Quello che vorrei che trovassimo sotto l’albero

Post natalizio. Attenzione.
Sotto l’albero domani mattina vorrei che gli Italiani trovassero…

… Loro stessi e la capacità di sentirsi Popolo, intelligente e coeso e non sempre pronto a lagnarsi e a lanciare accuse sugli altri.

… Un governo sano, di gente onesta, eletta dal popolo e preparata (non mi interessa che siano “giovani”, di per sé non è un pregio né un evidente vantaggio).

… Tanta forza per capire quali sono le cose che ci servono davvero e quelle a cui possiamo fare assolutamente a meno.

… La capacità di ascoltare (anche chi non ha più molto fiato per urlare).

… Coraggio e creatività.

… Punizioni esemplari per chi fa il furbo e ruba ai danni di tutti.

… La voglia di sapersi prendere in giro, senza per forza dover prendere tutto troppo sul serio.

… Molti meno minuti su Facebook e molti più minuti passati a guardare cose belle e a stare con chi ci ama davvero.

… Tanti nuovi bambini, solo loro alla fine potranno salvare questa nostra bella Italia…

Troppo melenso? Non importa.
E’ quasi Natale e tutto il dolciume deve venir fuori.
Auguri a tutti (soprattutto ai sporadici pochi lettori di questo vecchio blog).

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Cose belle, cose brutte…

Cose belle, cose brutte.
Tante cose.

La vita spesso è veramente un treno che sfreccia veloce e fai molta fatica a capire quali sono le fermate e cosa si vede dal finestrino mentre si è in corsa.

Qualche settimana fa sono stato a Londra e non ho trovato un minuto di tempo libero per descrivere il bel viaggio e la bella avventura che ho vissuto con Cri in una città veramente incredibile (e più vicina a Torino di Busto Arsizio e non ci ero mai stato… neanche a Busto Arsizio a pensarci bene ci sono mai stato). Ma magari il tempo lo troverò… Non sono ancora riuscito a scaricare le foto (tanto per capirci).
Non ho trovato neanche il tempo per raccontare la bella esperienza che sto vivendo da qualche mese a questa parte in So Simple. Una nuova vita professionale iniziata in salita, ma molto coinvolgente e stimolante. A volte fin troppo. Ma va bene, va bene così.

Poi c’è che mi son beccato anche una truffa da un amico (ormai ex amico direi). Poca roba, ma mi ha messo di fronte al fatto che le persone cambiano e che spesso la fiducia la regaliamo con troppa facilità a chi non la merita in nessuna forma.

E dulcis in fundo mi sto mettendo alla prova in modo veramente inaspettato cercando di uscire da un brutto “vizio”. Un’altra bellissima e difficilissima esperienza. Non so se ce la farò, ma mettersi alla prova è un modo per riprendere contatto con se stessi e capire cosa vuol dire confrontarsi con mondi vicini che spesso non sappiamo neanche che esistano. Ma per ora mi fermo qui. Nessun particolare…

Chiudo con la bella immagine che ho nel cuore da qualche ora della piccola Nicole, nata ieri e già super amata da tutti.
Un bacione grande a Marianna e Max che ora sperimenteranno dal vivo cosa vuol dire fare i genitori: una esperienza che da sola contiene il significato stesso della vita. Non è roba da poco.

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La fede

Io ho molte fedi. Le coltivo dagli anni, alcune dalla culla.

Sono tifoso del Toro. Per fede (il mio primo pupazzo nella culla era un “Ciccio Graziani” in versione peluche). Non è che la cosa mi abbia mai ripagato molto. Ma la fede è fede, non è un patto di scambio.
Sono fan della Apple da sempre. E per fede spesso non ne vedo le incoerenze (soprattutto quando mi butto su un accessorio che dovrebbe costare 10 e invece miracolosamente, e per fede, costa 100).

Da piccolo tenevo per gli indiani e un po’ anche per i poveri giapponesi, popolo fantastico, che ci ha regalato Gundam e Goldrake, oltre al sushi.

Sono anche di sinistra (sì, non mi manca nulla) e per fede andrò a votare alle primarie del PD.

Perché non ho alternative, questo è il problema. Voterò per Bersani perché è una brava persona, ma lo faccio soprattutto  perché non voterei mai per Renzi (che mi sta profondamente sugli zebedei). Detto questo. Non si può votare un partito o una persona per fede.

Direi che questa è l’ultima volta.

La prossima volta invece di mettere 10 idee sarebbe stato meglio mettere 10 soluzioni. Le idee sono belle, le soluzioni sono coraggiose e utili.
Ma tant’è…

(e partirono cori di “e sticazzi?” dalla folla circostante)

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Non sono una signora…

Le Nazioni vere hanno nel loro DNA il rispetto per i cittadini. Nel loro DNA hanno anche Cittadini tutti uguali. Non cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Nelle Nazioni serie chi rappresenta le Istituzioni ha un profondo e totale rispetto per i problemi dei cittadini, ma soprattutto un rispetto in generale, che prescinde dal ruolo, dalla professione, da qualsiasi elemento distintivo e di appartenenza.

il Prefetto che sbotta a Napoli è un episodio. Piccolo, circoscritto, ma assolutamente reale. Descrive un’Italia medievale che è ancora realtà di tutti i giorni, con i suoi orpelli, i suoi piccolo quotidiani distinguo, le sue abitudini reiterate e spesso di pessima origine e gusto.

Gli Italiani spesso si lamentano di come vengono trattati dai “potenti”. Si inorridisco e scandalizzano.
Ma quando qualcuno manca loro di rispetto in vari contesti (un “lei” mancato, un “dottore” negato) saltano i nervi e la buona educazione.

Ogni volta che sento dire frasi tipo:

“Ah, lei è di buona famiglia, è figlia di un Avvocato” oppure “il palazzo è della signora Contessa, una persona molto potente”…  rabbrividisco.
E sono frasi sentite di recente.

Le nuove generazioni sono la speranza.
Dobbiamo investire tutto in loro sperando che sappiano distinguere un sasso da una gallina e non una persona da un “prefetto”.

 

 

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