Lost Camp (pensavate scherzassi e invece)

LOSTCAMP 2007

Ne abbiamo parlato tutto sabato al LitCamp (interstizi poco letterari i nostri).
E oggi ho/abbiamo mantenuto la parola.
Ecco che parte il brain per il nuovo BarCamp di fine estate, dedicato alle serie TV e in particolare a Lost. Dove lo facciamo? Su una spiaggia. Il nome? Ovviamente LOSTCAMP!
Il periodo? Settembre, seconda metà del mese. Ovviamente pensiamo ad un barcamp normale, ancora più informale degli altri, con un argomento preciso e con una buona dose di ironia. A presto con altri aggiornamenti. Intando iscrivetevi e partecipate al brain. Namastè.

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Nell’atmosfera piacevole del Circolo dei Lettori

Al barScrivo il post. Si lo scrivo.
No, non ho tempo. Poi non so chi citare, troppa gente, troppi amici. Ma sì, lo faccio. Perché non farlo?

Il Licamp è stata una bellissima occasione d’incontro. Anche se concordo con Arsenio (uno dei bravi organizzatori): i barcamp dovrebbero essere fatti un un unico stanzone con tanta gente che parla, qualche portatile e tanta buona rete wi-fi.
Un “interstizio” unico e basta. Ovviamente con razioni sanlorenziane a pioggia.

Andiamo con ordine. Arrivo tardi, verso le 11.00 con il caro Gommaweb. Incontriamo subito il mitico Pietro, che in realtà non doveva neanche esserci. Digitiamo 1115 + campanello e entriamo nella sontuosa sede settecentesca del Circolo dei Lettori di via Bogino. Ad attenderci, dopo lo scalone monumentale, una guardia giurata (!!!) e dopo la guardia giurata la registrazione, con tanto di moleskine in regalo, consegnata dalle mani della cara E.L.E.N.A., una sorpresa vederla dietro al desk (ma è sempre una bella sorpresa).
E poi di seguito iniziano gli incontri, uno dietro l’altro. Non ascolto ovviamente nessun intervento e mi muovo random in giro per le fantastiche sale incontrando Robin e Elena in perenne movimento, quasi al pari degli infaticabili e bravi organizzatori: Herzog, Vittorio e il già citato Arsenio Bravuomo (bravi!).
Poi incontro il mondo, parlo con tutti, mi affatico, mi affaccio continuamente sul balcone che domina Piazza Carlo Alberto (beh, non la domina, ma che vista!).
Si sale e si scende un po’ di volte per caffè, sigaretta, chiacchiera per strada.
Mi spiace solo non ricordare il nome di tutti, sopratutto di chi mi ha sorpreso in pochi minuti con incredibili rivelazioni sul mondo dei blog, di Torino e di … Lost.
Lost… Ehm, meglio per ora non dir nulla (per ora).
Incontro Zop, Delymyth (indovinate cosa stava facendo?), Eio (scappato dal raduno degli alpini), Mafe e Vanz (lui con splendida maglietta Wikipediana, lei splendida a prescindere) e quindi i “genovesi” (mescaline, matteo, kurai e marina), che non verranno mai perdonati per non aver tenuto un pezzo dei quel chilo e mezzo di fucassa zenese per il povero Axell (che è sempre felicissimo di incontrarli però, a prescindere).
In sala compare Personalità Confusa, anche se pochi lo conoscono in carne e ossa. Lui si ricorda l’incontro di qualche anno fa al Pueblo e facciamo due chiacchiere. L’occhio da matto (simpatico) è sempre quello del nostro primo incontro. E’ il blogger meno blogger in questo barcamp. Ma lui è così. E’ pur sempre il “confuso” no?
L’arrivo di Luca è scandito da un “ohhh” generale… Scappiamo subito verso un panino, io gli faccio solo compagnia, mi sono sparato poco prima il simpatico buffet offerto da San Lorenzo. Lo porto lontano dalla folla in un bar di via Accademia delle Scienze. Mi sembra che la Fiera lo abbia seriamente messo alla prova. Comunque è stato un gran piacere scambiare due chiacchiere veloci con lui. Speriamo di fare il bis in questi giorni.
Il ritorno al LitCamp è scandito da un altra tonnellata di chiacchiere e dalla voglia di scappare, l’energia, complice il caldo, inizia a scarseggiare.
Ancora il piacere di salutare Fabrizio e poi prendo il volo. Il mio barcamp numero 3 è finito. Rimane la delusione che non ce ne sia uno a settimana, beh, non esageriamo, ogni due settimane potrebbe andar bene.
Un’ultima nota. Il LitCamp, così come il BarCamp di Matera, è stato di fatto il primo TwitterCamp (complice anche il bravo Estragon Signore di Matera). Il nuovo giocattolo impazzava nei giorni prima e alla vigilia. Un tam tam digitale dall’effetto quasi irreale.

Le immagini le trovate qui (Flickr).
I link li trovate qui (BlogBabel).
I video (sopratutto di Robin Good) li trovate qui (YouTube).

(oggi la giornata è stata segnata dall’incredibile vittoria del Toro a Roma, 1 a 0 e 3 legni della squadra capitolina, un po’ di culo anche per noi non guasta e speriamo che sia di buon augurio per la salvezza, che è ancora lontana)

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LitCamp, con stile e con … stile.

Sono reduce dal Barcamp letterario di Torino, l’ormai famoso LitCamp.
Scrivo velocemente due parole e mi riservo un post più lungo dopo, ora vado di fretta.
Dico solo che l’organizzazione è stata perfetta e il Circolo dei Lettori di Torino si è prestato in modo unico all’organizzazione del primo barcamp  letterario d’Italia. Intanto da Matera giungono voci allegre di gente che si diverte.
A Torino, invasa dai turisti (invasati e ammaliati dalla città), una temperatura da incubo. Gli interventi del barcamp non li ho seguiti, l’argomento non mi appassiona, ma io ormai vado a questi incontri pensando di stare negli “interstizi” e quindi penso solo a chiacchierare. Devo direi che il rischio dei barcamp è ormai quello di diventare piano piano delle riunioni della Loggia dei Leopardi (vedi Howard Cunningham di Happy Days), anche se, ad essere onesti, oggi a Torino si vedevano anche tanti “non blogger” che sfoggiavano sulla spillina-badge la dicitura “lettore / lettrice” o come una simpatica partecipante: “vi leggo, ma non ho un blog”.
A presto con un post più denso, con foto, racconti e link. Vi anticipo solo che voglio lanciare un nuovo barcamp dedicato a … (chi c’era lo sa già, abbiam parlato solo di questo). Fine settembre. Tenetevi liberi.

Ps Ah, oggi è il Family Day, festeggiato a Torino da un gazebino di AN in piazza Carignano con la scritta: “più sicuri dentro ad una famiglia”. Le canzoni? Daniele Silvestri… Mah…

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Lo spam con la mail dalle Poste italiane sta rompendo i cogl…oni.

Lo spam che arriva nelle e-mail in questa forma:

Gentile Cliente di Poste Italiane,

Nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Posteitaliane e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da Lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.

SpamMi sta intasando tutte e dico tutte (e ne ho tante) le caselle di posta. E’ phishing lo so, ma è anche una gran rottura di coglioni!
Chi ha inventato sta roba è da mettere ai ferri.
Quasi quasi preferivo quando mi chiedevano se volevo comprare una mezza tonnellata di Cialis, Phentermine, Viagra e altri addittivi vari, dai nomi esotici e dagli effetti mirabolanti.

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Pensieri alla rinfusa

Alberto sordiHo iniziato tre post e non ne ho finito nessuno. Oggi è così, una giornata incompiuta (nel senso che ho fatto la metà delle cose che volevo fare), o meglio, una giornata intensa, come le altre prima di lei.
Siamo nei giorni della Fiera del Libro eppure quest’anno, a differenza degli altri (19) non provo alcuna attrazione. Intendiamoci, la Fiera mi piace, ma ultimamente non sopporto il kaos, la confusione, la tanta gente. Mi sento fisicamente male in mezzo alla bolgia e quindi, mi sa che evito. Mi dedicherò nel weekend al barcamp letterario di Torino, il LitCamp, e a sistemare le prossime lezioni (dannazione quando ho deciso di cambiare un po’ il programma rendendolo 2.0).
Fa caldo, i pensieri mi colano addosso. Qui c’è aria d’estate, anzi – è estate -. Tutti si sono spogliati come fosse Agosto (specialmente il gentil sesso, grazie) e non è raro vedere in Torino torme di ragazzi in pantaloncini e maglietta gironzolare tranquilli come se fossero in vacanza. Oggi guardavo gli studenti fuori dall’università e un po’ provavo invidia. Io con camicia e pantaloni lunghi, e loro vestiti in stile “Rimini sto arrivando”. Avrei sfoderato le infradito e un bel costume e mi sarei buttato nella fontana di Piazza Castello.
Ora… non so che dire… Avrei un po’ di aneddoti da raccontare, ma non ho voglia. Non sono riuscito neanche a leggere i feed di oggi (Oh mamma mia! Che mi succederà ora?? Dormirò?). Ho visto Lost è ho capito che sono dei sadici e se penso che mancano solo due puntate mi prende malissimo. Ma quando dicevo che bastava una puntata per svelare molti misteri avevo una sacrosanta ragione.
Guardo un po’ la TV. Ci sono le maestre sospettate di aver abusato dei bambini della materna. Mi fanno un po’ impressione. Sono finite subito davanti alla telecamere e, con fare sicuro, hanno iniziato ad aizzare la folla. Mi fanno veramente impressione. Se poi sono colpevoli, mi fanno anche infinito ribrezzo.
Guardo il Papa blindato nella PapaMobile e mi fa paura, sembra finto. Le cose che ha detto sull’aborto sono riprovevoli, ma non si può dire, il nostro è sempre più un paese di fanatici.
Chi sarà al Family Day il 12 maggio prossimo probabilmente non sa neanche perché è stato portato in piazza. Molti pensano che si vada in piazza per impedire ai gay di adottare bambini, altri pensano che si vada in piazza perché la gente vive nel peccato e nella lussuria (con le mie orecchie ho sentito oggi al bar uno parlare di un paese che va verso “sodoca e comorra”). Credo che i problemi siano di altra natura e che la gente dovrebbe pensare meno con la testa degli altri e di più con la propria (ma ovviamente ci sono limiti fisiologici più che culturali). Noi siamo un popolo di pecoroni.
Ho ancora in mente l’immagine di Bruno Vespa che, sudattissimo, in diretta, ieri sera, annunciava l’arrivo del Papa in Brasile. Pensavo che stesse annunciando il ritorno di Elvis Presley, redivivo per la gioia di tutto il pianeta. Invece, poco dopo, è comparso il Papa in uno scranno antiproiettile illuminato da luci al neon azzurre. Una visione degna di un film trash di Almodóvar. Mah… vado a leggere un po’ di twitterate

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