Visito domenica la mostra di Robert Mapplethorpe alla Promotrice delle Belle Arti di Torino.
Grande mostra per un fotografo grandissimo e particolare.
Io lo conoscevo solo per alcune foto famose famose, qualche seminudo, qualche nudo, qualche bel ritratto. Qualche faccia nota.
Scopro un autore profondo, a tratti drammatico, mai pornografico anche nelle immagini forti, anche in quelle nascoste nella sala dei teli neri (un po’ stupida e perbenista). Scopro persone curiose di tutti i tipi, di tutte le età, di tutti i generi, affrontare le foto con un po’ di timidezza, a tratti con un pizzico di distacco davanti ai grossi membri maschili (cazzi) dalle dimensioni quasi innaturali. Qualche risata, qualche sguardo di complicità. Ma poi tanta ammirazione per foto di bellezza insolita, di non facile lettura. Esplicite ma mai banali quando parlano di sesso e di provocazione. Un mondo, quello degli anni ’70 che queste foto aiutano a raccontare meglio, anche nella perversione e nell’eccentricità di un maestro indiscusso e in parte sconosciuto.
Io ho apprezzato molto una delle poche foto a colori, un tulipano rosso con gambo verde. Tanto realistico da sembrare finto. Una provocazione nella provocazione.
Ma quando si provoca è solo per parlare di cose serie, il più delle volte. E soprattutto normali.