Non scrivi più nulla?

Domanda che mi sento ripetere da giorni e giorni e giorni.
La risposta è quasi sempre – Non ho tempo – oppure – Non so cosa scrivere –

Banalmente è vero. Non ho molto tempo e anche – non ho molto da dire.
Se dovessi parlare della mia vita direi … Mi manca una persona (tantissimo, e immaginate chi) e ho sonno, ho tantissimo sonno. E forse sono anche un po’ depresso.
Se dovessi parlare di politica direi che non ha senso parlare di politica. Gli italiani meritano solo dittature populiste. Noi di centro sinistra (o di sinistra) meritiamo solo di avere un PD che non è né carne e né pesce, ma puzza drammaticamente di marcio (di carne e di pesce).
Se dovessi parlare di sport direi che non ha senso che il calcio sia ridotto in questo modo, con bande di tifosi che mettono a ferro e fuoco una città. Noi del Toro invece rimaniamo saldi nei nostri principi. Non vinciamo mai.
Se dovessi parlare di lavoro direi che sono contento di essere dove sono, perché sono circondato da belle persone e sto imparando cose nuove (non mi succedeva da tempo).
Se dovessi parlare di Lorenzo, non ne parlerei. E’ il mio tesoro e lo custodisco stretto stretto.
Se dovessi parlare di TV direi che l’unica cosa che riesco a vedere sono i Simpsons. E che il TG La 7 alla fine è l’ennesimo TG in salsa italiota.
Se dovessi parlare di tecnologia direi che stanno nascendo come funghi cloni di iPad e iPhone e sono uno più brutto dell’altro. I creativi al momento sono disoccupati (ho provato un Android e sì ok, è un buon software per cellulari, ma iPhone non è un cellulare, competizione impossibile).
Se dovessi parlare di cose molto 2.0, molto social, molto partecipate, direi che ne ho la nausea. Sono tutti diventati “Social media expert”, sono tutti diventati “Apple addicted”, sono tutti pieni di “Like” e di “Condividi” … Alla fine se tutti sono “guru” e “veggenti”… Nessuno lo è veramente. Se dovessi parlare di Wired e del suo nuovo sito consiglierei al Direttore di farsi furbo. O forse è già uno troppo furbo.

De dovessi parlare di me direi che vorrei tanto un orto, un letto, un po’ di mare e perdere almeno uno dei miei 200 vizi.
Forse la cosa più facile è iniziare così.

Nel frattempo. Sopportatemi.

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