Le facce della medaglia

Nella cassetta postale ormai trovo sempre o bollette o pubblicità o cartoncini che mi segnalano che il postino mi ha cercato e non mi ha trovato: una simpatica raccomandata o pacco-raccomandata è stata riportata all’ufficio postale. Cazzo.
Strano. Nel mio condominio c’è il portiere e per lo più eravamo in casa. E’ già la terza o quarta volta che capita. Mistero inspiegabile o postino pigro?
In ogni caso stamattina mi reco all’ufficio postale posto nelle vicinanze di casa mia. Un luogo squallido, brutto, piccolo, ma con un fascino “borbonico” tutto suo.
Ormai è una “mezza banca” e l’unico sportello per la “posta” è intasato. Ovviamente.
Nella mezza banca in coda pensionati e casalinghe incazzati gli uni e le altre. Incarogniti con la loro bolletta da pagare o la loro povera pensione da ritirare. Spesso si sfiora la rissa. Le bestemmie volano. Sono tutti italiani, ma si percepisce ancora la multiculturalità italiana e torinese. Gente del sud che parla con un marcato accento piemontese, anziani piemontesi che boffonchiano in modo incomprensibile. Sportelliste apatiche con la faccia marmorea.

Dal mio lato, quello dei pacchi e della raccomandate ci sono invece tanti sorrisi e molta allegria. Sono in coda con peruviani, filippini, albanesi e gente di tante altre nazionalità. Sono tutti lì per mandare regali e altro nella loro terra d’origine a parenti e amici. Sono contenti, possono mandare qualcosa a casa e sperano che quei pacchi siano fonte di gioia per qualcuno. Mi sento un po’ a disagio: io sono lì un po’ innervosito che devo ritirare il mio pacchetto con gadget per l’iPhone comprati via e-commerce ad Hong Kong. Loro sono allegri e non hanno musi lunghi come quelli dell’altro lato, il popolo della bolletta. Io guardo il mio pacchetto e penso a chi avrà prodotto il suo contenuto.

Quante facce ha una medaglia? Probabilmente più di due. Sicuramente molte di più.

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Quasi vacanza

Da meno di un’ora sono in “quasi vacanza”. Quasi perché in realtà si lavora anche la prossima, ma magari con meno ansia e meno “galop” come direbbe una cara amica. Stiamo chiusi nelle studio e non apriamo neanche al postino.
Questo vuol dire che oggi è stata una giornata infernale.
Il mio lavoro spesso è una corsa ad ostacoli, con la piccola variante che gli ostacoli si muovono mentre salti o scappano fino al tardo pomeriggio per poi ricomparire minacciosi prima dell’agognato ritorno a casa. Ma fa parte del gioco… Meno male che amo il mio lavoro e le persone che mi circondano, altrimenti sarebbe veramente un’impresa difficile.
Buona “quasi vacanza” a tutti.

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A scarpate!

Dopo aver visto le immagini del giornalista Muntazer al-Zaidi che tira le scarpe a Bush ho pensato:

– Esistono ancora degli eroi
– I giornalisti in Iraq hanno molto coraggio o scarpe che fanno incredibilmente male
– Quel povero uomo non si metterà mai più un paio di scarpe
– Bush ha ottimi riflessi
– La frase che urla è piena di significato e fa pensare: “è il bacio dell’addio, sei un cane”.
– Era ora che qualcuno prendesse a scarpate in faccia quel guerrafondaio di merda
– Peccato che non l’abbia centrato…

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Ho sempre tifato per gli Indiani

playmobil indianoA volte penso che il destino sia beffardo. Ti segna dalla nascita.
Quando siamo in culla o forse prima siamo già predestinati.
Io sono nato che ero già del Toro. Invece di un orsacchiotto mi hanno dato un pupazzetto del Torino che raffigurava Paolino Pulici, poi un altro simile a Ciccio Graziani (ma era tremendamente simile al pupazzetto di un quiz di Mike Bongiorno, credo si chiamasse Quizzino).

Da piccolo mi compravano solo soldatini Atlantic che raffiguravano tribù indiane. Stessa cosa per i Playmobil.
L’unico ad avere il fortino dei Soldati era lui. Io avevo un sacco di capanne e di personaggini con archi e frecce.

Quando ho capito qualcosa di più sono stato subito instradato verso la fede comunista. La prima tessera FGCI mi è stata donata insieme all’abbonamento al Corrierino dei Piccoli e a Linus.

Quando è stato l’epoca dei primi computer io invece del Commodore 64 avevo un potente, ma poco di moda, ZX Spectrum e poi un diabolico Yashica MSX. Quando sono riuscito ad avere un Commodore, come tutti i miei amici, mi è stato donato un promettente, ma inutile, C128.

Alla mia prima manifestazione studentesca (pro Palestina), scendendo dal tram 13, in via Po, ho trovato un carabiniere sulla pensilina in assetto da guerra. Io scendo, lui mi guarda e mi domanda:”Sei comunista?” – “Sì” rispondo io convinto e lui mi sferra una manganellata sul naso. Ho iniziato a capire che stavo dalla parte sfigata.

Con un passato così uno si forma il carattere e lo spirito. Star sempre dalla parte dei “perdenti”, dei poveri, ma belli, di quelli che le prendono e non le danno mai è un po’ una sfiga, ma in un certo senso ti da anche delle risorse in più: pazienza, stoicismo, passione, resistenza alle rotture di coglioni.
A volte penso che potevo nascere a Bergamo (una città qualsiasi, nulla contro i bergamaschi), diventare Juventino, tenere per gli Yankee e votare leghista. E quindi mi rassereno. 🙂

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