Rosinaldo

Amare il Toro è un tormento. Ma quando vai allo stadio e vedi un goal così, tutto passa (fino alla prossima volta).
Goal di Rosina in Torino-Catania (1 a 0) della scorsa domenica. Una perla.

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Pistoleri in città

Può capitare che in una piccola metropoli come Torino il sistema di difesa di un taxista sia ben di più di un sano e colorito utilizzo della lingua italiana. Può capitare che il taxista si incazzi se dei ragazzini non pagano la corsa e decida di gambizzarne uno. Può capitare che la gente abbia completamente perso il senso della vita e che questa costi meno o come una corsa in Taxi.
Quello che ci succede intorno a noi, a volte, non ha alcuna spiegazione.
Se la spiegazione invece esiste a me sfugge.

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DICO

foto by Corriere della SeraSto riflettendo da un po’ sulle cose che ha detto Mastella l’altra sera da Santoro e che continuano a dire i cattolici sull’argomento, ma non riesco a trovare una spiegazione.
Per quale motivo uno Stato sovrano e laico (in cui la religione Cattolica non è più la religione di Stato) non dovrebbe legiferare in materia di unioni civili? C’è arrivata la cattolicissima Spagna e noi no?

E soprattutto, come mai un’unione civile (anche tra persone dello stesso sesso) potrebbe “ledere” la famiglia italiana “normale”? Non riesco a capire. Do diritti e doveri a tutti e la famiglia si danneggia? C’è qualcosa che non mi torna. C’è qualcuno che dice cosa senza senso. Assolutamente indifendibili.
Ma soprattutto Casini (divorziato), che dice che la maggioranza italiana è contraria ai Dico (e chi gliel’ha detto? Il Papa?) e che non ci si può occupare dei diritti di una minoranza (l’ha detto oggi in un TG), mi lascia letteralmente con la bocca aperta. E’ questo quello che pensa la CdL (o quello che ne rimane) della democrazia e della libertà?

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La routine

Se mi avessero detto che la routine avrebbe invaso piano piano la mia vita non ci avrei mai creduto.
Eppure, sorniona e demoniaca, facendo presa sulla mia proverbiale pigrizia, la routine ha intaccato ogni momento della mia giornata. La lotta è ardua, i rimedi sono pochissimi, io li sto provando tutti, o almeno credo. La vita dell’ufficio di certo non aiuta, mi sembra di compiere ogni giorno un rituale sempre in loop: stesse abitudini, sempre le stesse persone, sempre gli stessi percorsi per andare e venire e sempre gli stessi discorsi. Oggi davanti all’ennesima frase di circostanza stavo seriamente per sbottare. Sto diventando un animale sempre meno sociale, o intorno ho gente veramente “poco stimolante”?

Qualcuno ha suggerimenti?

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Il nuovo supermercato

Ex MaterferOggi hanno finalmente aperto il supermercato GS dentro l’ex corpo centrale della fabbrica della Materferro. E’ un bellissimo caso di recupero di edificio storico industriale e la zona dove abito si è arricchita di un supermercato bello e funzionale, diverso per molti aspetti da quelli che hanno invaso le nostre città dagli anni ’70 in poi. Il restauro conservativo della facciata è stato condotto con maestria e il contenuto – il supermercato GS – è un ottimo esempio di come si possano creare ambienti e situazioni a misura d’uomo, anche in grandi città come Torino. Finita questa sviolinata posso raccontare come cambierà la qualità della “mia” vita. Ho un supermercato bello e fornitissimo sotto casa. Posso scendere in pantofole e fare la spesa, devo solo capire se il carrello entra nell’ascensore e poi il quadretto è completo.

Oggi grande apertura nel giorno della festa della donna. Indovinate cosa regalavano? Maglioni di flanella? No. Acqua. Lampade per pesca notturna? No. Acqua. Cactus dell’Arizona, no, ancora acqua. Regalavano quel fiore insulso che si chiama Mimosa. Solo a vederlo mi vien da starnutire (sono allergico al polline).
Apro parentesi. Durante una delle mie scorribande come animatore nei villaggi ho abitato un bungalow in Corsica (il mitico D9) su un bellissimo promontorio a Punta Chiappa. Un posto meraviglioso, finchè non è fiorita lei. Un giorno esco e mi si lede la retina d’un sol colpo. Tutto giallo per decine di metri. E giù a starnutire come un indemoniato. Per di più il giallo è un colore che odio… Chiusa parentesi.

Torniamo al GS sotto casa. Quando apre un supermercato nuovo gli Italiani hanno un effetto maniaco compulsivo  assolutamente letale, che si può tradurre nei seguenti comportamenti:

1 – razzia completa degli scaffali (comprese tutte le varianti di Calzonetto, non si sa mai)

2 – assalto crudele e impietoso alla cassiere di primo pelo (quasi una prova di forza)

3 – movimento compulsivo tra gli scaffali con esclamazioni di stupore: “A però!”. Di rimprovero: “E ma questo dovevano farlo così! Non così!”. Di critica feroce: “Nell’altro supermercato le pere costano mooooolto meno, qui sono dei laaaadriiii!!!”. Di laconica constatazione del costo della vita: “Anche qui non si può comprar più nulla, tutto caro!”.

4 – movimento random tra le file toccando un prodotto si e uno no, forse per constatare che non ci siano finte scatole o frutta finta e pezzi di salame di gomma.

5 – richieste di raccolta punti al desk informazioni (che ha appena aperto) con collezioni scadute da 10 anni, “non si sa mai, magari qui ce l’avete ancora quel piatto rosso che non trovo più!” (sentito con le mie orecchie).

6 -passaggi ai banconi delle hostess con tanto di complimenti per come è stato fatto il rivestimento del tetto e ripristinate le decorazioni della facciata (le hostess annuiscono visto che sanno perfettamente come si riveste un tetto).

Il delirio più assoluto. Uno spettacolo che solo un mix adeguato di ingredienti può creare quasi dal nulla, e un po’ spiace che domani quel supermercato sarà come tanti altri e non un ricettacolo di casi da manicomio in libera uscita.
Ultima domanda del pensionato curioso alla hostess su tacco di 12 cm: “Quando rifate un’altra inaugurazione? Sa, mia moglie questa se l’è persa”.

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