Congratulazioni ad Andrea Crevola e Cristina Gena per il loro primo libro “Web Design, la progettazione centrata sull’Utente“. Edizioni UTET Università.
Abbiate pietà, staccate la spina
Abbiate pietà.
Qualche volta una spina va staccata. E’ un essere umano adulto che soffre molto a chiedervelo.
Abbiate pietà. Ma niente strumentalizzazioni please.
Parmigiano spot: il trash vince.
A molti non piace, a me questo spot, invece, mette allegria, lo trovo super trash e super infantile. Merito di un piccolo genio del marketing nostalgico dei Ricchi e Poveri e di Raffaella Carrà (citata dai tipi che escono con la parrucca bionda dalla forma di formaggio). Geniale.
(considerato che le alternative trash in questo momento sono rappresentate in modo minore da Totti con Vodafone, Paris Hilton con Tre e De Sica don Tim)
Esorcizzare il fattore “S”
Domani giornata intensa, arrivano in città Giuseppe e Derrick, ed è l’inizio di una due giorni coinvolgente e impegnativa.
Ho una gran voglia di rivedere questi due cari amici, ma il tutto è già miscelato con un po’ della mia solita ansia.
Spero che ci sia la tranquillità e la positività adatta per portare a casa buoni risultati. La miscela è ottima, ma ormai ho capito che nel mio lavoro, il fattore “S” è sempre dietro all’angoletto.
Cosa è il fattore “S”? beh, è facile indovinarlo…
E’ la volta di Tommaso e di Andrea
Scena patetica di razzismo metropolitano in salsa natalizia
Negozio di gran firma torinese. Interno giorno, sabato pomeriggio, shopping natalizio.
Entra un ragazzo di colore, bello, elegante, distinto.
Chiede di vedere abiti femminili, la commessa lo accontenta, ma lo guarda “a vista”… gli parla come se lui fosse Radici.
– io ora prendere te una camicia bianca molto bella, molto bella capire? ma anche costosa, capire?
Mio sguardo incredulo, una smorfia di disprezzo cala sul mio volto. Comunque trattasi di commessa, non è detto che ci si debba aspettare un atteggiamento aperto e civile. La noce che ha al posto del cervello non glielo consente, dico tra me e me.
Lui la guarda, risponde a tono, controlla la merce, parla clamorosamente meglio di lei l’italiano.
Lui sceglie, e paga. Ha molte banconote da 50 euro nuove. La capo-commessa alla cassa (simpatica portatrice di noce nel cervello anziana) riceve, sorride e saluta.
La scenetta si chiude qui? No.
Dopo poco compaiono 4, dico 4 carabinieri. La “noce anziana” li ha chiamati.
– Ah, sapete, non mi convincono questi 50 euro, e poi ne aveva così tanti, non so dove li ha presi
Il primo carabiniere (evito la descrizione che è un misto tra Frank Poncherello e Musolesi) – ha fatto bene, è sempre meglio controllare!
Le banconote sono in regola.
I carabinieri fanno per andar via, ma…
Il secondo carabiniere con un italiano sconnesso esclama – Eh, se non li hanno loro i soldi, chi volete che li abbia?
La mia espressione è passata dallo sbigottito al fortemente irritato.
Vorrei rispondere, vorrei mandare la combriccola (4 carabinieri + 2 commesse noci) a cagare, ma in fondo non me la sento di passare ore interminabili a discutere con della gente rancida, per giunta armata.
Il mondo è pieno di idioti.