Visita di due giorni del Centurione a Torino.
E son stati bei momenti.
(anche se si è dimenticato in terra sabauda le “baricule”).
Visita di due giorni del Centurione a Torino.
E son stati bei momenti.
(anche se si è dimenticato in terra sabauda le “baricule”).
Sempre all’IperCoop (ormai centro culturale torinese) concerto il 17 luglio delle Las Margaritas
Leader del Gruppo? Maria Teresa Ruta.
Evito immagini per pudore. Evento trash dell’anno?
Entro trafelato stamattina di buon’ora all’Ipercoop per cercare uno spruzzino contenente qualche simpatica sostanza chimica per nettare il mio nuovo ufficio (loculo). Caffè. Acquisto spruzzino e panno straccio antiacaro, antigraffio, antimuffa, anti economico in confezione famiglia e esco. Toh… stanno addobbando per Natale, palline ovunque, immagino che sia un tentativo di anticipare un po’ i tempi ed essere originali. Qualche pallina rossa, un bell’albero, tanti doni. Un tipo all’ingresso monta una renna in dimensioni naturali. Non so perché ma non è che la cosa mi abbia colpito più di tanto. Anche la gentil persona che mi stava accompagnando non è rimasta stupita dalla cosa.
Oggi a pranzo si svela l’arcano. Jerry Scotti, Lino Banfi e Vittoria Belvedere all’Ipercoop girano una fiction. E’ Natale, Lino Banfi è vestito da Babbo Natale (poverello) e Jerry Scotti (con barba incolta e un po’ dissestato) gironzola intorno. In mezzo alla piazza del centro commerciale, sotto un sole estivo che bolle le pietre troneggia un bell’albero di Natale…
Mi viene solo ora in mente che potevo propormi come comparsa. Magari serviva un valido trentatreenne di bella presenza (!!!) con i cogl…oni girati e dalla bestemmia facile.
Ma forse quella è la parte giusta per fare il tifoso del Toro nel remake del film “Ora e per sempre“. Il Grande Toro che rivive (solo) al cinema.
ADD ON #1
L’incazzatura ovviamente deriva da: cambio di ufficio e lavoro che mi deprime, Toro che non va in A e scompare e dal supernano che dice una amenità (stronzata) dietro l’altra.
La città si svuota.
Da lunedi scorso è possibile arrivare in ufficio senza:
– Incontrare pericolose mammine dotate di camion (SUV) che guidano male e di fretta e soprattutto parcheggiano in terza fila (male).
– Vigili nazisti che impongono tempi di 5 secondi per il rosso e il verde e che non si curano nel frattempo delle nefanderie delle suddette mammine e affini.
– Passare in mezzo ai centocinquanta cantieri della metropolitana, delle olimpiadi, del passante, ad una velocità superiore a quella di una lumaca zoppa.
– Tirare in ballo Santi e Madonne ad ogni temerario incrocio.
Questo durerà si e no tre / quattro settimane. E’ una sorta di cura disintossicante per cittadini pentiti.
Ma come siamo finiti in mano a questi due?
Due giorni per sapere se la squadra che amo da sempre rimarrà in “vita”.
E’ vero il calcio non è più quello di una volta.
Non è più l’epoca del Toro.
Ma è anche vero che senza Toro è come vivere senza un pezzo di cuore.
Suz dice che solo le cose che muoiono meritano di divenire a tutti gli effetti un mito, una leggenda.
Forse è vero. Ma io voglio il mio mito vivente… Il mito che mi portava da piccolo allo stadio.
Il mito che mi faceva piangere di gioia e di dolore.
I miei figli dovranno vedere il Toro giocare, non il Toro solo nelle foto d’epoca.
Ma noi possiamo fare poco. E forse il nostro Toro è già un ricordo.
I Granata vivono di ricordi e di miti e forse è per questo che quando tra due giorni ci diranno che non esiste più, saremo affranti, distrutti e sconsolati, ma preparati. Sappiamo che non può andare bene. Che siamo nati per stare sempre sul filo della gioia e del dolore. Questa è l’essenza del Granata doc. Quell’essenza difficile da capire che non ci abbandonerà mai. Anche dopo il 12 luglio.