I miei consumi casalinghi di TV sono sempre più rarefatti, un po’ come i miei pensieri.
Chi segue questo blog sa che sono appassionato dei programmi di La7 che ritengo l’unica emittente italiana seria, anche se non posso non confessare il mio amore storico per la piccola Rai Tre. Il Tgr dal Piemonte è una piccola opera d’arte e non lo perdo quasi mai, ovviamente se ho la possibilità di essere in casa nell’orario di programmazione (non è facile). I suoi conduttori sono cult e i programmi spesso sono commentati con un accento piemontese di provincia che fa quasi tenerezza (le mitiche sequenze monotoniche di Renato Girello, ad esempio).
Poi ci sono i programmi da divano e da dormita… Linea Blu, Mediterraneo, Primo Piano, e altri… Diciamo che la differenza con La7 è generata soprattutto dall’arroccamento di Rai Tre su programmi “storici”, immutati negli anni (conservatori come la sinistra italiana). Tra quelli con il taglio meno consolatorio e più moderno spicca il mitico Report. Ma quando si decideranno a trasmettere di più e con più frequenza? Io vorrei la Gabanelli anche alle 7.45, quando addrumo la TV per la rassegna stampa. La lotta con il mitico Ominibus (con Vaime che parla di Politica e di traffico) di La7 sarebbe veramente interessante. Ma forse non andrei più in ufficio.
Ma l’orizzonte televisivo in generale – ahime – è piuttosto inquietante. Quiz, TalkShow, Fiction orribili (Centovetrine, ad esempio), Serial TV che vanno avanti da decenni (Beautiful, ER, …), per non parlare dei mille telefilm a sfondo “sanitario”. L’ultimo è anche carino, si chiama Grey’s Anatomy ed è della ABC (vedi Lost). Sono tutti decisamente belli, quasi dei modelli, ma non è una serie malvagia. Comunque i telefilmi “sanitari” sono troppi, e Italia Uno trasmette il mercoledi di seguito: Doctor House, Grey’s Anatomy e Nip & Tuck, coppia di chirurghi plastici assolutamente inguardabili.
Uno va a letto con la voglia di rifarsi le tette e la paura di avere il morbo di Schachner & Polster (non esiste, ma Doctor House saprebbe come curarlo).
Ma il bello sono le trasmissioni “hard” trash. “Uno mattina” è il programma di punta, con tutti gli invitati con le occhiaie e personaggi bizzarri che si aggirano per lo studio come fossero al bar. Il momento cult è legato ai “massaggi”, la povera valletta seminuda che si presta alle 7 di mattina a farsi cospargere di fanghi, il più delle volte, si addormenta.
Poi abbiamo il nuovo spettacolo del Bagaglino, quest’anno si chiama “E io pago!”. Sembra che abbia ottimi ascolti, il che conferma che l’Italia è piena di coglioni (quelli veri), ma non era necessaria una conferma. La satira di destra raggiunge, in questo show, livelli piuttosto bassi: non serve dilungarsi molto.
Questo post si intitola: “Ah! Arriva il Grande Fratello”… Sono andato lungo e non ho voglia e tempo di parlarne, ma vi basti sapere che giovedi inizia, per la gioia di tutti, il GF7, settima edizione di una trasmissione idiota, priva di ogni elemento di credibilità e abitata da personaggi che inevitabilmente pensano di essere “importanti” e “famosi” già dalla prima puntata. L’anno scorso e l’anno prima si parlava con insistenza della possibile presenza di un/una blogger famoso/a all’interno della casa, quest’anno sembra, invece, che ci sia una ballerina di lapdance (quella diventata famosa per il video nella metro di Milano). Vedremo. La cosa sicura è che non si parlerà d’altro per settimane (anche nei blog). Verranno citati nomi di sconosciuti come se si parlasse di attori famosi e si parlerà di inevitabili scopatine in sauna o sotto le coperte a telecamere accese.
Io spero solo che salvino per una volta il povero Liorni, la sua presenza al freddo e in mezzo alle urla dei fans mi ha sempre messo una grandissima tristezza.
E io, intanto, continuo a fare le prove con la Wii e con YouTube, sperando di trovare qualcosa che risvegli i miei neuroni, con l’angoscia di trovare prima o poi Baudo che presenta il Festival di SanRemo 2.0.