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ps. Non mi chiedete se farei lo stesso appello anche per Libero, il Borghese, l’Opinione, il Giornale… la risposta la sapete.

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Tempo fa

La parte vecchia di Sottomarina è fatta di piccoli vicoli (calle) e stradine tortuose, un tempo lì c’era anche il palazzotto del Comune, poi devastato da una delle tante risse chiozzotte. In una delle piazzotte (campi) piene di auto parcheggiate alla tetris c’era una vecchia signora con un carretto di legno probabilmente più vecchio di lei. Sopra tante bottiglie colorate: verdi, rosse, bianche, gialle. E su un fianco una piccola centrifuga a manovella per “grattare” il ghiaccio. Il ghiaccio in piccoli cubi era dentro un sacco di juta alla base del carretto.
La signora, come avrete capito, faceva le granatine e la gente in tondo, nella piazzetta intasata di auto, cassonetti ben frequentati da gatti, e odori tipici della laguna d’estate si godeva il piacere della chiacchera e della socialità, in un tepore agostineo in mezzo alle correnti e ai venticelli di laguna. I bambini come me giocavano e i grandi parlavano di calcio e di cose serie. Mi ricordo la prima granatina mangiata da solo, alla menta e limone, con il freddo che fa venir male alla testa e la sensazione che l’estate fosse infinita e senza tempo.

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Sudoku

Non ce la faccio. Non lo capisco. Anzi, dirò di più. Non mi piace!
Trovo che i sudokuisti siano un po’ malati. E’ un gioco da autistici (nel senso di autismo). Almeno il cruciverba era un po’ educativo (anche se pure in quello sono scarsissimo).

Il Sudoku era la killer application per alcuni modelli di Palm quest’anno. E alla Palm quest’anno è crollato il fatturato! Non dovrebbe farci riflettere questa cosa? 😉

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Vampa di Luglio

Può capitare che girando in un noto parco torinese ci si trovi proiettati prima in una festa peruviana, poi in un sobborgo di Bucarest, e quindi in un pezzo della Qasbah di Tunisi o di Casablanca. Il clima è di festa, la divisione delle etnie è totale. Un viaggio nei tanti paesi dell’immigrazione in terra subalpina condensati in un unico lenzuolo di terra, alberi e storia sulle rive del Po. E quindi di fianco alla Cerea, nota società di canottaggio torinese si sentono profumi di spezie e di kebap, di pane appena sfornato e di aglio bruciato. La vampa di luglio dei torinesi non si placa più nella canonica gita al Valentino, fatta di pallone, chitarra e canne, i torinesi non sono più qui. In compenso ci sono gli Indiani, e lo sport praticato … è il cricket!
Nulla di strano. O no?

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