La verità

25 aprile semprePenso a sessanta anni fa.
Penso che ci siamo liberati di una dittatura, di un’occupazione militare straniera.
Molti erano ragazzi, giovanissimi, altri erano persone semplici, spesso spessissimo persone che avevano conosciuto la miseria della guerra e le atrocità di una dittatura. Una dittatura feroce, stupida, disgustosa. Molti sapevano bene che stavano costruendo una nazione. Tutti combattevano per la libertà.
Non siamo in grado di giudicare. Io non sono in grado di giudicare. Sono passati troppi anni. Sono passate intere “ere” politiche, culturali e sociali. Ma…
Dobbiamo solo essere grati, smettere di parlare di “guerra civile” (che non è mai esistita) e onorare i padri della nazione (padri non perfetti perché uomini). Difendere la Costituzione è un obbligo.
Zittire gli idioti e gli ignoranti che parlano di propaganda di sinistra quando si parla di Liberazione è un dovere e soprattutto un segno di rispetto per chi ha donato la propria vita per la nostra libertà.
Non è demagogia, è rispetto della verità. E la verità non appartiene ai vincitori, ma alla coscienza di un popolo. Di tutto un popolo.
Sessanta anni fa è nata di fatto la nostra Nazione. La nostra Repubblica. Una cosa preziosa, di tutti, da difendere sempre, contro il qualunquismo, i facili visionari, i revisionisti e soprattutto contro la violenza dell’indifferenza e della superficialità.

E in virtù d’una parola
ricomincio la mia vita
sono nato per conoscerti
per chiamarti
libertà.

Paul Eluard (poeta)

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Ecco come sono quelli di destra

Miglior esempio di questo…

Fitto (foto Repubblica)Ha perso le elezioni del 3-4 aprile, ma l’ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto (Forza Italia), potrà continuare ad usare l’auto blu, autista e abbonamento autostradale compresi, per i prossimi cinque anni, anche sedendo sui banchi dell’opposizione in consiglio regionale come semplice consigliere. Lo prevede una disposizione dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, approvata nel gennaio scorso, a pochi giorni dalla discussione sull’emendamento alla Finanziaria che avrebbe comportato un giro di vite su uno degli status symbol del potere.

Da Repubblica

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Suonano le campane

Torino, Ipercoop, Centro commerciale.
La radio si ammutolisce. Suonano le campane.
Sugli schermi l’immagine di un comignolo. Il comignolo fuma.
La gente con i carrelli si ferma. Guardano i televisori, testa in alto, sorriso e stupore.
Guardo il messaggio di Winston da Roma – fumata bianca –
Sono allegro e non so perché. Sono ateo. O qualcosa di molto simile.
E’ un rito antico. Mi impressionano i riti. Qualcosa che è nel DNA del nostro mondo sempre più moderno e incomprensibile.
Credenti, scettici, immagini, parole, confusione.
Gioia incomprensibile, stupore, parole che sembrano troppo demagogiche, irreali, assurde.
Cosa è tutto questo? Che significato ha tutto questo?
La gente aspetta il Papa nuovo, lui esce, saluta. I carrelli si fermano, le cassiere si fermano.
La piazza di Roma è piena. Il tipo di Fastweb è ammutolito. La signora del palchetti in puro legno è gioiosa.
La guardia si allontana dalla porta girevole.
Parte un applauso. Lento, poi forte, deciso.
L’applauso finisce. I carrelli ripartono, nell’Ipercoop torna la musica, le cassiere sbuffano, la guardia fa la guardia e Fastweb torna ad essere una rete superiore alle altre, le porte girano tranquille. Io esco e sorrido.
Lo sceneggiatore di questo lungometraggio è veramente un personaggio da conoscere.

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