La routine

Se mi avessero detto che la routine avrebbe invaso piano piano la mia vita non ci avrei mai creduto.
Eppure, sorniona e demoniaca, facendo presa sulla mia proverbiale pigrizia, la routine ha intaccato ogni momento della mia giornata. La lotta è ardua, i rimedi sono pochissimi, io li sto provando tutti, o almeno credo. La vita dell’ufficio di certo non aiuta, mi sembra di compiere ogni giorno un rituale sempre in loop: stesse abitudini, sempre le stesse persone, sempre gli stessi percorsi per andare e venire e sempre gli stessi discorsi. Oggi davanti all’ennesima frase di circostanza stavo seriamente per sbottare. Sto diventando un animale sempre meno sociale, o intorno ho gente veramente “poco stimolante”?

Qualcuno ha suggerimenti?

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17 commenti

  1. Cerca una deviazione alternativa nella strada da e per il lavoro: non importa se allunghi il percorso e se ci metti di più.
    Qualche volta, in caso di blocchi per incidenti o affini, ti tornerà utile ma, soprattutto, ti torna utile subito perché fai qualcosa di diverso 😉

  2. Comunque ringraziando di far parte della tua routine, credo che tutto arrivi da noi. Semplicemente una volta, a vent’anni non ci si poneva nemmeno il problema di circondarsi di gente stimolante, ma di stimolare il più possibile gli altri. Hai ancora la grande capacità di essere catalizzatore come una volta e l’energia sta dentro di te. Rigiro il consiglio anche a me stesso tentando, nel frattempo, di spezzare la mia di routine…

  3. Ah, un modo per spezzare la routine, faccio un esempio… Per due giorni in questo weekend, non accendere il computer (no blog, no chat, no community, no lettura feed, e altre cazzate varie). Doungradati da 2.0 a 0.2.
    Ce la farai? O è solo questione di persone stimolanti?

  4. Scappa. Vattene. Lascia la sicurezza di quello che stai facendo e trova qualcosa di nuovo. Basta con quel cazzo di posto di lavoro che ti uccide l’animo. B A S T A !!!

  5. Avvelena il caffe dei tuoi colleghi, vedrai loro invecchiare e ammalarsi e te sempre in perfetta forma. Troppo radicale? 🙂

  6. Quello che descrivi tu è la stessa sensazione che provo io da tempo. Non sarà che il lavoro in ufficio snaturi l’uomo? Sveglia tutte le mattine alla stessa ora, stesso traffico e stessa strada, stesso lavoro, stessi colleghi, già, stesse frasi di circostanza, stessi discorsi calcistici il lunedì, stesse battute etc…ci si sente come degli ingranaggi all’interno di un gigantesco meccanismo che non si ferma mai. Hmmm…quando si inizia a pensare così è giunta l’ora di cambiare lavoro, prima che sia troppo tardi!

  7. a mia esperienza se non si fa almeno un cambiamento radicale ogni 4 o 5 anni (lavorativo, ma anche personale) ci si fossilizza. forse è ora. vale tutto, dal cambiare percorso a provare a fare cose mai fatte prima. cambia 50 euro in monete da un centesimo e mettiti a regalarle ai passanti. Pare che funzioni, lo dice Jodorowsky 😀

  8. Ripropongo un’immagine per un suggerimento mirato: prova a far espandere ciascun istante dal di dentro, come un bocciolo che si schiuda, considerando e poi gustando ogni singolo gesto, pensandolo come un privilegio (quello di vivere, respirare, muoversi, fino a sorridere). Il gesto non sarà più identico a un altro e nemmeno a sé stesso, la routine diventerà semplicemente la strada e sarai tu a percorrerla consapevolmente. L’itinerario potrà anche essere lo stesso, ma il viaggio sarà ogni giorno unico.
    [verifica tutto ciò in piccole cose, per esempio la prossima volta che preparerai un caffè con la moka]

  9. Mah io sono una grande abitudinaria quindi nella mia routine ci sto mica male , un pò asociale sono sempre stata (eredità paterna) indi per cui… tra casa a cui badare, fidanzato convivente e cane casinista non è per niente una routine noiosa 🙂

  10. Che palle la routine..che palle le persone poco stimolanti..cercati delle persone più briose all’esterno del luogo di lavoro..perchè lì purtroppo devi subire….quando puoi rifugiati nelle tue reverie per poi tornare saltuariamente nella realtà e dire le solite cazzate necessarie.