A febbraio

Io sinceramente non ricordo di essere mai uscito di casa a febbraio e di aver trovato nel pomeriggio circa 18 gradi.
Oggi è il 5 di febbraio e passeggiando per le vie della Crocetta, quartiere centrale di Torino, ho avuto la sensazione che fosse la fine di aprile.

Ora ho un aneddoto in più da raccontare a quelli che pensano che non esista il surriscaldamento della terra.
O forse… è Carnevale e a Carnevale ogni scherzo vale.

Stasera vediamo cosa dirà Bernacca.

Continue Reading

Caro Direttore

Segnalato su Fb da lui e scritto in modo superlativo da lui.

Ne riporto una parte…

Se io fossi Bersani (seeeehhh), domani prenderei carta e calamaio (la modernità del titolare della ditta è ormai nota) e scriverei al Corriere della Sera.
—————————

Caro direttore,

ieri in prima pagina il vostro giornale ha pubblicato la lettera di un tale Silvio Berlusconi, credo omonimo di quello che ha fatto il Presidente del Consiglio negli ultimi due anni in questo paese.

Sono sempre aperto ad ascoltare le proposte di tutti, anche di questo signore che non ho il piacere di conoscere. Purtroppo al momento, sono impegnato con milioni di amici democratici, e con tutti gli italiani di buona volontà, a cercare una soluzione positiva per la più profonda crisi istituzionale e politica in cui il paese sia stato trascinato dal 1993 ad oggi.

A portarcelo è stato Silvio Berlusconi, quell’altro, il presidente del consiglio.
Silvio Berlusconi che, mentre l’Italia versa in condizioni sociali ed economiche disastrose, continua a parlarci e a pensare solo ai suoi guai giudiziari.

Che in questi due anni, nonostante avesse a disposizione la più grande maggioranza parlamentare della storia repubblicana, non ha messo mano a una sola riforma strutturale di cui il paese ha bisogno.

Che, mentre i nostri concittadini continuano a chiedere alla politica risposte serie, unità e rigoroso senso dello stato, non perde giorno per attaccare  le altre istituzioni, le forze sociali, i media, e a svilire l’immagine del paese agli occhi della comunità internazionale.

(leggi tutto)

Continue Reading

Pile, orologi e complessità

Avevo tre orologi da polso scarichi. Due di questi da quasi un anno.
Mi decido, vado a far cambiare la pila. Operazione complicata.  Tutte le volte una rogna.

A – Salve, devo cambiare la pila di questi orologi
O – Mmm… due su tre hanno un sistema di apertura complicatissimo…
A – Beh, lei è un orologiaio quindi…
O – Non è una cosa così facile.
A – E’ difficile?
O – No, ma è lungo, è tutto tempo che porto via a cose più redditizie.
(il negozio è vuoto)

A – Capisco.
O – Glielo faccio questa volta, ma la prossima…
A – La prossima li butto via e ne compro tre nuovi…
O – (mi guarda male)

Alla fine: 20 minuti, 5 euro a pila. Niente scontrino.
Esco dal negozio e manco mi saluta.

Italia.

Continue Reading

L’Italia del futuro è già qui

Questa notizia non so perché ma mi fa sorridere e mi riempie di allegria.
Fossi leghista sai che mal di pancia… 🙂

“Mohamed” batte “Giuseppe”. Gli imprenditori milanesi parlano sempre più straniero: dopo “Maria”, infatti, al secondo posto tra i nomi più diffusi di titolari di nuove imprese compare oggi “Mohamed”, che precede di un soffio “Giuseppe”. Non solo. Tra i parrucchieri, fra i dieci nomi più diffusi nel corso del 2010 ben 8 sono cinesi. Il signor Hu è anche il nome più comune tra i nuovi proprietari di bar. Riprova, questa, del carattere sempre più multietnico del nostro Paese.
(da Repubblica)

Continue Reading