Semplificare…

Sono in una fase della vita in cui la semplificazione delle cose (anche quelle più elementari) è diventata il mio obiettivo primario.
La complessità mi spaventa, mi provoca stress, mi intorpidisce l’anima e la mente.

Semplicità è la parola chiave. E questo si riflette anche in questo piccolo blog.
Ennesimo cambio di layout (anche per problemi tecnici dovuti a WordPress 2.0.7) e semplicità anche qui.

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Stavo andando al mare, quando il traghetto per Sestriere…

Non scherziamo, io non li pago 89000 euro per due settimane allo stabilimento Edelweiss.
Io sono abituato a qualcosa di meglio, giusto l’anno scorso siamo stati a Pila e si stava da dio, l’albergo era bellissimo e il sole non mancava mai. E’ lì che Sonia ha imparato a nuotare, e poi, lo sanno tutti che il sole della Costa d’Aosta è meglio. Più iodio, meno gente, più servizi.
Io poi non tollero il traghetto, dai, che stress! Da Cesana Marittina a Sestriere è un delirio, turisti Cinogiapponesi ovunque. Da quando l’isola Fuji-Tokio è stata annessa alla Cina è una diaspora, sono ovunque. Peggio di una volta.
Comuque no, io a Sestriere quest’anno manco morto, due palle! C’è la solita gita alle grotte sommerse di Pragelato con il vecchio trampolino del salto e varie amenità dei giochi olimpici di quaranta anni fa. Due palle.
Diciamolo, nonno Axell si divertiva di più di noi. Aveva più scelta. Noi andiamo sempre nei soliti posti. Lui almeno poteva andare in Sardegna o in Puglia, a Venezia o in Sicilia. Ora che non è rimasto più nulla di emerso e tutto è più o meno un deserto gli ultimi posti veramente “in” sono rimasti la Costa d’Aosta e il Trentino Alto Mare.
Peccato perché proprio ieri vedevo le immagini della città natale del nonno e pensavo: doveva essere bello vivere su quell’isoletta alla Maddalena, un posto romantico e tranquillo, all’ombra della grande statua della Vittoria (era diventata la più alta del mondo dopo la scomparsa di NYC e di Arona).
Vabbe’ pensiamo ancora ai mesi che mancano all’estate. La nostra metropoli, Cervinia City è pur sempre un posto decente, anche se il caldo è veramente torrido e quaranta milioni di abitanti sono sempre un po’ troppi. E dire che qui una volta c’era persino un ghiacciaio, pare incredibile!

Oggi (2007) a Torino: 25.1 gradi. E siamo a Gennaio.
Inizio a preoccuparmi. Ecco, spero che la situazione sia chiara.

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Ottanta voglia di passato

BalboaMi rendo conto solo ora (diciamo che è una riflessione delle ultime settimane) che noi figli degli anni ’70 e ’80 siamo stati le prime cavie di tutto ciò che è multimediale, massmediale, trendy e tecnologico. Gli anni ’80 sembravano vuoti e bui, privi di contenuto, legati all’esteriorità e ad una perdita generale di valori anche in ambito sociale. Ma è negli anni ’80 che è nato tutto.
Sono nati i veri primi “videoclip”. E’ nata MTV (in Italia l’amata VideoMusic). Sono nate le TV commerciali (ehm…) e abbiamo iniziato a vedere le cose a colori (noi bimbi poveri). E mille altre cose che non ha senso qui ricordare.
Ma gli anni ’80 continuano a vivere, e sembra che vadano sempre più di moda.
Jerry Calà esce con un cofanetto dei suoi film migliori (!!!), le riviste regalano cose legate agli anni ’80 (collezione di Lupin III da non perdere) e torna a combattere a sessant’anni … Rocky Balboa.
Incredibile.
E poi… in TV le repliche a Natale di “Una poltrona per due” (che io adoro), “La storia infinita”, “Ghostbusters I e II”, ecc., ecc.
In pratica le nuove generazioni negli ultimi vent’anni hanno visto in replica centinaia di volte quello che noi abbiamo “avuto la fortuna” di vedere in anteprima o in prima visione.
Io al cinema Odeon di Torino (che, sigh, non esiste più) ho visto Rocky I e II, Rambo I e II, Terminator I, Commando, Una poltrona per due, Ritorno al Futuro I e II, Beverly Hills Cop I e mille altre diavolerie… ovviamente americanate da botteghino, cose che farebbero inorridire il cinefilo di turno. Ma tant’è… Noi siam gente semplice.
La nostalgia ha anche un suo Wiki, si chiama Dimenticatoio (segnalato da GLM) e io, ovviamente, suggerisco la sezione VideoGames e mi fermo qui, se no inizio a parlare del mio Commodore 128 e delle scimmiette vive da mettere nell’acqua, oppure degli occhiali a raggi x, o anche la Pepper da bere o ancora il primo CD, o ancora… il concerto dei Simple Minds alla Pellerina o ancoraaaaaaaaaa… (lo portano via mentre cerca di mimare un noto gesto di Fonzie in Happy Days)

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Euro 0, euro 1, euro 2, euro 3, euro n,…

traffico autoAllora… Qui non si capisce più una fava.
Il Comune di Torino da lunedì impedisce l’accesso alla ZTL ambientale (Mappa Zona a traffico limitato in PDF) alle Euro 0, Euro 1 e Euro 2 (sarebbe anche bello capire che Euro sei guardando semplicemente il libretto della macchina, senza doversi rivolgere ad un notaio, ma non è facile).
Vuol dire che chi non è almeno Euro 3 in centro ci va solo con il bus, la metro o il taxi (ovviamente bici, pattini e scarpe sono consentiti).
Motivo? Inquinamento da polveri sottili.
Quindi, invece delle targhe alterne si passa al taglio delle auto precedenti al 1996. Quindi auto vecchie di 10 anni.
Ma la notizia simpatica è che in Consiglio qualcuno vorrebbe includere anche le Euro 3 (le nostre due auto casalinghe sono di quella fascia).
Ergo… le auto vecchie meno di 6 anni non saranno più lecite.
In Consiglio Comunale è scattata la rissa, a causa delle dichiarazioni di Giorgis (DL-Margherita), capogruppo dell’Ulivo. E meno male.
Sembra infatti che la cosa oggi, dopo le incazzature di Sindaco e Assessore, sia rientrata
La curiosità riportata da La Stampa di ieri è legata alla storia di un poveraccio che di lavoro riconverte le auto a GPL. Il problema è che lui è dentro la ZTL e nessuno con un’auto da riconvertire ora può arrivare nella sua officina (!!!). Per non parlare di mamme che non possono più portare i figli a scuola e via dicendo.
Le SUV (da me tanto amate) e le auto recentissime possono e potranno entrare. I pandini e le vecchie punto proletarie no.
Da una giunta di sinistra non me lo aspettavo, proprio mentre Marchionne e la FIAT ci stanno massacrando di spot radio e TV e advertising stradale per cambiare la nostra auto con una moderna Euro 4.
Finché la normativa non cambia. Intanto nascono spontanei i comitati a favore delle targhe alterne (ah ah ah… curiosa la vita eh?)
PalaisozakiLa cosa divertente è che la fiaccola delle Universiadi di Torino arriva oggi e attraversando il centro storico porterà la “sacra” fiamma voluta da Primo Nebiolo nel 1959 al Pala Isozaki (foto) per l’inaugurazione di oggi.
Come? Con delle spumeggianti balilla (euro 0?)! Spero che i vigili le blocchino per coerenza.

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Ahi! Arriva il Grande Fratello…

I miei consumi casalinghi di TV sono sempre più rarefatti, un po’ come i miei pensieri.
Chi segue questo blog sa che sono appassionato dei programmi di La7 che ritengo l’unica emittente italiana seria, anche se non posso non confessare il mio amore storico per la piccola Rai Tre. Il Tgr dal Piemonte è una piccola opera d’arte e non lo perdo quasi mai, ovviamente se ho la possibilità di essere in casa nell’orario di programmazione (non è facile). I suoi conduttori sono cult e i programmi spesso sono commentati con un accento piemontese di provincia che fa quasi tenerezza (le mitiche sequenze monotoniche di Renato Girello, ad esempio).
Poi ci sono i programmi da divano e da dormita… Linea Blu, Mediterraneo, Primo Piano, e altri… Diciamo che la differenza con La7 è generata soprattutto dall’arroccamento di Rai Tre su programmi “storici”, immutati negli anni (conservatori come la sinistra italiana). Tra quelli con il taglio meno consolatorio e più moderno spicca il mitico Report. Ma quando si decideranno a trasmettere di più e con più frequenza? Io vorrei la Gabanelli anche alle 7.45, quando addrumo la TV per la rassegna stampa. La lotta con il mitico Ominibus (con Vaime che parla di Politica e di traffico) di La7 sarebbe veramente interessante. Ma forse non andrei più in ufficio.

Ma l’orizzonte televisivo in generale – ahime – è piuttosto inquietante. Quiz, TalkShow, Fiction orribili (Centovetrine, ad esempio), Serial TV che vanno avanti da decenni (Beautiful, ER, …), per non parlare dei mille telefilm a sfondo “sanitario”. L’ultimo è anche carino, si chiama Grey’s Anatomy ed è della ABC (vedi Lost). Sono tutti decisamente belli, quasi dei modelli, ma non è una serie malvagia. Comunque i telefilmi “sanitari” sono troppi, e Italia Uno trasmette il mercoledi di seguito: Doctor House, Grey’s Anatomy e Nip & Tuck, coppia di chirurghi plastici assolutamente inguardabili.
Uno va a letto con la voglia di rifarsi le tette e la paura di avere il morbo di Schachner & Polster (non esiste, ma Doctor House saprebbe come curarlo).
Ma il bello sono le trasmissioni “hard” trash. “Uno mattina” è il programma di punta, con tutti gli invitati con le occhiaie e personaggi bizzarri che si aggirano per lo studio come fossero al bar. Il momento cult è legato ai “massaggi”, la povera valletta seminuda che si presta alle 7 di mattina a farsi cospargere di fanghi, il più delle volte, si addormenta.

Poi abbiamo il nuovo spettacolo del Bagaglino, quest’anno si chiama “E io pago!”. Sembra che abbia ottimi ascolti, il che conferma che l’Italia è piena di coglioni (quelli veri), ma non era necessaria una conferma. La satira di destra raggiunge, in questo show, livelli piuttosto bassi: non serve dilungarsi molto.

Questo post si intitola: “Ah! Arriva il Grande Fratello”… Sono andato lungo e non ho voglia e tempo di parlarne, ma vi basti sapere che giovedi inizia, per la gioia di tutti, il GF7, settima edizione di una trasmissione idiota, priva di ogni elemento di credibilità e abitata da personaggi che inevitabilmente pensano di essere “importanti” e “famosi” già dalla prima puntata. L’anno scorso e l’anno prima si parlava con insistenza della possibile presenza di un/una blogger famoso/a all’interno della casa, quest’anno sembra, invece, che ci sia una ballerina di lapdance (quella diventata famosa per il video nella metro di Milano). Vedremo. La cosa sicura è che non si parlerà d’altro per settimane (anche nei blog). Verranno citati nomi di sconosciuti come se si parlasse di attori famosi e si parlerà di inevitabili scopatine in sauna o sotto le coperte a telecamere accese.
Io spero solo che salvino per una volta il povero Liorni, la sua presenza al freddo e in mezzo alle urla dei fans mi ha sempre messo una grandissima tristezza.

E io, intanto, continuo a fare le prove con la Wii e con YouTube, sperando di trovare qualcosa che risvegli i miei neuroni, con l’angoscia di trovare prima o poi Baudo che presenta il Festival di SanRemo 2.0.

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