Dialogo in Metro…

Anziano A parla con Anziano B.
Axell ascolta.

A – Han messo Marini ora. Ma ti pare?
B – Ma sì, perdon del tempo. Ma poi alla fine… vedrai.
A – Vedrai cosa?
B – Vedrai che torna il Cavaliere e finalmente mette le cose a posto, il Cavaliere.
A – Ah sì. Speruma.
B – Così rimandiamo a casa tutti ‘sti negri e la smettiam di pagare tutte ‘ste tasse. Ci stanno rompendo solo i coglioni con ‘sti negri e ‘ste tasse. Meno male che torna il Cavaliere… vedrai che scende anche il prezzo della benzina.
A – Beh, quello è sicuro. Sono gli amici di Prodi che han preso soldi dagli aumenti della benzina.
B – Eh, dillo forte. Ma cambia… vedrai che cambia boia faus!
A – Speruma.

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Citare cosa? Citare chi?

La discussione sulla mancata citazione del Corriere.it  sta andando avanti da un po’ di giorni, molti ne parlano, molti citano post altrui. Io mi limito a citare quello di Massimo che ha un innato dono per la sintesi: Massimo è schierato per la corretta citazione dei diritti d’autore on line, senza “se” e senza “ma”. Molti blogger sono schierati come lui per la citazione come dovere ancor prima che come mera applicazione della netiquette (oggetto oscuro per i media “tradizionali”). La Monna Lisa di Botero
Ma, e secondo me c’è un “ma”, siamo così sicuri che questa cosa abbia un senso? Siamo così sicuri che sia possibile citare sempre la fonte? Nel caso delle immagini di Flickr “rubate” dal Corriere ok (forse). Ma la fonte nei media sociali è un concetto molto labile. Molto molto labile. Gli stessi post che parlano di questo argomento sono tutti originali, la fonte chi è? Chi è che ha per primo tirato in ballo la questione? Ok. Noi sappiamo trovarlo, ma il resto dei lettori ci riesce?
E poi … Ci scandalizziamo tanto per un link mancato, una attribuzione dei diritti non rispettata e parliamo di questo argomento dall’alto dei nostri hard disk pieni di Mp3 e di Divx “piratati”? Non è lo stesso, lo so. Ma ci siamo abbastanza vicini. Si tratta sempre di diritti violati, in questo secondo caso anche di proprietà, che è cosa ancor più grave. Il piccolo grande diritto di un artista/autore è stato violato e gli altri? Per gli altri non scriviamo nulla?

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WebDays e Barcamp di Torino 2008

Webdays 2008 e Torino barcamp 2008
Ecco, signore e signori, i marchi che contraddistingueranno l’evento che stiamo organizzando per il 22 e il 23 di febbraio.
La giornata di incontri “classici” a tema (letteratura, giornalismo, digital divide, usabilità, …) denominata WebDays (“since 1999”) e il secondo Barcamp di Torino (o terzo se si considera il LitCamp di Maggio 2007).
Venghino signore e signori venghino! Vi aspettiamo!

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(Per i blogger e gli amici di Torino e dintorni ricordo la cena di giovedì 31/1 della Blogcrikka)

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Miseria e nobiltà

Mi spiace, ma a differenza dell’amico Giorgio, io dissento e non condivido.
Non condivido perché non è vero che abbiamo vinto per un “pelo”… Alla Camera abbiamo vinto bene. Al Senato no. Ma la Legge Elettorale non consentiva di far di meglio. Al massimo posso condividere che la compagine del Centro Sinistra fosse in parte impresentabile. In parte. Perché a differenza di quello che dicevano i ben pensanti di Centro-Sinistra, il problema all’inizio era Rifondazione Comunista. Loro erano gli impresentabili e molti, moltissimi erano convinti che aver strappato gente come Dini, Mastella (sì proprio lui) e Di Pietro alla compagine destraiola fosse stato un grande successo. Come dicevano molti: “un giusto spostamento al centro” per prendere voti in mezzo, dove la massa si confonde e dove, aggiungo io, le ideologie si spengono. E invece…
Dissento caro Luca semplicemente perché non avevamo nulla di meglio.
Prodi non era il nostro leader, e forse non lo sarà più, ma era tutto quello che avevamo e dovevamo difenderlo.
Dovevamo difendere ed esaltare la parte buona dell’azione di governo. Dovevamo stimolare il dibattito. Dovevamo e dobbiamo far crescere la cultura del centro-sinistra e smettere di fare i bacchettoni a cui non va mai bene niente. Critica facile e impegno pari a zero. Scendiamo dai nostri pulpiti e parliamo con la gente. Lasciamo da parte la nostra aura di persone colte e parliamo con la gente, spieghiamo in cosa consiste la “differenza”.

Siamo sempre pronti a gioire (con un mezzo sorriso) e a criticare (con smorfia e sbuffo compiaciuto).
Cambiamo le cose. Partiamo da noi stessi. Il Centro Sinistra siamo noi. La politica la facciamo noi.
Finché non ce ne renderemo conto, saremo solo commentatori insoddisfatti con l’alibi di una classe dirigente che è simile a personaggi della Commedia dell’Arte. E non fa neanche ridere.

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