Tempo fa

La parte vecchia di Sottomarina è fatta di piccoli vicoli (calle) e stradine tortuose, un tempo lì c’era anche il palazzotto del Comune, poi devastato da una delle tante risse chiozzotte. In una delle piazzotte (campi) piene di auto parcheggiate alla tetris c’era una vecchia signora con un carretto di legno probabilmente più vecchio di lei. Sopra tante bottiglie colorate: verdi, rosse, bianche, gialle. E su un fianco una piccola centrifuga a manovella per “grattare” il ghiaccio. Il ghiaccio in piccoli cubi era dentro un sacco di juta alla base del carretto.
La signora, come avrete capito, faceva le granatine e la gente in tondo, nella piazzetta intasata di auto, cassonetti ben frequentati da gatti, e odori tipici della laguna d’estate si godeva il piacere della chiacchera e della socialità, in un tepore agostineo in mezzo alle correnti e ai venticelli di laguna. I bambini come me giocavano e i grandi parlavano di calcio e di cose serie. Mi ricordo la prima granatina mangiata da solo, alla menta e limone, con il freddo che fa venir male alla testa e la sensazione che l’estate fosse infinita e senza tempo.

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1 commento

  1. Sono stata a Sottomarina in gita in 1° media non lo sapevo sei originario
    di quelle parti? Eravamo andati a vedere la foce del Pò ( e poi Pomposa
    se non sbaglio si chiama così…magnifica abbazia)