Stemo a tuitterar…

Mi sveglio rilassato. Cosa rara. Anche se stanotte ho sognato nell’ordine: la signora peruviana che ci fa le pulizie in casa che ci svuota il bar (cosa accaduta veramente) e il mio direttore che decide di spostare un pezzo dell’openspace nella mia camera da letto (ne parlerò con l’analista, ovviamente).
Mi alzo, do uno sguardo ai pomodorini che crescono tranquilli.
Accendo la TV e vedo il Tranfaglia che parla di Comunismo e di Cultura dello Stato. Lo bacerei. Non tanto perché è stato il mio insegnante (e mentore) di Storia Contemporanea prima e poi il mio primo “decano” nel Consiglio di Corso di Laurea dopo, ma perché manifesta un pensiero “puro” che quasi mi commuove.
Appizzo la TV e guardo un film su La7 degli anni ’50 sulla Guerra di Malta nel secondo conflitto mondiale. Delizioso.
Intanto twittero allegro e tranquillo. Ieri sera abbiamo chiuso parlando di cartoon e di anni ’80 in generale, stamattina il cazzeggio più assoluto. Propongo a tutti di tuitterare in dialetto e ovviamente iniziamo a ridere. Il Twitter world inizia a parlare in lingua…

pic Albo: biedda sta cosa ri parrari in dialettu! una vasata ri manu a tutti voi!

pic davidesalerno: : A mi vag a truvè i nonni

pic eio: mi pensu ca’s capiuma i stes

pic catepol: non pensu ca si cuntinuamu accussi ndi capiscimu però ma vabbò provamu 😉
pic Axell: ogi o se parla en dialeto o se sta ziti

pic davidesalerno: Ostreghet che tardi che lè son già quasi le undici e mez

pic Mescaline: belin.

Io ovviamente parlo in veneto, è l’unico dialetto che conosco, anche se sono nato a Torino il piemontese lo capisco ma non lo pratico.
Fra un po’ mi preparo al resto della giornata. Un matrimonio e una cena in collina. Speruma bin.

(ovviamente cronaca via Twitter del matrimonio dalle 16.45 in poi…)

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