Axell buono: Una vita umana è sempre una vita umana.
Axell cattivo: Gli Austriaci hanno un culo esagerato
Axell buono: Non si scherza con un lutto! Mai.
Axell cattivo: Ok, ma era una merda!
Axell buono: Forse, ma tu cosa ne sai? Vivi in Carinzia?
Axell cattivo: No. Ma era un tipo pericoloso, razzista dichiarato, filo nazista, xenofobo convinto, revisionista, le sue dichiarazioni erano sempre delle incitazioni “pacate” alla violenza…
Axell buono: Non è che tutti quelli che la pensano diversamente da te devono schiattare! Anche i filo nazisti hanno il diritto di vivere.
Axell cattivo: Beh, sì hai ragione. Comunque che culo che hanno gli Austriaci…
Le sorprese della destra
Due chicche di oggi… Il divin Paolo si ribella (!!!) e una brava giornalista si accorge di un piccolo trucchetto escogitato dal Popolo delle Libertà (l’opposizione era a farsi un caffè?).
Paolo Guzzanti vomita al pensiero di Berlusconi amico di Putin e formula questo pensiero:
“Berlusconi ha anche detto che quella russa non sarà proprio una
democrazia perfetta, ma sapete, ci vuole del tempo per passare dal
totalitarismo alla democrazia”. Conclusione al vetriolo. “Ieri sera avevo l’impressione di ascoltare qualcuno che esprimesse parole, sorridenti per di più, per giustificare Hitler”.
(fonte)
Il governo nasconde una norma dentro al decreto “Salva Alitalia”. Grazie alla nuova norma si potranno salvare Tanzi, Geronzi e altri “imprenditori” che hanno portato al fallimento le loro aziende e tante famiglie.
Addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti.
Salvacondotto per l’ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedì prossimo dalla Camera senza che l’opposizione batta un colpo.
(fonte)
Una chicca non da poco, voglio vedere come si giustificano ora.
Milioni di persone hanno votato Silvio e ora Silvio li ripaga con tanto amore e tanta dedizione.
Ansie da prestazione
Devo assolutamente recuperare posizioni nella classifica di Blogbabel…
Sono crollato oltre la 70a posizione. C’è gente che non mi rivolge neanche più la parola, figuriamoci un link. Che pessima prestazione. Cosa penseranno di me i miei amici, i parenti, l’amministratore di condominio?
Devo inventarmi un meme linkoso. Devo. Provo… Ci penso.
…
No. Non ci riesco.
Non mi viene in mente nulla di idiota.
Scusate.
Lunedì nero nerissimo…
Una mattina ci siamo svegliati e il muro di Berlino non c’era più. Eravamo felici, chi più chi meno.
Un’altra mattina ci siamo svegliati e Wall Street (c’è un muro anche lì forse) non c’era più.
E siamo tutti molto poco felici. Chi più e chi meno. E’ finito il neo liberismo e un bel pezzo di capitalismo.
La cosa buffa sono i titoli dei giornali e dei siti web (oltre che le foto): “Lunedì nerissimo per la finanza mondiale”, “Wall Street crolla nel lunedì più nero della sua storia”…
Io ho sempre saputo che il nero è un colore puro, anzi un “non colore”. Allora non capisco, qualcuno spieghi agli amici titolisti (che lavoraccio) che il nero è nero. Non esistono varianti di colore “nero”. Gli eschimesi riconoscono 7 varianti del bianco. L’uomo “urbano” più di 600 varianti di grigio, ma il nero è nero…
Quindi “nerissimo”, “drammaticamente nero”, “super nero”, “nero profondo” non hanno nessun significato. Fatevene una ragione…
E poi non so perché ma continua a venirmi in mente il titolo di un libro che adoro: “L’uomo di marketing e la variante al limone”. L’autore è il mitico Walter Fontana (ma che fine ha fatto??)
Lunedì nero nerissimo … merda merda (lo capisce solo chi ha letto il libro).
Ma povera Pispola

La destra è attiva su un sacco di fronti: la scuola, i mutui, l’Alitalia, il razzismo, la prostituzione, il federalismo fiscale e la caccia…
[…] Un migliaio di persone armate di tamburi e fischietti e altre travestite da morte con tanto di falce hanno sfilato per le vie della città protestando, in particolare, contro Elena Donazzan, assessore alla Regione Veneto con delega alla caccia, Sergio Berlato, co-presidente dell’Intergruppo ‘Caccia Sostenibile Biodiversità e Attività Rurali’ del Parlamento europeo e Roberto Ciambetti, fautore e promotore della legge regionale veneta 13/2008 che permette la caccia di un piccolo uccello insettivoro di circa 13 grammi, la pispola.
Riapre la stagione venatoria (con molte specie cacciabili in più e nel periodo dei movimenti migratori).
E c’è anche la lettera di auguri del Ministro Luca Zaia:
“L’attività venatoria, oltre ad essere custode della tradizione, è componente viva della nostra cultura rurale.” Secondo le stime del Ministero sono “oltre 700.000 gli appassionati, distribuiti su tutta la penisola, e rappresentano una realtà economicamente importante per il nostro Paese, che impegna circa 45.000 posti di lavoro, dei quali 3.900 nella sola produzione di armi e munizioni”.
Qualche commento? A me sono rimasti in gola…
Miserie del lusso o lusso miserevole
Stamattina accendo la TV. Sono in ritardo per la mia trasmissione preferita: TvTalk. Peccato.
Mi lancio in un rapido zapping. Niente. Anche la programmazione del sabato mattina in grado di generare, a volte, qualche filmetto carino (sempre da vedere “iniziato”) langue.
Mi soffermo sul Maurizio Costanzo Show, poi passo al TG1. La mega diretta dal Quirinale della visita del Papa è troppo eccitante, cambio canale.
Mi trovo su RaiDue: Speciale dal Salone nautico di Genova.
Ho sempre avuto dubbi sull’effettivo interesse che si possa provare nel gironzolare tra le barche ormeggiate e i saloni del porto di Genova in un contesto quanto mai squallido se si escludono le barche stesse, pomposa celebrazione di un lusso ostentato e quindi vagamente cafone. Il baldo giornalista genovese intervista produttori di barche e semplici visitatori. I primi dicono che le loro barche sono le più belle e con il miglior compromesso qualità prezzo (beh, è importante). I secondi dicono quasi sempre che “le barche son belle perché fanno sognare”. 3/4 di loro non ha mai preso neanche un vaporetto a Venezia. Ma si sa: gli Italiani sono un popolo di navigatori oltre che di allenatori e poeti.
Sobbalzo sul divano quando un costruttore fa notare, con stile vagamente supponente, che al Salone non ci sono mica solo barche da centinaia di migliaia di euro (lui vende un modello base alla ridicola cifra di 600.000 euro). Sì, non ci sono solo barconi da 20 o 50 piedi, ma anche barche per tutte le tasche.
– Tutti si possono comprare un barca o almeno un gommone, da noi con meno di 23.000 euro vi portate a casa un bel gommone da 8 piedi! – e conclude – Come vede tutti si possono permettere di far parte di questo mondo, con appena poche decine di migliaia di euro.
Io rimango attonito. Mi rimbombano le sue parole nella testa per decine di minuti.
In fondo ha ragione. Tutti possiamo sognare il lusso, la nostra società (del cazzo) ce lo richiede. Togliamo il cibo dalla bocca dei nostri figli, compriamo un bel SUV cinese e sfrecciamo felici nelle acque della Maddalena con il nostro canotto a remi.
Sognare di essere Abramovich, su un gommone da 8 piedi, alla modestissima cifra di 23.000 euro è un peccato alla portati di tutti. No?