Quando a uno come me suda anche il culo vuol dire che fa caldo. Sì perché io di solito non sudo. Per conformazione genetica, non so, ma non sudo. Ma oggi fa caldo, caldissimo. Un caldo porco. Sono ritornato da una riunione e il termometro dell’auto segnava 42 gradi interni. La mia auto, per inciso, è ovviamente nera.
Ecco, mi si è sciolta prima la mano destra, poi quella sinistra, poi il mento e con estrema difficoltà ho abbassato i finestrini a colpi di bestemmie, sperando di salvare la situazione. Vuoi che oggi ero vestito come un pinguino (l’abito è d’ordinanza per ogni riunione nella grande casa del grande azionista), vuoi anche che oggi l’aria condizionata della macchina ha smesso (ovviamente) di fare il suo dovere, vuoi che … fuori è Agosto e l’unica attività sensata che si può fare è stare al chiuso con un condizionatore sparato sulle tempie!
Ora che mi sto pian piano ricomponendo raggiungo la doccia … e temo di sciogliermi definitivamente e finire dentro lo scolo. Nel caso, vi saluto… Fa caaaaldoooooo!!!
Gli uomini devono essere allattati in ufficio!
Si. Almeno gli uomini musulmani. Non tutti, ma quelli sunniti sì.
La fatwa emessa dal capo della sezione “diritto islamico” della moschea al Azhar del Cairo recita proprio così:
[…] “Alla donna in orario di lavoro è infatti concesso togliersi il velo, alzare la jallabia (il vestito che la copre dal collo alle caviglie), scoprirsi il seno e allattare il collega maschio. L’operazione, ripetuta 5 volte, è in grado di trasformare il compagno di lavoro in un membro della famiglia. Uno di quegli uomini che insieme a padri, fratelli e figli, può frequentare le donne a tu per tu e senza le restrizioni imposte dalle “regole del pudore.” […]
Dai che alla fine questi musulmani ortodossi sono anche simpatici! Un po’ maschilisti, un po’ scoppiati, ma simpatici…
Comunque l’immagine dei colleghi maschi allattati dalle colleghe femmine (magari in una grande corporation nostrana) mi fa ridere come un matto. Un collega a cui ho mandato la mail dice: “Mi aspetterei anche un sano turn over della presenza femminile allora!”.
In generale, sono un pochetto basito. E’ difficilissimo per alcuni uscire dal medioevo.
Beppe Grillo: dal qualunquismo al razzismo?
Ci risiamo.
Un altro scivolone. Non sono abituato a leggere quel sito web, ma ogni mese, mi casca l’occhio, se non fosse che, pur chiedendolo insistentemente, non riesco a disiscrivermi dalla mailing list.
In un post di oggi, intitolato “La Gabbia del Leone” in mezzo al dilagare del solito qualunquismo di basso profilo (Beppe scegliteli meglio i ghost writer) ecco comparire una serie di frasi che mi lasciano perplesso, amareggiato, … incazzato.
Nel 2007 sono in arrivo almeno altri 60.000 rom romeni. Due milioni e mezzo potrebbero partire in futuro.
L’Italia è il posto ideale. Un nomade delinque e diventa stanziale. In Italia ci sono 100 campi nomadi regolari e 500 abusivi.
Franco finirà in galera, come il rom che ha ucciso ubriaco e contromano quattro ragazzi, come la ragazza romena che ha inserito un ombrello nel bulbo oculare di una passeggera della metropolitana, come tanti altri.
Devo contestualizzare la frase, se no, non si capisce.
In pratica chi ha scritto il post dice – Se ci sono i delinquenti che reiterano il loro reato è colpa della giustizia italiana – e aggiunge – visto che il delinquente in questione è un Rom, e per giunta romeno (è un aggravante?), tutti i Rom sono delinquenti e fra un po’ ne arriveranno migliaia.
Ho contestualizzato troppo o siamo in preda a messaggi qualunquisti e anche razzisti?
I Rom non sono tutti delinquenti e in generale, non mi sembra che la maggioranza degli omicidi in Italia sia imputabile ad una sola comunità.
Facendo così, caro Beppe (o chi per te), si fomenta solo l’odio, la paura, la diffidenza nei confronti di chi non è uguale a noi.
Lo ricordino coloro che vanno a regalare soldi a questo signore, urlando “Beppe, fagliela vedere tu!”…
Ma per favore… compratevi qualche libro in più e iniziate a pensare con la vostra testa.
Scampoli di WeekEnd
Non ho molto da dire. In realtà Twitter mi svuota di contenuti. Da un po’ di giorni dico tutto lì e questo un po’ dovrebbe far riflettere, ma magari è solo un momento non una tendenza.
Ieri ho superato con abilità una prova matrimonio, veloce e indolore, piacevole, tutto sommato, anche divertente. Per quanto possa essere divertente un matrimonio.
Oggi ho superato con enorme fatica la prova stadio. Ultima partita del Toro. Un caldo imperiale e il terrore che non finisse per nulla bene contro il Livorno. Dopo pochi minuti abbiamo capito che non si volevano far del male e grazie ad un bel pareggio possiamo festeggiare con una giornata d’anticipo la salvezza matematica.
Ma che caaaaaldoooo… Una bevanda fresca con Samuele e Suz e il ritorno a casa con svacco automatico sul divano.
Mille cose da fare, libri non finiti, lezioni da preparare… faccio finta di nulla e mi godo la totale cosciente volontaria inattività.
Stemo a tuitterar…
Mi sveglio rilassato. Cosa rara. Anche se stanotte ho sognato nell’ordine: la signora peruviana che ci fa le pulizie in casa che ci svuota il bar (cosa accaduta veramente) e il mio direttore che decide di spostare un pezzo dell’openspace nella mia camera da letto (ne parlerò con l’analista, ovviamente).
Mi alzo, do uno sguardo ai pomodorini che crescono tranquilli.
Accendo la TV e vedo il Tranfaglia che parla di Comunismo e di Cultura dello Stato. Lo bacerei. Non tanto perché è stato il mio insegnante (e mentore) di Storia Contemporanea prima e poi il mio primo “decano” nel Consiglio di Corso di Laurea dopo, ma perché manifesta un pensiero “puro” che quasi mi commuove.
Appizzo la TV e guardo un film su La7 degli anni ’50 sulla Guerra di Malta nel secondo conflitto mondiale. Delizioso.
Intanto twittero allegro e tranquillo. Ieri sera abbiamo chiuso parlando di cartoon e di anni ’80 in generale, stamattina il cazzeggio più assoluto. Propongo a tutti di tuitterare in dialetto e ovviamente iniziamo a ridere. Il Twitter world inizia a parlare in lingua…
Albo: biedda sta cosa ri parrari in dialettu! una vasata ri manu a tutti voi!
davidesalerno: : A mi vag a truvè i nonni
eio: mi pensu ca’s capiuma i stes
catepol: non pensu ca si cuntinuamu accussi ndi capiscimu però ma vabbò provamu 😉
Axell: ogi o se parla en dialeto o se sta ziti
davidesalerno: Ostreghet che tardi che lè son già quasi le undici e mez
Mescaline: belin.
Io ovviamente parlo in veneto, è l’unico dialetto che conosco, anche se sono nato a Torino il piemontese lo capisco ma non lo pratico.
Fra un po’ mi preparo al resto della giornata. Un matrimonio e una cena in collina. Speruma bin.
(ovviamente cronaca via Twitter del matrimonio dalle 16.45 in poi…)
Lost con i Playmobil?
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=wBcrJmjEYBM[/youtube]
Geniale.