Milano vince e nel 2015 farà l’Expo. Manifestazione piuttosto anacronistica caratterizzata da spese folli, enormi capitali spesso spesi in fantastiche consulenze, architetture apocalittiche e clamorosi sprechi.
Ma ricordiamoci una cosa, esistono sulla vicenda alcune verità inalienabili:
– Il governo Prodi ha proposto per l’Italia la candidatura di Milano (soffiandola a Torino che si stava già preparando prima di Milano e proponeva di usare strutture già ipotizzate e create per i 150 anni dell’Unità di Italia e per Torino 2006).
– Berlusconi non c’entra una cippa. Non aveva nessuna carica e il fatto che come dice lui abbia parlato con alcuni leader politici internazionali della cosa, al massimo ha danneggiato la causa più che favorirla (all’estero al solo sentir nominale “Berlusconi” ridono come matti).
– Non c’era nessuno a festeggiare davanti a Palazzo Marino se non i politici (i cittadini al momento se ne fottono e temono disastri, diciamolo). I politici sperano di durare almeno fino al 2015, durante è una magagna, dopo è rischioso.
– La Moratti ha dei clamorosi e orribili denti gialli, forse causa della sua voce gracchiante.


