Mi spiace, ma a differenza dell’amico Giorgio, io dissento e non condivido.
Non condivido perché non è vero che abbiamo vinto per un “pelo”… Alla Camera abbiamo vinto bene. Al Senato no. Ma la Legge Elettorale non consentiva di far di meglio. Al massimo posso condividere che la compagine del Centro Sinistra fosse in parte impresentabile. In parte. Perché a differenza di quello che dicevano i ben pensanti di Centro-Sinistra, il problema all’inizio era Rifondazione Comunista. Loro erano gli impresentabili e molti, moltissimi erano convinti che aver strappato gente come Dini, Mastella (sì proprio lui) e Di Pietro alla compagine destraiola fosse stato un grande successo. Come dicevano molti: “un giusto spostamento al centro” per prendere voti in mezzo, dove la massa si confonde e dove, aggiungo io, le ideologie si spengono. E invece…
Dissento caro Luca semplicemente perché non avevamo nulla di meglio.
Prodi non era il nostro leader, e forse non lo sarà più, ma era tutto quello che avevamo e dovevamo difenderlo.
Dovevamo difendere ed esaltare la parte buona dell’azione di governo. Dovevamo stimolare il dibattito. Dovevamo e dobbiamo far crescere la cultura del centro-sinistra e smettere di fare i bacchettoni a cui non va mai bene niente. Critica facile e impegno pari a zero. Scendiamo dai nostri pulpiti e parliamo con la gente. Lasciamo da parte la nostra aura di persone colte e parliamo con la gente, spieghiamo in cosa consiste la “differenza”.
Siamo sempre pronti a gioire (con un mezzo sorriso) e a criticare (con smorfia e sbuffo compiaciuto).
Cambiamo le cose. Partiamo da noi stessi. Il Centro Sinistra siamo noi. La politica la facciamo noi.
Finché non ce ne renderemo conto, saremo solo commentatori insoddisfatti con l’alibi di una classe dirigente che è simile a personaggi della Commedia dell’Arte. E non fa neanche ridere.