
Il 22 febbraio organizziamo Webdays…
E questo è il programma, il giorno dopo, come anche i sassi sanno, c’è il Barcamp.
Spero che sia di vostro gradimento. Passate a trovarci!

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La Phillip Morris lancia una sigaretta “Snack”, più corta del normale e in quale Paese fa il primo test?
[da Repubblica] Come tante iniziative di marketing, anche questa ha un messaggio soprattutto psicologico: niente vieta, infatti, a un fumatore di gettare la sigaretta dopo pochi tiri, senza terminarla, rendendo così più breve l’assenza dal lavoro e l’esposizione al freddo. Ma l’idea della Philip Morris è di garantire nel formato “snack” lo stesso ammontare di nicotina di una sigaretta normale: esperienza più breve, insomma, ma non meno intensa (e dannosa) per chi sente i morsi del tabacco. La mini-sigaretta è lunga 7,2 centimetri contro gli 8,5 centimentri del formato tradizionale. Sarà venduta sotto il marchio Marlboro, con il nome “Intense” (Intenso – appunto). La fase sperimentale, annuncia in prima pagina il Sunday Times di Londra, inizia nei prossimi giorni in Turchia, dopodiché, a seconda delle reazioni del pubblico, sarà introdotto anche in altri paesi.
E adesso mi aspetto che Placida ci spieghi perché si dice “fumar come un Turco”. 🙂
Stasera teatro. “Sesso con Luttazzi”, sì, proprio lui, il bravo irriverente e scomodo Daniele Luttazzi.
Non lo avevo mai visto dal vivo. E’ bravissimo. Quasi superbo.
Ma aleggiava nel teatro lo spettro delle prossime censure e dei prossimi editti bulgari.
“Sesso con Luttazzi” andava in onda su Rai 3 ne 1994. Ora sarebbe impossibile.
Come ha detto Daniele stasera: siamo una Nazione proiettata verso… il Medioevo. E come dargli torto?
Qualche notte fa è bruciato Giancarlo, il locale storico dei “murazzi” Torinesi. Un punto di ritrovo per i giovani, ma soprattutto nel bene e nel male anche un simbolo di Torino. Io non vivo più la “notte”, non frequento più i “locali” da tempo, ma la cosa mi turba lo stesso. Anche perché i ricordi delle notti ai “Muri” e da “Gianca” sono un pezzo di me e del mio passato.
Non ho mai amato quel locale, ho sempre storto il naso quando mi si diceva che si poteva “far mattina” da Gianca. Ho sempre respirato male nello spazio buio di quel locale e ho sempre pensato che ci fosse una situazione di “insicurezza” tutt’intorno. Ma non ricordo più quanti amici o amiche ho recuperato davanti a quelle arcate, dopo una birra di troppo, una litigata funesta, una festa finita, chissà come mai, quasi sempre con una sbornia malinconica.
E ora Gianca è bruciato.
Molti dicono che fosse il luogo di incontro della Torino multietnica, dei torinesi che non amano le etichette e i salotti “buoni”. La giovane borghesia alternativa torinese l’aveva eletto come simbolo. Un piccolo porto franco fatto di piccole trasgressioni e di poca cura per l’aspetto estetico, per le mode, per il tempo che passa. Gianca era lì da decine di anni. Era lì all’inizio, quando i Murazzi si trasformavano da magazzini a locali notturni e diventavano il “lungomare” di Torino. Era lì anche dopo l’alluvione del Po, era lì durante il “momento olimpico” pieno di giovani di tutte le nazionalità, era lì durante il lancio della Nuova 500 la scorsa Estate. Era lì da sempre.
Sempre uguale a se stesso, così come il suo padrone e ideatore, il “cappelluto” Giancarlo. Personaggio ruvido e poliedrico, simpatico a pochi, conosciuto da tutti. Gianca era il limite estremo, il confine che non era il caso di valicare, prima della zona “oscura” in mano alla criminalità, prima italiana, ora multietnica. Un confine che anche le forze dell’ordine hanno paura di valicare.
Ora Giancarlo non c’è più. Non so se preferirei vedere al suo posto uno di quei localini alla moda tutto plexiglas e metallo, neon e monitor al plasma… Credo di no. Forse lo vorrei rivedere come prima: una cantina con affaccio sul Po, un bancone sporco, litri di birra, fumo denso di spinelli e sigarette di fascia bassa e vecchi manifestini appesi e strappati sui muri. Cosa succederà non so, sicuramente non sarà, come non era prima, la meta delle mie serate.
Ma un simbolo che si spegne è sempre un piccolo lutto. Questo sì.
Add on #1 … un bellissimo post lo ha scritto Giorgio.
Questo era l’alleato del centro sinistra, colui che il centro sinistra ha fatto cadere.
Sì, sto parlando proprio del nuovo alleato della destra.
Scusate, vado di là a vomitare.
(ok, dovevo parlare della bella blogcena di ieri sera e di Lost che è già in download, ma non ce l’ho fatta!)
Sì perché ieri (senza che me ne accorgessi) c’erano:
1.000 post e 7.427 commenti.
Che numeri! Facciamo un party?
Qualcuno porta la torta di riso? Chi porta la bagna cauda? Per il pane e la burrata non ho dubbi. 🙂
Ovviamente il post 1002 parlerà di quello che succederà negli States stasera e che potremo vedere da noi domani… La lunghissima attesa è terminata. Di cosa parlo?