
Orsetti di Papa Ratzinger??? (fonte: Repubblica.it)
Stasera dopo aver visto Lost…
… mi è scattata un po’ di delusione per la puntata 14 e poi, tac… un flash su una frase, torno indietro con la memoria, torno indietro con qualche fotogramma, sì, lei dice proprio quello… o forse no?
<SPOILER>
Dice Power lines? Poi sembra di no, ma è un piccolo trucchetto di sceneggiatura, una traccia.
Eh eh… Ecco svelata una caratteristica letale dell’isola, un animaletto da cui difendersi.
E la puntata era tutto meno che inutile. Diabolici.
<SPOILER/>
Somatizzo
Vedo i servizi in TV sulla politica e mi incazzo.
Guardo la tipa di Cogne piangere per la sentenza e mi incazzo.
Intuisco che le cose che faccio al lavoro non saranno decisamente capite da nessuno e mi incazzo.
Mi guardo intorno e vedo troppi ignoranti, faciloni, qualunquisti e mi incazzo.
Leggo le riviste come Anna (per sbaglio) e mi incazzo per i contenuti idioti che contengono.
Vedo la Moratti che scende in piazza e mi incazzo (se vuole protestare… si dimetta).
Vedo Turigliatto che vota ancora contro la coalizione di cui farebbe parte e mi prende un nodo in gola.
Leggo di Vallettopoli e mi incazzo (ma la smettiamo di sbattere in prima pagina notizie delle balle?)
Leggo quello che dice il nuovo presidente della CEI e mi indigno. Cosa vuol dire “i politici cattolici si adeguino”? A cosa? E’ una dittatura clericale questa?
Ricevo l’ennesima mail dal mio partito e mi incazzo. E’ piena di paroloni e priva di contenuti.
Torno a casa, apro la buca delle lettere e dentro c’è una lettera dal mio partito. Uguale alla mail! E mi incazzo!
Penso a mille cose e mi inalbero.
O è il cambio di stagione o ho la tendenza di prendermela per tutto. Sono incazzoso. Statemi alla larga.
E poi purtroppo somatizzo.
(oggi ho sorriso solo quando ho sentito la sigla di Capitan Harlock da Fabio Volo… e quando il barista a colazione mi ha detto che lui per lavoro regala sorrisi gratis a tutti)
E la parte abitata della libreria?
Da sempre ho un problema con le librerie di Torino: è impossibile per me trovare libri freschi di stampa sulle tematiche che mi interessano, ovviamente ICT e “bloggolandia”…
Parto alla ricerca de “La parte abitata della Rete” e qui “ai confini dell’impero” come dice il buon Sergio, autore del libro, quel testo prima o poi deve arrivare. In fondo siamo a Torino non alle isole Tremiti.
Ma il rituale anche nel caso di questo ultimo lavoro del dinamico blogger di Pordenone non cambia.
FNAC: assolutamente non pervenuto. Vengo mandato nella sezione manuali di informatica, dove in mezzo a interessanti testi sul Cobol e di UNIX (ma anche tomi e tomi su Access e Borland) non trovo nulla.
Riprovo.
Feltrinelli in piazza Castello. In mezzo a mille libri neanche una pagina di Maistrello.
Esagero… Feltrinelli Mediastore di piazza CLN.
Qui vengo mandato al secondo piano vicino ai libri di cucina, poi ai libri di sociologia e quindi di informatica e oltre ai soliti tomi su Cobol e Fortran trovo qualcosa. Un testo sulle “verità di Google” (!!), tre libri sui blog che si intitolano: “Blog” (diversi autori) e qualche altra roba strana, vecchia e poco attendibile. Della Parte Abitata della Rete neanche la traccia. La simpatica tipa delle informazioni dice che c’è, ma non sa dov’è (un classico, risponde sempre così).
Mi adombro. Guardo la sterminata fila di libri che occupa tre piani e centinaia di metri quadrati di negozio e mi chiedo – ma qual è la parte abitata della libreria? – quella in cui si possono trovare i libri che parlano dell’innovazione, del web, delle cose che vengono pubblicate ogni 15 giorni sull’evoluzione della Rete.
– I libri di questo tipo si comprano on line – mi dice una simpatica hostess paffuta che intanto pubblicizza una improbabile pubblicazione a colori di dimensioni mega sui ristoranti indiani in Italia. Non posso che darle ragione.
Tutte le volte che entro da Feltrinelli ultimamente rimango sconvolto dalla mole enorme di libri. Libri che forse nessuno leggerà mai. Quelli che vorrei leggere io sono negli scaffali bui e polverosi di un magazzino che rifornisce i vari servizi di e-commerce. E il piacere di sfogliare un testo prima di comprarlo? A noi abitanti della Rete è negato.
L’oroscopo non lo leggo mai ma oggi…
Oggi giornata delicata, un paio di eventi possono cambiarmi drammaticamente l’umore…
Leggo l’oroscopo (cosa che non faccio mai) e…
Gemelli. Puoi soddisfare la tua curiosità accettando un invito insolito, che potrebbe aprirti a nuovi interessi sia d’amore che di lavoro. Senza strafare, puoi perfino essere generoso.
Io sarò generoso, ma prima tocca al destino.
Aroma e Cromo therapy

Ieri sera passando davanti al bucato (nel senso di biancheria lavata, non un tossico) ho fatto un salto nel passato.
Mi sono ricordato le giornate di sole ad agosto nell’orto di mia nonna, in veneto.
Caldo fortissimo, vento e tantissimi profumi.
I profumi dell’orto, profumi quasi “colorati”.
Il profumo forte del sapone che arrivava dai panni stesi ad asciugare al vento e il divertimento di giocare tra i tanti lenzuoli bianchi ed evitare di farsi beccare dalla nonna.
Il profumo del sapone da lavare (il marsiglia puro) rimaneva addosso, restava sulla pelle.
Poi mi buttavo sul prato, nell’orto, a guardare il cielo azzurrissimo, le nuvole bianche come panna e scrutavo in mezzo alla piccola savana che la nonna aveva creato negli anni.
Pomodori rossi come il fuoco, grossi e tondissimi. Angurie verdi in mezzo agli astri (sono fiori) coloratissimi. Blu, viola, gialli, azzurri. Una gioia per gli occhi, per l’olfatto e per il cuore. E poi la nonna compariva alla finestra urlando “Ze pronto! Vien in tavoa!”.
Ecco. Volevo iniziare la settimana così. Con qualche profumo, con qualche colore. Provate anche voi. Funziona.
(sempre che di fianco non vi passi il sistemista vestito anni ’80 con la felpa della Best Trompany e un simpatico olezzo sub ascellare … argh!)