Non si può chiudere per ferie un’intera città, no, non lo si può fare.
Cammini per strada e non c’è nessuno, cammini, cammini, cammini ed è un’eterna Domenica pomeriggio. Alla faccia della tranquillità di Agosto e delle città che non si svuotano mai.
A me tutta ‘sta tranquillità mi mette tristezza, e il silenzio in città è tanto irreale da mettere ansia. Uno non si aspetta il silenzio totale in città. Ieri un gruppetto di colombi (comunis sporchis piccionis cittadinum) se ne stava appollaiato in mezzo a Corso Lione… che non è un gran corso, ma è pur sempre qualcosa di più di una via, un vicolo, una calle. Appollaiati tranquilli in mezzo alla strada. Si sono mossi solo all’arrivo di due corvacci neri (corvaccium neri neri gracchiantis), come in un qualsiasi bosco.
Chiuso per ferie. Saracinesche abbassate, silenzio, vetrine ricoperte di carta da pacco, giornalini e pubblicità infilate sotto le porte, parcheggi liberi ovunque. Alla faccia, ripeto, della città che non si svuota mai, che si svuota di meno, che non va mai in vacanza.
In centro gironzolano turisti spauriti, allegri, ma un po’ confusi. Sono nella città delle Olimpiadi, sono in tanti, vengono da molte parti del mondo, gradiscono la bellezza della città, ma … non trovano un bar aperto, se non in via Roma, via Garibaldi, via Po. Il resto è saracinesche chiuse, chiuso per ferie, siamo in vacanza.
Domani è Ferragosto. Credo che non ci saranno neanche i piccioni in giro e che le fontanelle dei toretti avranno anch’esse la scritta “chiusa per ferie”, e sarà sicuramente possibile giocare a solitario sui tombini di Piazza Rivoli.