Pensieri vari in ordine sparso

Primo pensiero
Leggo sempre Vanity Fair con molta attenzione. Si sa, è una rivista tipicamente “da bagno” e il tempo “al bagno” è sempre prezioso.
Nel numero di questa settimana c’è una lettera di Roberto Bolle che si lamenta per l’interesse che i media hanno nei confronti della sua sessualità. Gay o non gay, questo il dilemma. Variamente posso dire che non me ne frega una pippa.
La cosa che più mi turba dell’articolo sono le foto. Tutte pesantemente photoshoppate.
Il culo di Bolle sembra quello di una statua greca. L’uso del mitico programma di fotoritocco è evidente. Ma la cosa che lascia più perplessi è che le foto sono stranamente photoshoppate anche “davanti”. Il bel Roberto è stato photoshoppato sul “pacco”. In un paio di foto risulta completamente asessuato. La calzamaglia è completamente “piatta” dove invece …
Strano. Si parla tanto di non mettere in evidenza nessun aspetto “sessuale” del famoso ballerino e poi. Photoshop nel culo e nel “pacco”. Bizzarro.
Per quanto riguarda il culo, la mia non è invidia. Tutte le mie foto prese da dietro sono photoshoppate per ridurne la bellezza e la “tonicità”, proprio per non creare imbarazzo in chi le ammira.

Secondo pensiero
Il Papa. Il nostro amato Capo della Chiesa Cattolica è un … Pirla. Non possiamo dire che tutti i Papi siano dei Santi, ma non possiamo neanche dire che siano tutti dei Geni. Lui non lo è. E non manca mai di farlo notare.
Dire che i preservativi non proteggono contro l’AIDS mentre è in visita in Africa è un atto quasi delinquenziale.
“il Papa ha voluto evidenziare come puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi non sia in realtà la via migliore, più lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell’Aids e tutelare la vita umana” – questa la frase di risposta alle critiche del portavoce del Papa, Padre Lombardi.
La mia domanda è: “la bassa diffusione di preservativi aiuta contro la diffusione dell’AIDS”?

Terzo pensiero
Oggi era sciopero all’Università.
La sessione di Laurea è stata garantita lo stesso. Se l’avessimo rimandata saremmo forse andati a finire dopo Pasqua.
Il “servizio” è stato garantito da 6 professori a contratto, una dottoranda e un professore “normale”.
Le dichiarazioni del “presidente” della commissione, unico professore non a contratto, alla platea di laureandi e parenti è stata chiara e perentoria – Siamo qui per garantire un servizio, ma siamo contrari alla riforma Gelmini – che di fatto “taglia” i fondi alle Università senza alcun criterio e, se fosse portata avanti, impedirebbe a sessioni di laurea come quella odierna.
I professori a contratto (che nel mio corso di Laurea, compreso me, sono 4o) l’anno prossimo molto probabilmente, a causa dei tagli, non saranno riconfermati.
I parenti e i laureandi non hanno battuto ciglio. Si ricorderanno la cosa quando la prossima volta andranno a votare e sceglieranno nuovamente una banda di idioti da mandare in Parlamento? Dubito. Forse era meglio rimandare la sessione di laurea. Forse.

Quanto pensiero
Oggi era Primavera. Quasi. 22 gradi, maniche di camicia e tanto benessere in tutto il corpo.
Con la vecchiaia qualche grado in più lo si apprezza con maggiore emozione. Sudare dal caldo in alcuni casi è molto liberatorio.

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