RockPolitick di Celentano stasera mi è piaciuto…
Soprattutto la signorina in abito verde e poi nero che ho scoperto essere la signora Montalbano e ancor prima la signora “the freddo” (Luisa Ranieri)…
Gnam!
Saddam…

Ok, è (era) un tiranno. Un diavolo. Un furbone. A tratti anche un po’ stronzo e vigliacchetto. Sicuramente un superbo e secondo molti anche un pazzo. Ma è pur sempre un uomo. E ogni uomo ha diritto ad un processo giusto. Lo processano in Iraq (non all’Aia) e con un giudice curdo ?????? Ma dai !! Non è serio. Per niente.
Non c’è latte senza biscotto
Quelle mattine in cui ti svegli un po’ così (quasi sempre). Ti fai mille domande sul mondo mentre approcci la tazza di the (con biscotto… biscotto con il latte mi provoca il cagotto)… Guardi fuori. Piove, nebbia. Macchine in coda al semaforo. Un po’ freddino. I gerani da rossi e accesi son diventati marroni. Mah… ti vesti, anzi, ti copri. Uno sguardo allo specchio. Sembra che hai fatto le notti piccole per venti giorni, e invece la sera non bevi mai, dormi sul divano, ti spari film, telefilm, talk show e Isole dei Famosi a raffica. Mistero. Le occhiaie sembrano quelle di uno che ha incrociato solo Mojito per giorni… e il colore del viso è grigio topo (con venature verdastre)… il ricordo del colorito di Palau è solo un ricordo appunto.
Ecco… Scendi. Il simpatico macellaio è sulla porta, saluta. Dietro di lui una fila di salcicce e bistecche. E la moglie… Le salcicce sono mooolto più sexy. Ti chiedi… Ma dove è la macchina? Mah… Gironzoli un po’… risaluti il macellaio. Giri l’angolo, giri l’isolato. Gira le testa. Ah… era davanti a casa.
E via… coda in Piazza Rivoli, coda in corso Svizzera, coda in corso Regina… alla radio Platinette duetta cenciosa e civettuola con il bel Gledi, Gedi, Kledi… che parla del suo primo film (!). Benzina. Il mio distributore preferito. Appena mi vede a momenti piange… la solita frase lamentosa… "Fa freddo! Io sempre qui nel gabbiotto! Fa freddo!!!" (la versione estiva è… "Fa caldo, qui sempre nel gabbiotto, fa caldo!") Io mi commuovo, sgommo e vado via. E il loop continua…
Il sarcasmo di Berlusconi
[da Repubblica.it] Il primo commento del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ai risultati delle primarie è stato sarcastico: “Prodi può vincere le elezioni solo così: facendo votare esclusivamente quelli di sinistra”. La replica del Professore non si è fatta attendere: “Questi voti gli dicono che deve andarsene [ A FARE IN CULO * ]”.
* Parola di Axell…
Primarie dell’unione…

Primarie dell’unione…
Foto in Mobile Blogging di Axell (scattata con SonyEricsson k750i)
In coda… Incredibile.
La speranza di Irina e l’universo parallelo
Irina ha poco più di quarant’anni, il volto scavato dal lungo viaggio, oltre trenta ore passate su un autobus. Irina è romena, ed è arrivata in città da poco. Nelle sue borse il peso di una vita, vestiti, oggetti, documenti, qualche ricordo, un pacchetto con gli avanzi di cibo del viaggio.
Irina non parla italiano, conosce solo pochissime parole. Arriva nel tardo pomeriggio al terminal del bus, davanti all’orrido palazzo di Giustizia, di fianco alle cancellate di uno dei tanti cantieri della piccola metropoli del nord ovest italiano. Lì “sbarcano” a decine, lì in un piccolo bar si consumano arrivi e partenze, si prendono i primi caffè dopo il lungo viaggio o prima del lungo viaggio. Lì decine di romeni aspettano, alcuni spauriti e disorientati, altri silenziosi e minacciosi.
Irina è, dopo pochi minuti, sotto i portici di un bel palazzo nuovo, piange, si lamenta, si muove spaurita. Avvicina una coppia di Italiani, due ragazzi, un ragazzo e una ragazza, e con il suo accento marcato prova a chiedere aiuto: “non parlo bene, scusate disturbo”… Irina è stata rapinata da tre suoi connazionali che fingendosi amici l’han portata con le sue borse pesanti sotto i portici scuri della casa ancora priva di luci e di vita. Le hanno portato via tutti i soldi, l’hanno lasciata sola e disperata con le sue borse aperte e il terrore negli occhi.
I due ragazzi la aiutano. Le chiedono cosa è successo. Chiamano la polizia.
Il poliziotto solerte chiede informazioni dell’accaduto… ma Irina non è stata aggredita, Irina non è stata ferita (fisicamente), Irina è ancora viva.
“Ditele di andare con un taxi in Questura dietro alla Cernaia” dice la voce del solerte poliziotto assicurando che una volante è già in zona alla ricerca dei tre fuggitivi.
Ma Irina non ha soldi, Irina non sa cosa deve fare.
“Non possiamo mandare una volante se la signora sta bene, accompagnatela voi in questura se volete” ripete ancora l’automa dall’altra parte del telefono.
Il ragazzo italiano esterefatto chiude la conversazione, da il telefono alla donna impaurita che riesce a contattare in modo concitato il suo contatto romeno a Torino.
I ragazzi la accompagnano di nuovo alla fermata del bus, con le sue borse pesanti, il passo di Irina è incerto e spaventato.
Il “contatto” torinese di Irina arriva. E’ una donna, spaurita anche lei. I due ragazzi la lasciano nelle sue mani, sperando che l’avventura di Irina prosegua meglio di come è iniziata.
Mentre se ne vanno i ragazzi allungano lo sguardo sul bordo della strada, vedono per qualche minuto un universo parallelo che neanche immaginavano potesse esistere. Non sembra abitato dalla gioia, ma sicuramente è intriso di speranza e di fede.
La stessa che ha portato qui Irina. La stessa che ha condiviso con i due fortunati amici italiani.
In bocca al lupo Irina.