Fnac! Fnaaaac!

Sony Vaio coloratiFnaaaaac! No, non è solo il famoso negozio di tecnologia e libri. E’ il tonfo che faccio io davanti alle sue vetrine, dentro il negozio, vicino agli scaffali e quando vedo qualcosa che mi interessa (quindi tutto). E’ una parola onomatopeica quindi. Sì, riproduce il suono che mi esce dalla bocca quando vedo un gadget tecnologico. Fnac!
Ormai ho capito che per me la tecnologia è questo: una mania che mi ha portato alla perdizione.
Ho visto il nuovo Mac con 8 processori in anteprima. Un mostro. Puoi ho visto questa e grazie alle cose che racconta lui ho pensato che oltre a essere sexy sia anche un oggettino che in una casa non può mancare… E poi ho visto questo… e poi anche questo. E sono svenuto. Fnaaaaac!

Continue Reading

Torino non è

Diciamo la verità. Diciamola veramente.
Torino è un campo di battaglia. E’ una città bellissima, sì, questo lo sapete, lo ripeto da anni a tutti quelli che conosco, su questo blog, al telefono con amici, me lo racconto allo specchio da solo.
Ma Torino non è.
Non è quello che sembra. Sì, è vero, è cambiata tantissimo, è diventata “bella” fuori, viva (abbastanza), turistica (e meno male). Ma dentro Torino è ferma.
O meglio. Torino è in guerra. Si contendono il campo di battaglia le nuove generazioni contro le vecchie generazioni. E nelle vecchie metto anche i quarantenni che si accontentano di stipendi adeguati al loro rango e poco più.
Torino è una città di lamentoni, non sappiamo resistere alla foga e alla promesse del cambiamento, ma non mutiamo le nostra abitudini, non cambiamo la nostra mentalità. Qualcuno potrebbe obiettare che è un percorso lento, pieno di insidie. Sì, è vero. Ma le insidie sono dentro di noi, intorno a noi e quando non ci sono le creiamo.
Torino non è la città delle Olimpiadi, non più. Ma cosa hanno lasciato le Olimpiadi? Stadi del ghiaccio a go go e tante aspettative (oltre che prezzi esagerati nei bar del centro).
Torino è la città dell’innovazione? No, non credo. Se lo è non sembra, o non appare. Se lo è, è meglio che non si sappia. Torino non è Milano. E da un lato fa piacere, dall’altro dispiace. Non sappiamo approfittare delle occasioni. Siamo provinciali dentro, o meglio, siamo nostalgici dentro. La Torinesità ci pervade, e non è una bella qualità.
Siamo timidi (ma è vera timidezza?) e perdiamo le occasioni, non solo in campo imprenditoriale, ma anche tecnologico e scientifico. Il mio campo.

Continue Reading

Riaprite quei blog please!

Questo non è un appello, ma un consiglio. Un consiglio che viene dal cuore e dal cervello.
In questi giorni sono stati chiusi dei blog (sulla piattaforma La Stampa). In particolare il blog di Marco Giacosa che dibatteva su presunte anomalie di un concorso che non cito perché non voglio alimentare la polemica su quello.
Consiglio solo chi gestisce quella piattaforma editoriale di riaprire i blog che secondo loro hanno infranto la netiquette.
Non è oscurando che ci si difende. Sfuggire al dialogo non è una difesa, ma solo una fuga e come tale va interpretata.
Please, riaprite quei blog (credo siano tre). Le accuse di Marco meritano una risposta e se la chiusura per “diffamazione” è una risposta allora siamo messi molto male. Il meccanismo della responsabilità sul quale rifletteva Andrea Beggi e il codice di condotta dei blogger qui c’entrano e non c’entrano, ma la diatriba esiste.
Lchiusoe piattaforme blog esistenti sono libere veramente? I blogger devono, se partecipano ad una piattaforma, attenersi al comandamento “non giudicare chi ti da lo spazio” o possono infrangerlo garantendo di fatto un livello di libertà che solo la blogosfera può generare?
La diatriba esiste. Ne parlo qui e non su I blog it (dove avevo segnalato inizialmente la cosa) per una questione di cuore.
Io sono legatissimo alla mia città e penso che queste azioni (secondo me neanche molto ragionate) de La Stampa siano lesive dell’immagine positiva e dinamica che la mia Torino sta dando al mondo. A Torino c’è un’enorme attenzione nei confronti dell’innovazione e ci sono eventi, iniziative, realtà di primo piano. La Stampa dovrebbe puntare in alto ed essere il fiore all’occhiello di un territorio votato all’innovazione. Invece, a volte, mi sembra che, a parte qualche positiva esperienza, in quella redazione si ragioni ancora come alla fine degli anni ’50.
Riaprite quei blog. Please.
Noi blogger dovremmo parlare della libertà concessa dalle piattaforme di bloggin’ in Italia. Questo è un tema molto caldo e va trattato.

Continue Reading

Preferisco Dr House

Dodici ore al Mauriziano sono disumane.
Stress che sale a livelli cosmici, tensione, un briciolo di paura. Ma alla fine tutto va per il meglio.
Camminare per quei corridoi tutto il giorno ti fa pensare che esistano mondi paralleli, ti fa uscire dal guscio e provare sensazioni un po’ strane. Il mondo è pieno di mondi paralleli.
Preferisco guardare per cinque giorni di seguito Dr House in lingua polacca.

Continue Reading

La coda lunga è torinese!

ParetoLeggendo i fatti legati al suicidio del giovane sedicenne torinese della scorsa settimana, mi sono accorto che all’Istituto Sommeiller di Torino si sono diplomati personaggi illustri, tra cui Saragat (ex Presidente della Repubblica), Valletta (non il dj, ma il manager che ha traghettato la FIAT fino alla maturazione dell’Avvocato) e… Vilfredo Pareto.
Sì. Proprio lui, l’inventore dell’80-20, il famoso Principio di Pareto (1906). Lui si è diplomato al Somme’ e laureato al Politecnico di Torino un po’ prima di ideare la teoria che lo ha reso famoso.

Quindi, visto che la coda lunga di Anderson è conforme al principio di Pareto 80-20, per riflesso e con qualche artificio retorico, possiam dire che è una roba tutta torinese come i gianduiotti e il bicerin.
Di solito inventiamo le cose e poi ce le portano via, in questo caso ci riappropriamo di un pezzo della nostra storia, che credo che quasi nessuno conosca. E che Anderson non se la prenda a male, il 20 % del merito lo prendiamo noi, l’80 % che rimane se lo gestisca come meglio crede.

🙂

Continue Reading