Il viaggio

L’Italia che abbiamo costruito (lo facciamo tutti noi tutti i giorni) non è l’Italia che vorremmo.
Per riscoprire la strada e capire dove andare forse conviene guardare alla cose con gli occhi del passato, cercando anfratti di storia e scoprendo profumi, storie, persone che nella storia con la ‘s’ maiuscola non son mai finite.
Grande è il piacere di seguire giorno dopo giorno il viaggio di Paolo Rumiz. Un modo per scoprire cose è l’Italia e cosa ha rappresentato, ma anche cosa è il vero mestiere del giornalista scrittore.

Buona lettura, buon viaggio…

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La mia “solita” guerra d’Agosto…

«Nella nuova zona pedonale di Piazza Delpiano, ricavata sull’area ex Materfer (Spina 1), da un paio di estati, ovvero da quando è stata completata l’urbanizzazione, noi poveri abitanti siamo costretti, soprattutto d’estate, ad aver paura di giorno e di notte per la presenza invadente e arrogante di baby gang composte da ragazzini italiani e stranieri, spesso spacciatori, sicuramente timorosi di nessuno. Il problema in agosto si accentua e oltre al chiasso e allo squallore siamo costretti ad assistere inermi in pieno giorno ad atti di vandalismo contro le nuove strutture dedicate ai bambini e all’arredo urbano della piazza. Droga e alcol in mezzo ai piccoli che giocano e forze dell’ordine che magicamente compaiono solo la mattina per constatare i danni e fare spallucce davanti alle nostre proteste»

(tratta da Specchio dei Tempi di oggi e l’ho mandato io)

La cosa ridicola è che… La piazza è davvero il fiore all’occhiello della riqualificazione ambientale della Spina 1, ma dopo l’inaugurazione in pompa magna di qualche mese fa, è stata abbandonata.
L’arredo urbano disegnato da qualche stolto architetto non ha retto i due anni, e ora tutto (grazie ai vandali e alla modestia del design e dei materiali) è fortemente compromesso.

L’Amiat non pulisce quasi mai, il risultato è che nel bel praticello (ora spelacchiato) imperano bottiglie rotte, mozziconi di sigarette e di canne, bottiglie di plastica e altre scorie pericolose per i bimbi (per esempio bombolette spray esauste e pezzi di taglierini).
Le baby gang (di italiani e stranieri) spacciano e fanno casino fino a tarda ora, divertendosi anche con simpatiche corse in scooter (con targa oscurata) di giorno e in mezzo a bambini e anziani e nessuno (salvo qualche povero cristo come me) osa dir nulla.
Se ti avvicini a loro e li cazzi assumono un atteggiamento di sfida (sono una quarantina e direi anche pericolosi visto il numero e la mancanza di sale in zucca) e ti dicono con molta tranquillità – Qui non ci sono cartelli che dicono che l’area è pedonale – (e hanno ragione) e poi – Chiama chi cazzo vuoi, tanto non viene nessuno (e anche in questo caso hanno ragione).

Ho chiamato i vigili e ho espresso i miei dubbi sulla situazione. Loro mi hanno risposto che monitorano la situazione “aggregazioni giovanili” da 2 anni nella piazza. Bel risultato! Aspettano che prendano fuoco gli alberi?
In ogni caso l’amministrazione comunale non dovrebbe arredare le aree con cose che non sono a prova di vandalo. Il 90% delle cose (belle) che hanno messo si può danneggiare con una forcina per i capelli. Peccato che le simpatiche baby gang usino vernice spray e spranghe.

Mi piacerebbe sapere chi è il progettista genio che ha pensato al futuro della città con così tanta attenzione.
Non si possono fare i giardini in stile IKEA a Torino (i giochini per i piccini tra l’altro sono finlandesi), vanno carrozzati e va evitato il danno, almeno bisogna provare.

Siamo a 100 metri da quartiere “ricco” di Torino, la Crocetta. Siamo a 2 km in linea d’aria con Piazza Castello. Non siamo in una zona periferica e anche lo fossimo non capisco perché nessuno e dicono nessuno pensa alla valorizzazione di un’area che obiettivamente è molto bella, moderna e vicina alle idee che hanno reso Torino una bellissima metropoli con vocazione turistica e culturale.

L’utopia mi lascia sempre senza sonno. Lo so.

Qualche foto…

Nota: Prima dell’inaugurazione con Sindaco e Assessori sono venuti a coprire un paio di scritte nell’anfiteatro… Il giorno prima, guarda caso.

 

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Chiuso per Ferie (come il lattaio sotto casa)

Questo blog è chiuso per ferie.
Siamo in terra di Toscana, dalle parti di Massa Marittima, il nostro padrone (Lorenzo) vi saluta, si sta ambientando velocemente tra pini marittimi, bungalow che sembrano cottage e profumo di chianine (alte 4 centimetri) ai ferri…
Sui Social Cosi qualche aggiornamento…
Buon agosto a tutti.

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La legge della giungla

Vince sempre l’animale più forte.
E anche quando uno pensa di essere forte alla fine non lo poi è così tanto.

Spesso sembra di lanciare urla nel vuoto, così come sorrisi.
Non sempre abbiamo qualcuno che possa capire tutto vicino a noi, a volte sì e altre volte no.

E in quei “momenti no” è importante capire effettivamente qual è la propria capacità di stare al mondo.

Che bello sarebbe non pensare così tanto.
Eppure.

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Crisi economica all’Italiana

nel vuoto

Forse non ce ne siamo accorti, o forse non ve ne siete accorti, ma siamo di fronte a una mega manovra economica (79 miliardi di Euro), che in confronto quella della Grecia (per cui ci sono stati tumulti e proteste anche sfociate in cruente battaglie) fa solo ridere.
Il messaggio è: l’Italia è sull’orlo del baratro (anche grazie alla allegra amministrazione del Nano) e ora dobbiamo rimediare; il rischio è il collasso. Non lo diciamo troppo forte, perché gli Italiani si impressionano, meglio parlare di altro… Tipo: nuova fidanzata di Clooney, problemi con la TAV, nuovo padrone della Roma, caldo d’Estate (be’… direi che è un “must” da alcuni anni dire che d’Estate fa caldo…). E a breve il tormentone sulle partenze intelligenti e le code di Agosto. Sì perché gli Italiani sono andati in vacanza, quelli che se lo possono permettere fanno vacanza davvero, gli altri (la maggioranza) vanno nei parchi o al mare nel week end (quelli che possono e non sono tanti).
L’Italia è in crisi nera. Se non passa la manovra o se non basta la cura di Tremonti siamo messi male, molto male.
Bisognerebbe dirlo. Guardare in faccia il rischio è meglio che sentirlo arrivare da dietro in silenzio. IMHO.

In bocca al lupo a tutti.

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Nduma a fe el maruchin

Sahid per tutti gli studenti, ex studenti e professori dell’Università di Torino è una vera istituzione, un simbolo. Una presenza costante contornata da migliaia di “amici”. E’ quasi più importante del Rettore. Sicuramente è più conosciuto.
Dopo 20 anni Torino lo onora (per legge) con il riconoscimento della cittadinanza italiana.
Lo merita e non solo per legge perché è un bravo ragazzo (ormai uomo, con tanto di moglie e figlia). Ha sempre fatto di tutto per non essere invadente o antipatico. Anzi.

Sahid, negli anni, è diventato un “format” da copiare per gli altri venditori ambulanti, ma di Sahid ce n’è solo uno. E per intenderci lui parla un piemontese perfetto, io al contrario non solo non lo parlo, ma neanche lo capisco. 
Misteri multiculturali.

W Sahid. 

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