Suonano le campane

Torino, Ipercoop, Centro commerciale.
La radio si ammutolisce. Suonano le campane.
Sugli schermi l’immagine di un comignolo. Il comignolo fuma.
La gente con i carrelli si ferma. Guardano i televisori, testa in alto, sorriso e stupore.
Guardo il messaggio di Winston da Roma – fumata bianca –
Sono allegro e non so perché. Sono ateo. O qualcosa di molto simile.
E’ un rito antico. Mi impressionano i riti. Qualcosa che è nel DNA del nostro mondo sempre più moderno e incomprensibile.
Credenti, scettici, immagini, parole, confusione.
Gioia incomprensibile, stupore, parole che sembrano troppo demagogiche, irreali, assurde.
Cosa è tutto questo? Che significato ha tutto questo?
La gente aspetta il Papa nuovo, lui esce, saluta. I carrelli si fermano, le cassiere si fermano.
La piazza di Roma è piena. Il tipo di Fastweb è ammutolito. La signora del palchetti in puro legno è gioiosa.
La guardia si allontana dalla porta girevole.
Parte un applauso. Lento, poi forte, deciso.
L’applauso finisce. I carrelli ripartono, nell’Ipercoop torna la musica, le cassiere sbuffano, la guardia fa la guardia e Fastweb torna ad essere una rete superiore alle altre, le porte girano tranquille. Io esco e sorrido.
Lo sceneggiatore di questo lungometraggio è veramente un personaggio da conoscere.

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12 commenti

  1. ne conosco parecchi di atei o agnostici, ma la tua descrizione di quegli attimi, oltre ad essere rispettosa, è semplice, disarmante, mi trasmette fiducia nel dialogo tra vedute diverse. grande;)

  2. También yo me he emocionado cuando he visto al nuevo Papa saludar (y eso que no me gusta demasiado), y a la gente aplaudir. Creo que aunque los tiempos cambien y todos seamos muy “modernos”, las tradiciones y los ritos encierran una magia especial que nos acaba gustando.

  3. ci credo lavora davanti all’ipercoop. cmq è vero la prima volta che vedevo un’elezione di un papa. mi sono fermata a guardare anche io.