Pensieri di fine settimana

NespolaUn po’ di pensieri alla rinfusa. Anche perché la settimana mi ha messo a dura prova (lavoro e università + caldo) e credo che non riuscirei ad azzeccare un post più lungo di due, tre righe, su uno stesso argomento.

Oggi incontrato personaggi molto interessanti, uno non lo conoscevo, l’altro sì. Aperitivo 2.0 e tanta voglia di cambiare un pochetto il mondo (o il modo di fare business) .

Da un po’ di tempo mangio solo nespole. Ma le nespole una volta erano così diffuse? Ora ci sono solo nespole nei supermercati. Io, come mi nonna e mia madre, amo le nespole. Brutte fuori e belle dentro. Ma non ho mai visto tante nespole in vita mia.

Sono molto contento del nuovo lavoro di Luca e Lele, appena posso faccio loro una bella telefonata e ce la contiamo a vicenda.

Ormai Twitter è diventato una droga. Penso agli amici e alla amiche di Twitter come fossero veramente vicini a me e non solo avatar in un browser. Direi che questa cosa è un po’ patologica.

Fa caldo, un caldo insopportabile. E’ come fosse Agosto, ma non è Agosto, ma quando sarà Agosto come cazzo faremo?

E domani c’è il FemCamp, Barcamp al femminile, Mafe si aggirerà pelosa e molti blogger maschi saranno lì a baccagliare.

Antonio mi ha risposto in modo affermativo, San Lorenzo sponsorizza anche il LostCamp.

Oggi grande giornata per Tommaso a cui faccio tutti i miei auguri per un grande successo letterario. Tutti a comprare Net TV. Io l’ho letto e mi piace tantissimo.

Sto ancora pensando a Lost: l’ultima puntata di ieri sera. Impazziremo fino all’inizio della quarta stagione. Impazziremo.

Lunedi c’è GG qui a Torino per il convegno Top-ix. Questo mi rende particolarmente felice. Chi è a Torino deve partecipare!

Mi godo un po’ di fresco dopo il temporale e penso che in fondo la vita va presa un po’ come viene.
E se lo si fa in social networking è anche meglio.

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Lost, Lost… LostCamp!

logo Dharma Barcamp by EtereNon voglio saper nulla. Qualcuno l’ha guardato, altri han spoilerato, ma non voglio saper nulla.
Le due ultime puntate scendono lente… i sottotitolo sono qui.
Ma non voglio saper nullaaaa… Anche se mi dicono che sia un gran finale … con un dannatissimo arrivederci a febbraio 2008. Un’attesa insostenibile.
E ne parleremo molto di questo e di altro al LostCamp. Credo. Spero.

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Mondo di plastica

MoplenCento anni fa un tipo di nome Leo Baekeland inventava la plastica. Venne chiamata “bachelite”. Poi venne un italiano, Giulio Natta e inventò il “polipropilene” per il quale prese anche il Nobel nel 1954 (unico nobel italiano per la chimica).
Noi siamo la generazione nata nella plastica e così la generazione precedente, quella dei nostri genitori, ma mia nonna no, non era del popolo della plastica e a lei questo materiale sintetico stava anche un po’ sulle balle.
Io mi ricordo che la chiamava “moplen”… che era il nome commerciale del polipropilene (famosa la pubblicità di Gino Bramieri). La cosa curiosa era che lei chiamava “moplen” tutti gli oggetti di plastica, come se fossero privi di identità. La bacinella era il “moplen”, il pettine di plastica era il “moplen”… Ma ricordo che anche le mie zie facevano così. In fondo era una cosa relativamente nuova e nessuno si fidava molto, c’era un po’ di diffidenza. Oggi la nostra vita è piena di cose in plastica. I rifiuti di Napoli sono quasi tutti di plastica, i capelli di Silvio (così come la sua faccia) sono di plastica. Abbiamo creato un mondo di plastica e io mi sento molto Placida Signora a scrivere questo post.
Comunque possiamo sempre abbandonare i nostri PC o Mac di plastica per degli ottimi PC in legno… no?

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Milan

Sì, sì… bene, bravi quelli del Milan.
Tutto bene. Benissimo. Bene anche per i tanti tifosi. Ma…
Se penso a Silvio felice sto male. Lo so, è colpa mia, lasciatemi perdere.

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Mi si sono sciolti i pensieri

Quando a uno come me suda anche il culo vuol dire che fa caldo. Sì perché io di solito non sudo. Per conformazione genetica, non so, ma non sudo. Ma oggi fa caldo, caldissimo. Un caldo porco. Sono ritornato da una riunione e il termometro dell’auto segnava 42 gradi interni. La mia auto, per inciso, è ovviamente nera.
Ecco, mi si è sciolta prima la mano destra, poi quella sinistra, poi il mento e con estrema difficoltà ho abbassato i finestrini a colpi di bestemmie, sperando di salvare la situazione. Vuoi che oggi ero vestito come un pinguino (l’abito è d’ordinanza per ogni riunione nella grande casa del grande azionista), vuoi anche che oggi l’aria condizionata della macchina ha smesso (ovviamente) di fare il suo dovere, vuoi che … fuori è Agosto e l’unica attività sensata che si può fare è stare al chiuso con un condizionatore sparato sulle tempie!
Ora che mi sto pian piano ricomponendo raggiungo la doccia … e temo di sciogliermi definitivamente e finire dentro lo scolo. Nel caso, vi saluto… Fa caaaaldoooooo!!!

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Gli uomini devono essere allattati in ufficio!

self biberonSi. Almeno gli uomini musulmani. Non tutti, ma quelli sunniti sì.
La fatwa emessa dal capo della sezione “diritto islamico” della moschea al Azhar del Cairo recita proprio così:

[…] “Alla donna in orario di lavoro è infatti concesso togliersi il velo, alzare la jallabia (il vestito che la copre dal collo alle caviglie), scoprirsi il seno e allattare il collega maschio. L’operazione, ripetuta 5 volte, è in grado di trasformare il compagno di lavoro in un membro della famiglia. Uno di quegli uomini che insieme a padri, fratelli e figli, può frequentare le donne a tu per tu e senza le restrizioni imposte dalle “regole del pudore.” […]

Dai che alla fine questi musulmani ortodossi sono anche simpatici! Un po’ maschilisti, un po’ scoppiati, ma simpatici…
Comunque l’immagine dei colleghi maschi allattati dalle colleghe femmine (magari in una grande corporation nostrana) mi fa ridere come un matto. Un collega a cui ho mandato la mail dice: “Mi aspetterei anche un sano turn over della presenza femminile allora!”.

In generale, sono un pochetto basito. E’ difficilissimo per alcuni uscire dal medioevo.

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