Piantagioni da terrazzo

Ok ragazzi, facciamo l’appello…

Insalata bionda? Presente e fighissima!
Rucola? Presente!
Spianaci? Presenti e forti!
Basilico a foglia larga? Belin, Ëgua!!!
Timo? Presente!
Menta? Ooh Yes!
Salvia? Presente!
Rosmarino? Presente capo!
Prezzemolo?
Prezzemolo??
Prezzemoloooo??!


(tutti pensavo potessero deludermi meno il prezzemolo… Di solito molto presenzialista)

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Incredibile, sono d’accordo con la Brambilla

«Prendo atto di quanto è accaduto in Consiglio regionale del Piemonte, che ha deciso di abrogare la legge regionale sulla caccia per non fare il referendum. Ma non credo proprio che la vicenda finirà qui», ha detto il deputato del Pdl ed ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, che questa mattina, a Torino, aveva partecipato a una conferenza stampa a sostegno del comitato promotore. «È da 25 anni – afferma – che i piemontesi attendono di poter esercitare il loro diritto di esprimersi attraverso il referendum. Credo che un tale schiaffo alla democrazia sia veramente senza precedenti. E ancora oggi, pur di evitarlo, sotto l’ipocrita paravento del risparmio delle spese, si calpestano in modo indegno i diritti della cittadinanza».

(leggi tutto su LA STAMPA)

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Torino e il problema del wifi che non arriva mai

Forse non tutti sanno che esiste una legge regionale per il libero wifi in Piemonte (approvata ad aprile dello scorso anno). E’ sicuramente all’avanguardia in Italia, ma manca ancora il regolamento attuativo (oops!). Risultato a distanza di un anno: zero antenne wifi libere e gratuite.
In questo caso ci sono anche i soldi, stanziati e messi a bilancio per la copertura del progetto. Lo spirito della legge, così come di chi l’ha ispirata, è ottimo, ma il risultato tangibile è quanto meno deludente (ho partecipato alla genesi della cosa e la delusione aumenta con il passare dei mesi).

E’ un problema solo regionale? No, non proprio.
Città di Torino ha almeno un paio di progetti che dovrebbero aprire la rete wifi ai cittadini in modalità più o meno libera.
Di antenne ne funzionano si e no una decina e nessuno sa bene dove siano (qui un elenco! spero parziale). Anche perché in loco (come avviene nel resto del mondo) non c’è traccia di informazioni o di segnalazioni. Si pensa che un cittadino o un turista possa avere l’illuminazione e sapere in modo autonomo dove è possibile navigare e in che modo?

La città ha fatto recentemente una consultazione pubblica per stabilire dove mettere le nuove antenne. Si è appena conclusa. Non voglio neanche pensare quanto tempo ci vorrà perché siano operative e funzionanti.
Se mai partirà il progetto, visto che a quanto pare non ci sono i soldi per finanziarlo.

Antenna WiFi segnalata in un parco in Paraguay (!!!)

Altre città dell’area metropolitana sono molto più avanti di Torino dove ci vantiamo di essere innovativi e “smart”, con gli assessori preposti (inspiegabilmente sono due a occuparsi contemporaneamente di tematiche sull’innovazione in città) che si lanciano frequentemente in proclami a uso e consumo dei media, ma non sembra che abbiano le idee molto chiare in materia. E forse neanche i budget necessari per portarle avanti.

Non parliamo poi del fatto che le poche reti presenti (e quelle in fase di ipotetica implementazione) siano “a tempo”, “federate” e legate a Torino Facile (il super sistema informatico per i cittadini che dopo la registrazione ti invia il PIN via posta tradizionale). Ecco, non dimentichiamolo.

Poi c’è la cosa della cabina intelligente (che proprio mi annichilisce). Cito da comunicato stampa:

La cabina intelligente è parte integrante del progetto Torino Smart city, che la città ha adottato, ponendo il criterio della sostenibilità come unità di misura delle sue scelte nei prossimi 10 anni. «Con il Progetto Torino Smart City – dice il sindaco Fassino – vogliamo ridefinire le regole d’ingaggio tra pubblico e privato per costruire una rete di enti, aziende, persone che siano portatori di innovazione, attori di un nuovo progetto di città tutto da costruire ma che si fonda sul principio della sostenibilità»

Non commento. Ci rivediamo tra un paio di anni e vediamo se sono mai state installate o se sono diventate nel frattempo una installazione artistica o una colonia felina.

Poi c’è la Provincia di Torino… Basta dare un’occhiata a questa pagina e sale il magone.

Ricordiamoci che per essere “smart” e stare in Europa (dopo la disastrosa legge liberticida di Pisanu) forse conviene partire proprio dalle cose più semplici.
Le reti Wifi libere e gratuite. Senza se e senza ma e senza questi ritardi paurosi che sanno tanto di burocrazia e di immobilismo borbonico.

Per dare un segnale bisogna saper comunicare l’innovazione.
In modo semplice. Facendo scelte coraggiose. Aguzzando l’ingegno.

Senza tante conferenze stampa e con dei fatti che tutti possano riconoscere, senza barriere ideologiche o politiche.
Senza avere paura delle grandi Telco che di fatto hanno bloccato per quasi un decennio le reti WiFi in Italia per fare business con le loro chiavette UMTS (lente e costose).

Da Torino mi aspetto di più, mi aspetto chiarezza e semplicità, ma soprattutto coraggio.
Dobbiamo partire con il principio di sostenibilità, innanzitutto delle idee.

Cari amministratori, il servizio To-Bike (come metafora) è perfetto. Copiatelo.
(un suggerimento: partite dai parchi, non dagli edifici pubblici!)

Le città sono smart, quando lo sono i loro amministratori.
E’ lapalissiano.

 

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Risvegliatemi quando è tornata la Primavera

Fa freddo. Piove.
Il sole latita da giorni. Sembra Novembre.
L’umore è sotto ai piedi e quando esci la mattina la prima canzone nell’iPhone rischia di essere una vecchia hit di Masini.
Ma la cosa che mi da più fastidio è che non sono ancora riuscito a piantare l’insalata (ho anche i semi degli spinaci a questo giro) e neanche un po’ di basilico.
A dire il vero sono riuscito a comprare un vasetto di salvia e uno di basilico al supermercato (tristezza) e da un po’ di giorni fanno compagnia al glorioso rosmarino che ha passato indenne e solitario il ghiaccio di quest’inverno.
Niente di più. Niente piantagione da terrazzo come gli scorsi anni.

Se spunta il sole mi scateno e pianto anche le patate o magari … le angurie.

Forse in vaso alla fine verrebbero così anche a me.

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Generazioni moderne

Capita che sei in metro. Poca gente. E’ il venerdì prima di Pasqua.
Capita che senti una musichetta famigliare e una serie di urletti “digitali” che ti ricordano qualcosa.
Ma sei solo nella carrozza. Da dove arrivano?
Poi ti accorgi che non sei proprio solo e che di fianco a te, a qualche metro di distanza c’è una signora sulla sessantina che ti da le spalle.
Poi ti accorgi anche che quegli urletti e quelle musichetta ti sono famigliari perché sono collegati a uno dei tuoi video games preferiti.

Guardi nella tasca l’iCoso e non è lui che emette quei suoni. Ti viene anche in mente che possa essere l’iCoso più grande che è in borsa, ma ti ricordi che è spento.

Allora la realtà diventa meraviglia e stupore.
Vuoi vedere che la signora che mi da le spalle. No… Non è possibile.

E invece.

Angry Birds volano allegri nel suo iPhone e lei sorride contenta.

Peccato che qualcuno non fosse stato lì presente per farmi una foto.

(a lato: il digital divide generazionale si sconfigge anche con il gaming, non ho alcun dubbio e mai l’ho avuto)

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