Forza Toro!

Grande TorinoAlla vigilia della partenza della Coppa Italia ho pensato di dare uno sguardo alle foto che ho su Flickr e che riguardano il mio Toro. Nel giro di pochi minuti è nato un “group”… che si chiama “Forza Toro! Torino Granatissima“.
Possono aderire:

a) utenti di Flickr (fare un account se non ce l’avete è facilissimo)
b) chi ha un account e qualche foto anche vecchia sul Toro da condividere
c) tifosi del Toro etici e corretti… verranno eliminate le foto che non c’entrano nulla o che inneggiano alla violenza o cose simili.

Per aderire … basta andare qui.
Forza Toro.

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Il Pane duro

PaneSabato ho cercato del pane. Niente. L’ho cercato anche lunedi (che non era festa). Niente.
La ricerca di un fornaio nel quartiere dove vivo è un’impresa ardua. Giro per ipermercati e … Niente.
Sento un servizio in TV e dicono che la moda del momento è farsi il pane in casa… e io quasi quasi ci faccio un pensierino.
Ma la cosa più divertente me l’ha fatta venire in mente Arianna oggi prima di pranzo, mentre parlavamo dell’argomento. Non si trova neanche il pane duro, quei ciambelloni di pane durissimo di Altamura (!!) che uno di solito non prende neanche in considerazione perché sprovvisto di sega elettrica a casa.
Rido ancora adesso.

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Nel non tempo nel non luogo

Non si può chiudere per ferie un’intera città, no, non lo si può fare.
Cammini per strada e non c’è nessuno, cammini, cammini, cammini ed è un’eterna Domenica pomeriggio. Alla faccia della tranquillità di Agosto e delle città che non si svuotano mai.
A me tutta ‘sta tranquillità mi mette tristezza, e il silenzio in città è tanto irreale da mettere ansia. Uno non si aspetta il silenzio totale in città. Ieri un gruppetto di colombi (comunis sporchis piccionis cittadinum) se ne stava appollaiato in mezzo a Corso Lione… che non è un gran corso, ma è pur sempre qualcosa di più di una via, un vicolo, una calle. Appollaiati tranquilli in mezzo alla strada. Si sono mossi solo all’arrivo di due corvacci neri (corvaccium neri neri gracchiantis), come in un qualsiasi bosco.

Chiuso per ferie. Saracinesche abbassate, silenzio, vetrine ricoperte di carta da pacco, giornalini e pubblicità infilate sotto le porte, parcheggi liberi ovunque. Alla faccia, ripeto, della città che non si svuota mai, che si svuota di meno, che non va mai in vacanza.

In centro gironzolano turisti spauriti, allegri, ma un po’ confusi. Sono nella città delle Olimpiadi, sono in tanti, vengono da molte parti del mondo, gradiscono la bellezza della città, ma … non trovano un bar aperto, se non in via Roma, via Garibaldi, via Po. Il resto è saracinesche chiuse, chiuso per ferie, siamo in vacanza.

Domani è Ferragosto. Credo che non ci saranno neanche i piccioni in giro e che le fontanelle dei toretti avranno anch’esse la scritta “chiusa per ferie”, e sarà sicuramente possibile giocare a solitario sui tombini di Piazza Rivoli.

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Inizia il WE di Ferragosto

Non so bene cosa farò. La salute è ancora così così. E anche se oggi ci siamo svegliati e il termometro diceva 19 gradi ho ancora la pressione sotto gli infradito. Vedremo.
Intanto è quasi impossibile leggere un giornale, le notizie sono o troppo allarmanti o troppo idiote e in TV trasmettono addirittura le repliche dei Reality, nel caso qualcuno si fosse perso, che so, l’ultima edizione de La Talpa. Il fondo, han toccato il fondo.
Ieri sera veloce giro in zona Tre galli dove militavano varie tipologie di torinesi non in vacanza:

– Uomo, maritato, scazzato (abbronzato o non abbronzato) innervosito da sposa o fidanzata (e dalle loro repentine fughe verso i pochi negozi aperti).
– Donna abbronzata con mini vestitini giropassera per evidenziare il colore spiaggiarolo conquistato.
– Gruppetti di ragazze sole assolutamente carine e interessanti in versione Sex & the City.
– Un centinaio di venditori di rose.
– Donne in cinta con uomo a seguito, il tutto spesso guarnito con carrozzina o infante in braccio.
– Coppie di uomini con un fare molto arrembante, ma con lo stile “studende del Poli” sfigato.

Comunque molta gente, poco caldo, tanti parcheggi, e un dilagante senso di quiete, che quasi innervosisce.

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