Hard Boiled Axell

immagineIn Provenza. Certo. Così ha detto a me, almeno. Ma dio solo sa dove può essere fuggito. Devo ammettere che ci sa fare, l’amico. Se non gli dovessi somministrare una cura a base di piombo potrei anche farmi un goccio di bourbon con lui. In fondo lo ammiro, anche se è tutta colpa sua. Qualche bella parola, due pastiglie sciolte nel gin tonic e voilà. Invece di cercare lui, i federali si fissano sul sottoscritto. Oh, ha fatto bene i suoi conti, quell’Axell. Sempre che poi si chiami veramente così. Chissà quanti nomi falsi avrà usato in vita sua. Credetemi, non è stato per niente facile. Dovunque andassi mi prendevano per lui. Ha studiato tutto alla perfezione. E io ci sono cascato come un pollo. Vedete, i soldi non fanno la felicità. Però, in questo mondo selvaggio, aiutano chi li ha. E Axell ne aveva. Non faceva che sventagliarmeli davanti, promettendone altri se mi fossi sostituito a lui tenendo la sua corrispondenza, i suoi registri, i suoi affari. Si era giusto tenuto per sé il fatto di essere uno dei truffatori più ricercati dello stato. Mi ha drogato, mi ha incastrato. Per non parlare di tutto quello che ho passato negli ultimi dieci giorni. Ma adesso sono qui, e non mi muovo. Presto dovrà tornare. Farà un passo falso. Lo so bene, che qua fuori è pieno di poliziotti. E so anche che con tutta probabilità lo lasceranno passare senza fermarlo. Perché lui ci sa fare. Ma quando arriverà qui saremo in tre ad aspettarlo. Smith, Wesson e me. E non avremo pace, finché non soffrirà tutto quello che ho sofferto io.

[Pietro “Spillane” Izzo]

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Un tuffo nel passato

Hal9000…e questa è la sala dedicata ad Axell: sapete chi era? No? Mi stupisce, perché un paio di secoli fa, Axell fu uno dei primi a lasciare il suo blog in mano ad un amico, e dovreste sapere tutti che le Blog Wars sono nate proprio da quel singolo atto innocente (ma gli storici stanno ancora cercando di valutare se questa non fosse stata una mossa intenzionale da parte del blogger). Le Blog Wars si sono combattute a colpi di post, flame, hack e troll sia nel territorio dei reader, sia nei più diffusi network sociali, e persino qui, su Second Life. Immaginate: allora non esisteva la Linden Republic così come la viviamo adesso. I blogger – oltre ad una massa di cittadini non coinvolti negli scontri – entravano in Second Life collegandosi con protocolli primitivi, assolutamente non neurali! Per loro era solo un campo di battaglia come un altro. Quello che successe in realtà, è che in assenza di Axell, e approfittando delle difese ridotte messe in campo dall’eroico custode Pietro Izzo, un manipolo di blogger rivali riuscì a crackare Axellweb.com (di cui vedete qui una riproduzione non funzionante). Al ritorno di Axell, che si era spostato in quello che oggi conosciamo come Territorio Alfa e che allora era ancora praticato da quasi sei miliardi di umani, i blogger ribelli avevano già preso possesso di tutti i più rilevanti blog e network di nanopublishing mondiali. La resistenza organizzata da Axell e dai suoi (la brigata CasaIzzo, in onore del blogger sacrificatosi per difendere Axellweb.com e di cui a tutt’oggi si sa pochissimo) durò poco. Ben presto si instaurò il regime delle blogstar, durato per oltre 150 anni. Oggi che tutti quanti abbiamo il cervello cablato e possiamo vivere una vita pacifica nella Linden Republic, pensiamo a quanto era dura la vita allora, sdoppiata tra reale e virtuale, piena di pericoli e di insidie. Ringraziamo il Grande Linden ancora una volta per la nostra nuova vita! E adesso passiamo ad un’altra sala…

[Linden#80750 – Guida autorizzata del Linden History Museum]

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Il custode del diario

Vecchia foto2 Agosto, giovedì.
Sarà per me impossibile dimenticare il giorno in cui il mio buon amico Axell, rivolgendo quei suoi occhi dolci eppur velati d’ombra su di me, disse: “A rivederci a settembre, io vado in villeggiatura… Abbi cura del mio diario”. Caro, caro Axell! Egli non sa, non può sapere quanta è la gratitudine che trabocca dal mio cuore per avermi difeso sempre, nei tristi giorni in cui il maestro Perboni fu ammalato e la sezione Dora Grossa fu trasferita nell’ala di Vanchiglia. Fu quello il momento in cui De Gubernatis, Peyron e Ternavasio, con quell’aria da signorotti del cortile mi presero di mira tendendomi ogni giorno un diverso, odioso tranello. Quante stilografiche mi rubarono, e quanti quaderni sparpagliarono sul selciato del Corso! Quel giorno – lo ricordo come fosse ora, qui, innanzi ai miei occhi – Axell si portò dietro di me, in silenzio. Io non capii subito quale misterioso potere avesse causato la ritirata di De Gubernatis e dei suoi, poi mi voltai e lo vidi. Più alto di noi compagni, con vestiti troppo piccoli per lui, un’aria seriosa, i capelli rasati e gli occhi come due piccoli pozzi ricolmi di malinconia. Egli spaventava i prepotenti della scuola soltanto con la sua presenza. Non si poteva non essergli amico, perché Axell difendeva i buoni e i deboli, e la violenza gli risultava odiosa a meno di non usarla in difesa di un compagno. Perciò adesso rimango qui, nella calura di questa lunga estate, nella nostra amata Torino. Per onorare Axell e curare il più prezioso tra i suoi beni: quel diario pieno di ricordi dolci e amari che riprenderà in mano a settembre, quando vedrà i suoi compagni rientrare a scuola per l’ultimo anno, mentre egli si allontanerà per avviarsi alla professione che sempre ha sognato nella sua mansarda di via Frejus: il ferroviere!

Pietro Izzo, Classe V Sezione B

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Padron Axell mi ha dato le chiavi

Il signore degli Anelli - immaginePadron Axell è partito. Padron Axell mi ha lasciato qui, nella sua casa vuota. A pulire. A dare il bianco. A mettere lenzuola sui mobili, per evitare che prendano polvere. Padron Axell si fida di me, mi affida incarichi di responsabilità. Sa che non potrei mai mescolargli le categorie, o inserire per sbaglio un post di Padron Suzukimaruti al posto di uno dei suoi. I visitatori saranno sempre bene accetti, perché Padron Axell non vuole chiudere la porta a nessuno. Prego, entrate. Ma pulitevi i piedi, mi raccomando, perché ho passato il fine settimana a pulire. Non toccate nulla, vi supplico. Padron Axell non me lo perdonerebbe. No, davvero. Quel post era qui, non lo spostate. Ma quanti siete? No, lo spam no!
Aiuto, Padron Axell……….

[pietroizzo the house-elf]

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E’ tempo di partire

Domani si parte, destinazione Provenza. Una settimana in Francia e poi una settimana in Liguria.
Vacanze tranquille (si spera).
Questo blog avrà, come è ovvio (e giusto) che sia, pochi aggiornamenti, a meno che il custode designato non si prodighi in provvidenziali e curiose comparsate per dare un po’ da bere ai post e ai commenti. Chi sarà il custode? Beh, se accetterà l’incarico si fare vivo con qualche trovata delle sue e ne scoprirete l’identità. Se no, pazienza.
Io se trovo una wifi libera qualche foterella la mando anche.
Insomma. Arrivederci a presto. E buona vita a tutti voi.

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Chi mi bagna i post?

All’inizio della blogosfera, era diffusa tra i blogger l’abitudine di lasciare le chiavi del blog ad un amico, una amica, un lettore, un altro blogger. Erano i tempi di Blogger e di Splinder, tutto era un po’ meno serioso e un pochetto più bucolico e naïve.
Non c’erano le classifiche, non ci si sbatteva a fare questo e quel meme e sembrava tutto un gioco. E in effetti il blog è un po’ un gioco. E ogni tanto dovremmo anche ricordarcelo.
Dicevo, c’era l’abitudine di lasciare le chiavi ad un “custode” fidato prima di andare in vacanza, per bagnare un po’ i post, per leggere i commenti e rispondere magari con un – appena torna il proprietario del blog riferisco -.
InnaffiatoioSì, perché se uno andava in vacanza non è che poteva facilmente trovare una connessione, un accesso a Internet per bloggare e leggere un po’. Niente wifi, niente gprs o umts, solo qualche internet cafè trovato in giro e magari con costi di connessione da strozzinaggio.
E in fondo, a pensarci bene, era proprio bello che fosse così.
Ora io mi chiedo… tra due giorni vado in vacanza, non è meglio se trovo qualcuno che mi bagna ogni tanto i post? Che mi annaffia i commenti? Io ci penso. Se intanto ci sono dei candidati, si facciano avanti. Via mail è meglio.
Attenzione, se mai trovassi qualcuno e se decidessi di lasciare le chiavi, occhio, non voglio festini e bagordi nel blog mio. E niente mutande abbandonate sull’header! Sia chiaro.

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