Oggi è uscita la notizia che il grattacielo del SanPaolo (che verrà costruito a Torino) sarà più alto della Mole Antonelliana (200 mt contro 167).
Questo compromette(rebbe) la skyline torinese e anche le notti (veri e propri incubi) di alcuni “puristi” dell’urbanistica in salsa torinese, che hanno già coniato il termine “Non grattiamo il cielo di torino”.
Fra un po’ verranno comunicate anche le altezze degli altri grattacieli previsti. Non dubito che ci sia una corsa seria a chi ce l’avrà più lungo.
Io non vi dico come la penso. Ma dico solo che chi si oppone ai grattacieli manifesti anche un interesse a cose un po’ più serie, tipo le barriere architettoniche.
Intanto si parla già di un referendum per decidere se uno o due grattacieli possono turbare o meno la sacra skyline sabauda.
Io condivido il pensiero di uno dei padri del piano regolatore di Torino.
“I grattacieli non sono prezzemolo, da distribuire a casaccio. Il rischio è che si trasformino nei salami di Jacovitti che crescono tra i piedi di Cocco Bill” (Augusto Cagnardi).
Ho sempre pensato che a Torino (e in Italia) ci siano troppi parcheggi per portatori di handicap. In Francia, quest’estate, ne ho trovati pochissimi, e tutti strategicamente collocati vicino ai luoghi di pubblico servizio, come banche e farmacie. In Italia, ci sono le zone di “carico e scarico”. Mah.