Week End di Pasqua

Come molti di voi sanno ho cambiato casa da circa due settimane.
Ora vivo più o meno alla Crocetta (in realtà San Paolo per pochi metri) all’interno di una cosa che ha un nome inquietante: SuperCondominio del Parco Crocetta e in realtà è un insieme di palazzine colorate con un bel giardino in mezzo completamente contornato da vie pedonali e dall’unico ramo della ferrovia che non è stato interrato e assorbito dal Passante Ferroviario. Abito a pochi metri da una fontana Igloo (di Mertz) e da un “boulevard” che taglia la città per quasi due chilometri contornato da pali bianchi che in realtà sono alberi di nave. A parte tutte queste bizzarrie urbanistiche la zona promette molto bene, ci siamo evitati il grattacielo di Fuksas tutto in cristallo e acciaio e siamo a pochissimi minuti dal centro.
La Pasqua nella nuova casa è stata momento classico di festeggiamento e routine, una routine fatta di “metti a posto questo”, “sistema quello”, “buca qui”, “tassella di là”.
Oggi giorno canonicamente dedicato alla gita fuori porta per noi è stato il giorno dedicato alla gita fuori casa. Bicicletta e hop hop hop giretto in centro. Non ci siamo cimentati in imprese folli o roccambolesche, ma in una semplice passeggiata. Serviva anche a noi per rilassarci un po’, anche perché di momenti di relax ultimamente ne abbiamo avuti veramente pochi, pochissimi. Non c’era un gran sole, ma un clima decente. Ieri era quasi Novembre, oggi sembrava quasi Primavera. E la città deserta era piacevolissima. Il centro poi è stato una sorpresa. Annunciavano pioggie e turisti, abbiamo visto poca pioggia e una montagna di “veri” turisti, ovunque, nei pochissimi bar aperti (commercianti datevi una sveglia!), nelle gelaterie intasate, nelle vie più “turistiche” intenti a fare code davanti ai musei e con macchinetta d’ordinanza in azione (due giapponesi che fotografavano Zara è stato il momento top).
E’ stato un tuffo dentro una città turistica, una di quelle città che i tiggi chiamano “città d’arte”. E noi abbiamo solo dovuto prendere una bicicletta e biciclettare meno di dieci minuti. Quasi un sogno.
Al ritorno a casa altri otto tasselli e due bastoni per le tende, ma nel cuore un po’ di meritata (speriamo non troppo evanescente) tranquillità.

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5 commenti

  1. hai proprio ragione…commercianti, DATEVI UNA SVEGLIA!!!
    torino ha le potenzialità di una città turistica, certo che però se rimane tutto chiuso…non voglio immaginare quest’estate….

    p.s.=bella la zona dove sei andato, peccato per il grattacielo, no?

  2. direi di no… hai idea di come possa essere duro affrontare i lavori per la Metro?
    Quel grattacielo sarebbe stato peggio!

  3. Meno male, sarebbe stato un pugno nell’occhio. Quel pezzo di città, a parer mio, sta bene così. Forse dei giardini in più non guasterebbero…quelli non guastano mai.