Inquinati per scelta

inquinamento_atmosferico

E’ una settimana che dicono che Torino è la città più inquinata d’Italia e uno delle più inquinate del mondo (e se lo dice l’Economist).
A parte i dati che possono anche essere interpretati, corretti e bla bla bla … Qui a quanto pare è un problema strutturale (ok, lo dicono tutti, politici e non da anni), ma pare che per quanto possa fare la mia città in tema di prevenzione in realtà la cosa non dipende proprio (solo da noi). E’ colpa della Pianura Padana, delle Alpi e bla bla bla… (ma le Alpi e la Pianura Padana non ci sono da un po’ di anni?). Quindi è un problema strutturale non della città, ma di intere regioni.
Pare che il rischio più alto sia dovuto alle polveri sottili (il famoso Pm 10) e che le auto siano in gran parte la causa (oltre a un meteo strano che impedisce il regolare “ricircolo dell’aria”, alla carenza di precipitazioni e al riscaldamento delle case).
Io non sono un esperto e non voglio esserlo, ma direi che forse se le auto sono un problema questo problema vada affrontato.
A Novara nel febbraio 2012 è stata fatta una delle ultime prove di targhe alterne in Piemonte. I risultati parlano chiaro: se circolano meno auto il PM10 crolla (addirittura se parliamo della metà delle auto).
Fossi un pubblico amministratore farei targhe alterne per una settimana e blocco totale nei WE, con buona pace di tutti.
Tutti rischiamo… Ma il problema è che non si farà. La paura del’elettore è più elevata del rischio di malattie gravi che questo inquinamento porta a tutta la cittadinanza.
La solita storia insomma.
E da lunedi io torno in bicicletta. Con due mascherine.

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Saldi segreti

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Oggi mi chiama un noto magazzino di abbigliamento e cose per la casa (di cui per qualche motivo ho la tessera fedeltà) e mi comunica che solo per me, solo oggi, dalle 17 alle 20 ci saranno i saldi del 20-30-40-50 e financo 70 per cento. “Wow!” penso io… Poi l’operatore telefonico mi sussurra “guardi che è solo per lei, non lo dica a nessuno… I veri saldi per tutti iniziano sabato”. Io rispondo sussurrando, sia mai che mi senta qualcuno e corra al mio posto a prendersi pantaloni, giacche e camice al 20-30-40-50 e financo 70 per cento.

(La stessa scena lo scorso anno, quando lavorando a 300 metri dal noto magazzino che inizia con R e finisce con “inascente” ci sono cascato. Sono corso dopo il lavoro e mi sono accorto che per poter partecipare ai super saldi “solo per me” era sufficiente decriptare le etichette colorate e fare alla commessa la fatidica domanda “ma per comprare questo capo scontato come si fa?” … “Basta fare adesso la tessera fedeltà” era stata la risposta della pavida addetta. Ecco perché ho la tessera fedeltà del noto grande magazzino e ecco perché quest’anno me ne fotto dei saldi “solo per me” e solo dalle 17 alle 20. In gran segreto si sappia che l’unica cosa che posso permettermi in saldo quest’anno sono le mutande, ma al solerte operatore telefonico non ho osato dirlo)

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Una volta c’erano i blogger…

indien siouxPrimo post dell’anno. Beh, no… non è proprio vero. E’ dalle 7 di questa mattina che scrivo in qualche modo sul web.
Ma ovviamente stiamo parlando dell’ “altro web”, quello social, quello ormai dominante. E’ inutile dirlo, ormai lo diciamo da anni, e lo ripetono anche i big e in non big: i blog non vanno più di moda. Forse non sono morti, ma non è che se la passino proprio tanto bene.
I lettori diminuiscono (non conto neanche quanti accessi ha perso il mio blog perché un po’ mi viene tristezza) e molte “scatole” dove prima si parlava, ci si linkava, ci si citava e commentava non esistono quasi più. In alcuni casi stiamo parlando addirittura di tecnologie diventate obsolete, come i feed dei post… (io è più di un anno che non apro il mio feed reader). In alcuni casi molti utenti “normali” manco sanno cosa siano i feed RSS, e forse è un bene, non è che fosse poi una tecnologia così avvincente e partecipativa. Anzi.
Quindi? Quindi l’anno che si è appena concluso è stato indubbiamente l’anno di Twitter, di Pinterest, di Instagram e ovviamente di Facebook, tanto odiato e tanto amato.
La gente è tutta lì e a differenza degli esordi della blog mania (circa 10 anni fa) è gente normale, è un popolo che dialoga e non è una micro élite che parla di cose tecnicose e difficili. Infondo è quello che volevamo tutti, tutti meno l’élite forse (anche se a parole ci prodigavamo in frasi tipo “manca la massa critica” oppure “dobbiamo rendere il blog un fenomeno di massa”, ma non ci credeva nessuno).
Ora siam qui, in un limbo un po’ strano, con i nostro blog sopravvissuti (quello che state leggendo è nato su Splinder (defunto a inizio 2012) a maggio del 2003 per poi migrare nella forma attuale nel 2005). Siamo una specie di tribù di sopravvissuti che si legge nel loop degli status di Facebook o nei link di Twitter. Una cosa un po’ buffa, un po’ paradossale.
Ci chiuderanno in una riserva, saremo in pochi e continueremo.
E la frase sarà: “una volta c’erano i blogger, tanti anni fa e bloggavano liberi nelle praterie del web, senza sapere cosa fosse un like o un +1.
Buon 2013 a tutti i lettori di questo piccolo blog e ai blogger sopravvissuti. 
Resistiamo.

 

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Quello che vorrei che trovassimo sotto l’albero

Post natalizio. Attenzione.
Sotto l’albero domani mattina vorrei che gli Italiani trovassero…

… Loro stessi e la capacità di sentirsi Popolo, intelligente e coeso e non sempre pronto a lagnarsi e a lanciare accuse sugli altri.

… Un governo sano, di gente onesta, eletta dal popolo e preparata (non mi interessa che siano “giovani”, di per sé non è un pregio né un evidente vantaggio).

… Tanta forza per capire quali sono le cose che ci servono davvero e quelle a cui possiamo fare assolutamente a meno.

… La capacità di ascoltare (anche chi non ha più molto fiato per urlare).

… Coraggio e creatività.

… Punizioni esemplari per chi fa il furbo e ruba ai danni di tutti.

… La voglia di sapersi prendere in giro, senza per forza dover prendere tutto troppo sul serio.

… Molti meno minuti su Facebook e molti più minuti passati a guardare cose belle e a stare con chi ci ama davvero.

… Tanti nuovi bambini, solo loro alla fine potranno salvare questa nostra bella Italia…

Troppo melenso? Non importa.
E’ quasi Natale e tutto il dolciume deve venir fuori.
Auguri a tutti (soprattutto ai sporadici pochi lettori di questo vecchio blog).

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