Ciao Zio…

Oggi la notizia attesa è arrivata. Se n’è andato Piero. Lo zio Piero.
In realtà il suo nome era Oliviero, ma tutti lo chiamavamo Piero. Molti lo chiamavano semplicemente “Cavaliere”, titolo guadagnato sul campo per meriti di lavoro e di cui andava molto fiero.
Era malato da tempo. Qualche anno fa l’Alzheimer si era preso il suo cervello. Qualche giorno fa una brutta bronco polmonite si è preso quello che restava.

Non voglio scrivere cose tristi perché Piero era allegro. Una persona speciale, originale, che sapeva stare al mondo anche se con mille paure e mille timori. Una persona garbata, gentile ed equilibrata. Per me un maestro di vita. Mi ha insegnato tanto, ma soprattutto mi ha fatto capire cosa vuol dire essere una persona seria, con dei valori, con la passione per le cose semplici. Piero era elegante, quasi nobile nel suo modo di fare.
Amava la vita, amava le battute di spirito, amava le cose belle.
Era fan della Juve (ma quella “di Platini”).  Era un uomo che sapeva dare un senso a molte cose, sempre con equilibrio e con estrema eleganza.
Era un uomo all’antica, ma moderno, aveva gusto e classe e soprattutto sapeva essere un abilissimo osservatore delle vite degli altri, che commentava sempre con molta sagacia, spesso con una comicità irresistibile, ma mai sopra le righe.
Lo volevo ricordare, anche se il blog non è un posto molto “intimo”.
Mi sento un po’ più povero, un po’ più solo, anche se ormai lo frequentavo pochissimo a causa della distanza e della vita che spesso ti allontana dalle cose più care.
Volevo condividere con voi questi sentimenti.
Per voi non significherà nulla, ma vi assicuro che non avete avuto la fortuna di conoscerlo.
Ciao Piero.

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Neve

Foto Fontana Merz (fonte - La Stampa)I Torinesi non sono più abituati alla neve, specie quando è tanta.
I Torinesi della mia età si ricordano una grande nevicata a metà degli anni ’80 e poi poca roba.
Ma due giorni ininterrotti di nevicate hanno sconvolto la città. Non solo il traffico e la viabilità, ma anche le menti.
Con la neve devi andare piano. In macchina devi andare piano. Non frenare, se no pattini.
A piedi devi andare piano. Non accelerare se no scivoli.
Al bar devi entrare piano. Nessun movimento fatto di fretta se no sporchi dappertutto.
La vita un po’ rallenta e tutti a guardare in su: il cielo bianco, quei cosi che cadono indisturbati, gli alberi stracarichi che ogni tanto perdono qualche pezzo bianco. I paracarri che sembrano dei bignè alla panna.
Se poi ti fermi e guardi bene vedi che la città è piena di pupazzi di neve. Di bambini che giocano, di mamme preoccupate, ma divertite, che scortano i loro pargoli e di tanta gente che inesorabilmente… impreca. Ma quella è la parte meno poetica della faccenda.
Uno si rende persino conto che il “sale” è un bene prezioso, non tanto per dar gusto ad un cibo, ma per evitare che una città scivoli.
Questa mattina sbuco dalla metropolitana e davanti a me invece che piazza Rivoli (di solito un posto poco tranquillo) c’è un campo bianco. Vedo tanta gente che cammina in fila seguendo viottoli nella neve alta. E poi, uno strano silenzio. Piazza Rivoli non è silenziosa neanche a Ferragosto.
Cammino silenzioso e mi ricordo che nel 1985 forse avrei pensato di conquistare la rotonda della Piazza con un sacco dell’immondizia vuoto a mo’ di bob e un urlo liberatorio.
Altri tempi. Altra neve.

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Il gatto sì, le vittime a Gaza no.

La notizia è raccapricciante. Non tanto per la morte del povero gatto (in realtà vecchiotto) dei Bush, ma perché sul sito della Casa Bianca non si accenna alla guerra scoppiata nella Striscia di Gaza.
Magari il sito della White House  non è il posto giusto, ma se non è il posto giusto per una crisi “mondiale” allora non lo è neanche per un gatto. O no?
(cliccate sull’immagine per ingrandire)

whitehouse and bush cat

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Cose di inizio anno

Qualche pensiero alla rinfusa.

Odio guardare le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza. Non riesco a pensare alla violenza come una soluzione alla violenza. Mi inorridisce l’immobilismo delle Nazioni di fronte a questa sciagura. Hamas è il male? Il rimedio non è una guerra o un’occupazione. Gli Israeliani sanno che possono fare quello che vogliono, sono inpuniti da decenni. Lamentano di vivere in uno Stato del terrore e non si rendono conto che lo stanno creando loro insieme alle stesse persone che vogliono combattere e distruggere. La violenza, la guerra, le armi non sono una soluzione. Il dialogo è una soluzione. Ma senza intelligenza scatta solo la violenza e la sopraffazione. Cosa scriveranno i libri di storia? “Esercito israeliano la notte dopo Capodanno del 2008 invade la Striscia di Gaza causando centinaia di morti per vendicare la morte di un cittadino inerme”? Pace per il cittadino inerme. Disonore per chi pensa solo alla vendetta.
Non riesco a darmi pace per questa cosa. Penso ai bambini palestinesi. Penso ai bambini israeliani. Penso a cosa penseranno tra dieci o vent’anni di tanto stupidità e arroganza dei loro genitori. Penso che queste cose accadevano nel Medioevo.

Il MacWord si apre senza Steve Jobs, forse malatissimo, forse in grave crisi personale. Nessuno che auguri al povero Steve di riprendersi. Tutti preoccupati di non avere il loro show con lui sul palco. Mi sembra anche questa una grande idiozia, sintomo dell’egoismo e dell’indifferenza che ci circondano.
In bocca al lupo Steve se stai male. In bocca al lupo Steve se stai bene.
Sei un costruttore di giocattoli. Ma i “bambini” di tutto il mondo che ci giocano tutto il giorno sono solo bambini egoisti e viziati.

Facebook è il male?
Su Facebook tutto si banalizza? Su Facebook ci sono le Mafie?
Facebook è solo un “mondo” popolato di persone. Le persone sono come sono, buone, brutte, brillanti, divertenti, noiose, eccentriche, solidali, egoiste, …
Lo strumento c’entra poco. Le persone molto.
E blogger e giornalisti che dicono stronzate sono parte di questo mondo, forse la più egocentrica, forse la meno “attenta”, un bel paradosso vero?
Mi verrebbe da dire che “i problemi sono altri”… Non guardiamo le “mafie” su Facebook (120 supporter?), guardiamo le “mafie” intorno a noi. Nella vita reale sono mafie reali e fanno realmente paura.

Oggi sono stato in giro per saldi.
Alla fine, a differenza di tanti altri anni, mi sono sentito un po’ strano.
Ho pensato che la nostra crisi non è economica né tanto meno sociale.
Siamo in crisi perché siamo in crisi con noi stessi e con le nostre abitudini.
Sempre le stesse. Compriamo perché abbiamo bisogno? O compriamo perché abbiamo bisogno di comprare?

NB. Non ho comprato nulla perché forse non ho veramente bisogno di nulla. O perché quello che cerco ce l’ho già. E non si compra (neanche in saldo).

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L’informazione è opinione

Questa sera ho avuto un piccolo sobbalzo guardando il TG5.
Euforia. Crisi annientata. Borse in ripresa! Lo Stato Italiano chiude i conti del 2008 con un avanzo di due miliardi e 900 milioni.
Wow! Incredibile, basta cambiare anno e tutto va meglio. Allora era veramente colpa dell’anno bisestile! Bisognerebbe dirglielo ai Palestinesi. La sfiga sta finendo e quindi anche gli amici israeliani smetteranno di usare la legge del taglione a breve.
Poi ho pensato – Non ci credo, mi sembra strano – e ho guardato i titoli de Il Giornale e di TG Com che di solito esagerano. Esagerano sempre in qualche direzione. Direi verso Arcore, ma non voglio sembrare troppo fazioso.
Nulla. Sulle divine testate di Casa Silvio nessun accenno. Sul TG Com la notizia viene riportata da TG FIN, ma è nascosta, molto nascosta. Strano.
Allora guardo La Stampa e Il Corriere della Sera. Ooops, la notizia è presente. Ma è diversa.
Per conferma mi butto sulla cattocomunista Repubblica e… Surprise! La notizia anche qui è molto diversa.

Ma vediamo solo il titolo della laicissima testata di via Solferino: “Conti pubblici del 2008 in rosso. Il fabbisogno chiude in salita” titola il Corriere della Sera. Ma come? I conti dello Stato nono erano belli e floridi?

Torniamo al titolo del Tg5: “Conti pubblici ok! Borsa, ottimo avvio“.

Rimango basito. Leggo e rileggo le diverse notizie, ma mi sembra che parlino di due cose diverse.
Miracoli giornalistici o truffa mediatica?
La cosa divertente è che Rai Uno nel suo TG delle 20 manco da la notizia. Né in negativo né in positivo. Nulla.
E’ come un gioco. Un gioco mortale però, con una vittima sicura: la verità.
Massì, non facciamo sempre delle polemiche. Le notizie si leggono in tanti modi no? No.

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