Un testo sulle “verità di Google” (!!), tre libri sui blog che si intitolano: “Blog” (diversi autori) e qualche altra roba strana, vecchia e poco attendibile. Della Parte Abitata della Rete neanche la traccia. La simpatica tipa delle informazioni dice che c’è, ma non sa dov’è (un classico, risponde sempre così).
Mi adombro. Guardo la sterminata fila di libri che occupa tre piani e centinaia di metri quadrati di negozio e mi chiedo – ma qual è la parte abitata della libreria? – quella in cui si possono trovare i libri che parlano dell’innovazione, del web, delle cose che vengono pubblicate ogni 15 giorni sull’evoluzione della Rete.
– I libri di questo tipo si comprano on line – mi dice una simpatica hostess paffuta che intanto pubblicizza una improbabile pubblicazione a colori di dimensioni mega sui ristoranti indiani in Italia. Non posso che darle ragione.
Tutte le volte che entro da Feltrinelli ultimamente rimango sconvolto dalla mole enorme di libri. Libri che forse nessuno leggerà mai. Quelli che vorrei leggere io sono negli scaffali bui e polverosi di un magazzino che rifornisce i vari servizi di e-commerce. E il piacere di sfogliare un testo prima di comprarlo? A noi abitanti della Rete è negato.

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