Hard Boiled Axell

immagineIn Provenza. Certo. Così ha detto a me, almeno. Ma dio solo sa dove può essere fuggito. Devo ammettere che ci sa fare, l’amico. Se non gli dovessi somministrare una cura a base di piombo potrei anche farmi un goccio di bourbon con lui. In fondo lo ammiro, anche se è tutta colpa sua. Qualche bella parola, due pastiglie sciolte nel gin tonic e voilà. Invece di cercare lui, i federali si fissano sul sottoscritto. Oh, ha fatto bene i suoi conti, quell’Axell. Sempre che poi si chiami veramente così. Chissà quanti nomi falsi avrà usato in vita sua. Credetemi, non è stato per niente facile. Dovunque andassi mi prendevano per lui. Ha studiato tutto alla perfezione. E io ci sono cascato come un pollo. Vedete, i soldi non fanno la felicità. Però, in questo mondo selvaggio, aiutano chi li ha. E Axell ne aveva. Non faceva che sventagliarmeli davanti, promettendone altri se mi fossi sostituito a lui tenendo la sua corrispondenza, i suoi registri, i suoi affari. Si era giusto tenuto per sé il fatto di essere uno dei truffatori più ricercati dello stato. Mi ha drogato, mi ha incastrato. Per non parlare di tutto quello che ho passato negli ultimi dieci giorni. Ma adesso sono qui, e non mi muovo. Presto dovrà tornare. Farà un passo falso. Lo so bene, che qua fuori è pieno di poliziotti. E so anche che con tutta probabilità lo lasceranno passare senza fermarlo. Perché lui ci sa fare. Ma quando arriverà qui saremo in tre ad aspettarlo. Smith, Wesson e me. E non avremo pace, finché non soffrirà tutto quello che ho sofferto io.

[Pietro “Spillane” Izzo]

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