Piccola cronaca di una vacanza provenzale (1)

Negozio di cappelliEcco il primo post con un piccolo resoconto della vacanza in Provenza. Ho faticato un po’ a scriverlo. Anche perché ho la mente ancora in vacanza e ho difficoltà emotive serie se tento di raccontare qualcosa. Mi sembra di chiudere un’esperienza e non ho nessuna voglia di farlo.

Allora.
Siamo stati in Provenza. Dov’è la Provenza? Beh, non mi è chiaro. Ovvero, si trova sicuramente nel distretto della Var, ma è anche un po’ in Costa Azzurra. Non c’abbiamo capito nulla delle delimitazioni geografiche francesi. In ogni caso se fate 250 km da Ventimiglia costeggiando la costa francese siete arrivati. Noi eravamo a Bormes les Mimosas, un meraviglioso paesino a pochi chilometri da Hyeres, un cittadone medievale vicino a Toulon.
Il viaggio è stato bello, anche se costellato da mille pedaggi con cestino della moneta (bizzarri questi francesi). Ma le autostrade francesi almeno sono splendide e veloci, non hanno lavori in corso e non sono frequentate da tamarri che si mettono sulla 3a corsia e ti fanno i fari. Se li trovi, 2 volte su 3 hanno un BMW o un Suv e sono italiani. Sembra incredibile, vero?

Noi eravamo a Bormes La Favière (credo si scriva così), ovvero il porto di Bormes (si pronuncia Borrrm), che in realtà è un borgo a 5 km nell’entroterra su una collina ricoperta di pini e ulivi da cui si domina tutta la costa.
Il porto e la località erano un pochetto da sfigati. Belli per carità! Ma con tutti i difetti della località di mare turistica e solo turistica e con niente da vedere, se non il mare, tonnellate di ristorantini di tutti i tipi, negozi di articoli da mare, bar, panetterie piene di ottime baguette. Turisti italiani pochissimi. Turisti francesi, la maggioranza. E questo era un bene, anche perché di Italiani ne vedo fin troppi durante tutto l’anno.
L’unica volta che abbiamo beccato degli Italiani li abbiamo riconosciuti perché in spiaggia cantavano la canzoncina tormentone “spaccaballe” dei Mondiali di Calcio. Ci siamo capiti.

La Provenza è bellissima, curatissima, perfetta, quasi finta. Non era stagione di lavanda e mimosa (rintracciabile con sapone di Marsiglia in tutti i negozi della Provenza), ma di olive e uva si. Abbiamo visto ettari e ettari di vigne e di uliveti. I Francesi sono un popolo che ama l’ordine e si vede in ogni piccolo particolare, dalla striscia del parcheggio all’insegna del bar. Sono precisi, scrupolosi, quasi maniaci dell’ordine e della pulizia. Persino i cassonetti dell’immondizia sono carini.

Ma dei Francesi parlerò poi. Mi preme ricordare che da buoni italiani siamo impazziti già il secondo giorno per il cibo e per la ricerca disperata di un caffè vero. E’ stata dura, ma siamo sopravvissuti. La loro cucina è povera, costosa e … un pochetto banalotta, anche quando ci siamo spinti in locali non da turisti abbiamo trovato piatti poveri e privi di anima. Pasta e Pizza all’Italien prevedevano quasi sempre ingredienti un po’ bizzarri, dal curry nelle penne alla calabrese all’emmental nella pizza Margherita (Marguerità).
Credo invece che dedicherò un post ad hoc solo per il caffè.

Le spiagge intorno a Bormes e a Saint Tropez sono molto belle. Quasi sempre di sabbia bianca, pochi stabilimenti e parcheggi gratuiti! (se non nelle spiagge private). Sì, i parcheggi. Questo è un fattore importante. Ogni paesino che abbiamo visitato era dotato di centinaia di posti auto assolutamente gratuiti, anche vicino alla spiaggia.
I parcheggi a pagamento erano rari, sostituiti da quelli con disco orario (da noi rarissimi) e affiancati da parcheggi “veloci” che da noi non esistono. Si tratta di parcheggi contrassegnati con un’area blu e posti in prossimità di banche, posta e farmacie. Sono gratuiti e la sosta può essere di soli 15 minuti. Dopodiché, statene certi, comparirà un gendarme e vi farà gentilmente sloggiare.

Direi che la prima parte della cronaca vacanziera in terra di Provenza può terminare qui.
Date un occhio alle foto che ho buttato oggi su Flickr, a parte quelle dove compaio io, ce ne sono di carine.
Alla prossima puntata. Parleremo di supermercati, pane, cozze, petanque, wifi e caffè serre serre serre!

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