Momenti down, momenti up

Forse il caldo offusca un po’ i pensieri. I miei momenti down sono una forma di incazzatura latente che rimane tra colon e ombelico, sale, finisce alla gola, strappa un sussulto, un singhiozzo, sale al cervello, esalta pensieri terribili, scende alla bocca e agli occhi e mi da un’espressione che è un mix tra lupo Alberto pensieroso e Salvo Montalbano che pensa a Livia e desidera solo affogarsi nel mare di Marinella o nelle triglie di Enzo.

I momenti down di oggi hanno nome e cognome come sempre. Hanno volti e espressioni, risuonano di parole che non vorrei sentire e di pensieri tristi che non vorrei provare.
Sono troppo attaccato alle mie sfide, sono troppo vicino alle persone che condividono quelle sfide, mi incazzo troppo se le cose non portano la giusta felicità alle persone che rispetto, che stimo e a cui ho imparato (in alcuni casi con molta facilità) a volere bene.

I miei momenti down sono rari, spesso intimi. Sono sempre alla ricerca di un’idea o una emozione che possa farli sparire dal mio volto. Non voglio che la mia depressione momentanea rovini la giornata a chi mi sta intorno.

I momenti up ultimamente sono fatti di piccole cose. Di sorrisi inaspettati, di fiducia regalata da persone che conosco poco e che poco mi conoscono. Sono l’ufficialità di un bar, una menabrea offerta a mio “fratello”, un rincorrersi di piccole sane (e insane) abitudini.

Momento up della settimana: Quando sento che qualcuno mi dice che dal buono nascono solo cose buone.

Momento down della settimana: il mio egoismo che vorrebbe tutti felici e contenti, quando la situazione non permette di essere felici e contenti.

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Ma si che va, ma si che va…

Periodo strano.
Si vince. Il Toro vince, la sinistra vince, il sindaco stravince, il referendum non passa.
L’Italia che vince mi interessa poco. L’ultima volta che ho tifato per la Nazionale era il 94, si era in un piccolo bar ad Andora, erano i primi anni da animatore… un caldo impressionante, e tanta delusione, anche per un’estate decisamente disastrosa che si concluse con un licenziamento dall’equipe e il terrore clamoroso di aver fatto un’enorme cazzata con la ragazza dell’epoca.

Adesso fa caldo. Sono giorni che ci fa impazzire e forse magicamente ci doteremo di quel condizionatore che fino a pochi giorni fa sembrava inutile e costoso.
Ieri la caccia al refrigerio è finita male. 1 a 0 per il caldo e per la mancata abbronzatura. Abbiamo preso il treno per il mare, l’ombrellone e i lettini per la sana abbronzatura e per il relax dopo il primo bagno di quasi 30 secondi in un’acqua bella e gelidissima.
E dopo una mezz’ora ecco la nostra nuvoletta. Ci seguiva da Chioggia e ci ha donato un po’ di pioggia, sufficiente a rompere le balle a un santo e a ributtarci su un treno con il muso alle ginocchia e il pallore dell’andata che si pensava ingenuamente di debellare.
il treno del ritorno era lento e caldo, aria condizionata non funzionante e comprendeva un gentile amico rumeno in stato di agitazione per l’afa violenta del vagone.

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Votare NO

Votare, bisogna votare.
Se vince il SI non posso neanche immaginare quante volte ci dovremo sorbire la presenza di Silvio e dei suoi Bravi nelle varie comparsate televisive e mass mediatiche in generale.
Voto no contro la riforma deformante della nostra COSTITUZIONE.

Domani votiamo e votiamo NO. Non c’è il quorum. Quindi il referendum passa comunque anche se a votare va solo Silvio.

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Indegno chi vota SI

Si. Diciamolo, basta con il buonismo.
Ho sempre detto che, in fondo, a parte Berlusconi, anche essere di centro destra aveva un suo perché.
Non tutti possono essere di sinistra o di centro sinistra. Sì, per dire che una cosa è a sinistra ci vuole anche qualcosa al centro e qualcosa a destra. Se no si perdono almeno i riferimenti spaziali ancor prima che quelli ideologici.
Ora io dico che chi sta ad ascoltare Silvio non è degno.
Nessun essere umano può credere anche minimamente a quell’uomo e quindi nessun votante di destra è degno di votare.
Troppo? Anti democratico? Si, forse. Ma si arriva a queste riflessioni dopo lo sfinimento provocato da una destra così vuota e insulsa, immatura e furbacchiona, egoista e arrogante, dopo l’ennesima campagna elettorale basata sull’odio e sul populismo, dopo una tonnellata di spot Mediaset studiati a tavolino a Palazzo Grazioli.

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