Nella prima pagina del SanPablog, primo urban blog di quartiere italiano (2006), campeggia una scritta che non è molto piacevole: “Sanpablog è in manutenzione”.
La verità è un’altra. E’ stato chiuso. E speriamo che la cosa sia veramente momentanea.
Un post scritto da un utente/autore ha urtato qualche sensibilità, a qualche livello.
Non scendo nel dettaglio perché conosco solo una parte dei fatti. Ma so, che la gravità del fatto non giustifica questa decisione.
Faccio solo notare che in 3 anni di vita il piccolo blog che raccontava la vita di un quartiere complesso come quello di San Paolo a Torino, non ha mai dato problemi. Non ci sono MAI stati casi che potessero portare a decisioni così drastiche e risolute.
La mia è una posizione “emotiva”, perché quel blog l’ho visto nascere e l’ho visto crescere e so che è stato uno strumento incredibilmente democratico di dialogo, un’occasione unica per la pubblica amministrazione per consentire di dare voce alle persone e al territorio, in modo libero e sincero. Completamente libero, senza freni, senza censure, senza filtri.
Ha sempre funzionato. Ha sempre avuto molti lettori. Ha sempre dato un segno forte di “democrazia”. Un segno a tratti quasi utopico.
Non chiudiamo Sanpablog per un episodio. Non mettiamo di mezzo forme di “censura” o azioni che possono pregiudicare il lavoro e l’impegno volontario e appassionato di tante persone che hanno dato vita ad un “oggetto” così bello e così libero.
Sanpablog è stato citato in molti libri come esempio di pubblica amministrazione moderna (uno tra tutti). E’ stato citato in molte tesi di laurea come laboratorio a cielo aperto di nuove forme di comunicazione dal basso, in cui i cittadini, tutti i cittadini, hanno potuto dibattere di cose della vita pubblica in modo diverso, senza inibizioni, senza barriere.
Togliamo il post incriminato e continuiamo a vivere. Non chiudiamo. La chiusura non è democrazia. E’ solo paura. E’ solo stupidità.
Per favore riaprite il blog del gatto Sanpa. Per favore. Date un segnale vero. Forte. Risoluto.
Un avviso. La mia lotta inizia ora.
Siete solo avvisati. E non sarò di certo solo.
Facebook cambia interfaccia e d’un colpo sparisce la crisi economica, scompaiono i temi seri di tutti i giorni, tutto si oscura.