Andre Agassi

Andre AgassiAgassi lascia, l’altro ieri la sua ultima gara. Il suo ultimo torneo. Un po’ di malinconia.
Io non ho mai più seguito un torneo di tennis dall’epoca di Lendl e Mc Enroe, ma Agassi è stato qualcosa di diverso, era la novità, soprattutto per il look. Nei primi anni 90 la sua maglietta (vedi foto) era un oggetto di culto, quasi introvabile, costosissima. Tutti fino ad allora avevano più o meno indossato t-shirt bianche o polo poco colorate. Quella maglietta invece era nera e bianca (non bianco nera) e aveva strisce rosa fluo verticali. Bellissima (per allora).
Ne comprai una alla Bottega dello Sportivo in centro (ora non c’è più, sigh sigh). E la misi ininterrottamente per mesi, solcando l’estate e rischiando le ire della cara mamma che se la ritrovava sempre in lavatrice.
Agassi per me è quella maglietta. Un esempio ecclatante e personale di cosa fossero gli anni 90, e di come fosse bello sentirsi diversi solo perché si indossava una maglietta rarissima. Patetico e tenero allo stesso tempo.
Buona vita Andre e non fare la cazzata di tornare a giocare a 50 anni con la racchetta di legno come fece Borg una decina di anni dopo il ritiro, e un paio di anni dopo la Bertè.

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Da dove inizio?

Leggo le notizie sul Toro e un po’ mi deprimo, non siamo riusciti a vincere neanche una amichevole in precampionato. Sigh. Ma questo in fondo non vuol dire nulla. Ora che abbiamo anche l’attaccante (Oguro) made in Japan siamo tranquilli, mal che vada gli amici nipponici ci faranno sopra un bel manga ambientato a Superga.
Sarà una settimana impegnativa, in ufficio e a casa. Mi armerò di buona volontà e cercherò di concentrarmi su me stesso e sui bei giorni che arriveranno. Devo essere sincero però, sono un po’ teso. Ma confido in me stesso e nella mia capacità di improvvisare e ovviamente anche nella sorte.

Oggi Torino era un forno. Un’afa esagerata, un rigurgito di estate che non ci aspettavamo. Ma incombe la fine dell’estate e ho la sensazione quest’anno che sia volata e che io non me la sia goduta per niente. La cosa sicura è che non passerò più l’Agosto a Torino. Piuttosto affitto casa ad Avigliana, o magari in un posto meno esotico… Giaveno.

Domani sarà l’inizio di una settimana interessante. E domenica poi ricomincia il campionato… Toro Parma… Minimo ce ne ficcano 4 a tempo. Pazienza, tornare allo stadio ed essere preso a cazzotti da Suz sarà un piacere.
Peccato che intorno allo Stadio siano comparse inquietanti gabbie per instradare i tifosi verso gli ingressi, uno schifo, soprattutto estetico. Forse l’ennesima eredità della legge Pisanu o semplicemente un esempio ecclatante di cattivo gusto.

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Misteri …

Esistono misteri insoluti nel genere umano. Il mistero dei film già iniziati del sabato mattina è già un mio pallino da molto tempo. Di seguito viene la constatazione che la moda dei tatuaggi esibita nelle spiaggie, negli ultimi anni, e giunta ormai al suo massimo splendore, porti torme e ciurme di tatuati e tatuate con simboli, nomi e cose incomprensibili nelle nostre spiaggie (e nei nostri campi di calcio). Il problema è che io, che non sono contrario al tatuaggio di per sè, pur non avendone neanche mezzo, non ne ho mai visto uno bello. Mai. E questo, almeno per me, è un mistero.
Ieri mi rendo conto che un altro mistero in fondo mi perseguita. Io vado in un centro commerciale, compro, do uno sguardo ai prezzi, scelgo, arrivo alla cassa e -tac- fa sempre una cifra oscillante intorno ai 30-40 euri. Magari ho comprato due cose, ma la cifra è sempre quella, magari più alta, mai più bassa. Davanti a me spesso la signora o la famigliola sfoggia una spesa strabordante, carrello pieno, cibo per umani, cibo per gatti e cani, bottiglie di acqua a pacchi, cartoni di latte, frutta, merendine, bottiglioni inquietanti di ammorbidente, ecc ecc e -tac- la cifra è simile alla mia, che praticamente non ho comprato nulla.
E’ un mistero inquietante. Forse privo di soluzione.

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Valeriana!

Mi do alle erbe, è il caso.
Giorni di tensione. Fisico a pezzi, cervello che combatte e reagisce poco.
Mi danno grandi soddisfazioni i passatempi preferiti del momento, le tisane, la psp (delizia), e le nostre piante da terrazzo.
Primo in classifica: Rino, il mandarino, pieno di frutti in maturazione e nuovamente fiorito… seguono a pari merito la piantina di peperoncini, anche lei fiorita e la petunia che era praticamente morta e oggi ci ha regalato un bel fiorellone violetto.
Mi dan soddisfazioni anche basilico, timo, salvia e rosmarino. Per non parlar del cespuglio di menta che andrebbe ormai bene per una fabbrica di mohjtos.
Insomma… cerco tranquillità nelle “erbe”… e domani saccheggio l’erboristeria.

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