La favola è durata poco.
Grazie ai soliti idioti nichilisti e polemici il Festival resta senza un direttore degno di questo nome: Nanni Moretti ha rinunciato all’incarico.
Speriamo ci ripensi.
In ogni caso il giro di “E’ colpa di…” tutto sabaudo e becero torinese è già iniziato. E i personaggi che non riescono a uscire di scena stanno ormai ammorbando la vita della nostra città, soprattutto in ambito culturale. E ne potrei raccontare di aneddoti …
Continuate pure ad organizzare i vostri momenti di alta cultura con l’anima pulita e la somma convinzione che la cultura e il “popolo” sono due concetti che non possono essere associati.

15 commenti
Splendida figura di certi soggetti presunti intellettuali torinesi che sono riusciti a far cambiare idea in due giorni a Nanni Moretti, che sarà permaloso ma è anche molto deciso e corretto, che ha scelto di abbandonare l’incarico di direttore artistico del Festival del cinema di Torino
vedi
http://www.pasteris.it/blog/archives/1088
comunque credo che le cose siano destinate a cambiare!
raccontali, caro axell. raccontali, gli aneddoti… deparrucca i parrucconi, come il distinto gianni r. (trattiamoli come i casi psichiatrici, in cui gli autori si riferiscono ai pazienti in questo modo: “il caso di gianni r. e i disastri del culturame cinematografico”), offeso dal periglio della concorrenza morettiana, infuriato dalle intenzioni che hanno messo in dubbio la reservation della sua comoda poltrona…
e complimenti per la nuova veste, sempre very, very cool.
peccato
vero peccato
a parte tutto..mi permetto fuori, ot…buon anno axell, semplicemente che sia un sereno 2007…
http://mybeautifulife.wordpress.com/2006/12/30/cordialmente-capodannoanno-nuovo/
ci ho postato anche io su questa storia, e sono parzialmente d’accordo con te. Non vedo luci ed ombre nette, comunque… peccato soprattutto che un evento così debba essere trascinato in inutili polemiche. In ogni caso, carissimo, buon 2007!
Ribadisco: se fare cultura significa chiedere una voatazione, perdere per 11 voti a 6, dimettersi,e poi decidere indipendentemente da quello che gli altri hanno votato perchè tanto è a te che hanno dato i soldi (perchè tanto qui da noi i soldi se li pigliano solo quelli che portano la stampa e la stampa va solo da quelli che richiamano pubblico e il pubblico nella maggior parte dei casi ha una cultura fininvestiana); se fare cultura significa che poco importa se il festival non è tuo, poco importa se dovrai cambiargli il nome… tanto con i soldi e un grosso nome come nanni moretti, dell’etica chi se ne importa! Dicevo se fare cultura “DI SINISTRA” significa questo, me ne dissocio. e a quanto pare non me ne sono dissociata solo io.
Ma io non ho capito nulla del tuo commento!
Veramente, spiegati meglio…
peccato che si debba andare a pescare un romano cotto e senza idee (a parte l’idea enorme di se stesso), perché a quanto pare a Torino ci possiamo permettere solo Steve (haha) Della Casa… sigh…
p.s.: peggio poteva essere solo Salvatores
Ciao Axell, avevo già lasciato un commento sul post che parlava della nomina di moretti. Nel commento ho messo un link ad un articolo di Cristina Piccino del 28 dicembre che spiega nel dettaglio come si sono svolti i fatti da novembre ad oggi. Purtroppo il manifesto è l’unica testata nazionale ad averlo fatto… ma vabbeh…
e’ da un po’ che le cose intorno al festival giravano male, e per capire meglio il tutto bisogna chiedersi chi dà i soldi a chi.
qualche tempo fa è stata proposta una mozione per introdurre dei rappresentanti politici all’interno del direttivo del filmfestival (evidentemente c’era già l’idea di cambiare il direttore). la mozione è stata votata, e ha perso. della casa, barbera e altri si sono dimessi. pochi giorni dopo gli stessi dimissionari annunciano al mondo che moretti sarà direttore del festival. Piccoli particolari non trascurabili: il festival non è loro, chi gestisce il festival non ne sa niente, la cosa è stata completamente decisa in stanze politicoamministrative per dare una svolta mediatica alla manifestazione. (da qui il problema del marchio del festival, che appartiene a cinema giovani e non al museo del cinema, e da qui la necessità di farne due… semplicemente perchè quello con moretti non poteva essere per ovvie ragioni il Torino Film Festival)
è evidente che a queste condizioni moretti non avrebbe potuto accettare… e meno male che non l’ha fatto: ci sarebbe stato da chiedersi come il torino filmfestival avrebbe potuto continuare ad essere una manifestazione amica del cinema giovane ed indipendente quando la nomina del suo stesso direttore di indipendente avrebbe avuto ben poco.
A presto
Grazie della spiegazione, ora è più chiara.
I miei dubbi sono legati al perché il consiglio abbia votato contro la mozione.
Direi che hanno cercato lo scontro con chi alla fine finanzia e in un’impresa questo porta a conseguenze cmq nefaste.
Rondolino deve prenderne atto e capire che forse è il caso di lasciar spazio ad una manifestazione che ormai non è più locale, ma nazionale (o ha le mire di diventarlo).
Mi sembra la difesa di un podere che si sta riempendo di erbacce solo per il gusto di non darlo in mano a chi cercherebbe di valorizzarlo (si spera).
Lungi da me difendere Rondolino a priori. Sul Festival e la direzione che dovrebbe o potrebbe prendere si potrebbero aprire dibattiti infiniti.
L’unica cosa che mi chiedo, rivedendo torino ora dopo qualche anno di assenza, è se la situazione non sia nei fatti un po’ inquietante. Tutto ciò che è cinema (o quasi) è stato di fatto unificato sotto la supervisione del museo che distribuisce soldi imponendo (come si è visto in questa vicenda) la propria linea; si parla di far entrare la politica all’interno dei direttivi di festival “indipendenti”, tu mi dici che alla fine sono le amministrazioni che finanziano la manifestazione: è vero. Ma (in teoria) ciò che è finanziato dallo Stato non dovrebbe garantire pluralità culturale? se si impone una linea politica (di destra o sinistra che sia) a ogni manifestazione che abbia un minimo di rilevanza… beh, è veramente inquietante. Qualche tempo fa ho organizzato una piccola rassegna teatrale, con il patrocinio della prima circoscrizione (Forza Italia). Era una rassegna di protesta contro le scelte cuturali del governo (allora ancora berlusconiano). La circoscrizione non ha aperto bocca sulle nostre scelte, si è limitata a patrocinare. Devo forse pensare che una circoscrizione di destra mi dia più libertà di una città che, agli occhi dell’italia, è una delle più “di sinistra”? Insomma, la mia critica va tutta a problemi di metodo, perchè se la sinistra agisce così, intervenendo sulla cultura in maniera così diretta, si lascia ben poco spazio alla libertà di espressione.
Detto questo, ripeto, sul Festival si possono aprire dibattiti infiniti, viste molte delle scelte opinabili che sono state fatte. Ma, ripeto, non così, non con sistemi che di democratico hanno ben poco.
Ciao. Alla prossima.
Conosco bene l’ambiente del Museo del Cinama e della Cultura Torinese in generale.
Il problema è che qui si fa Cultura non per il popolo.
Questo non è molto di sinistra. Ma Sinistra o destra c’entrano poco. Anche perché allora è tutta una guerra interna ai DS…
L’idea è che il popolo non capisce… Il popolo va nei multisala.
Il Museo è aperto al pubblico ed è stato coperto di critiche dalla lobby dei cinefili (ancora oggi non lo considerano la sede vera)…
E’ contro questa lobby che va fatta la battaglia, contro chi crede che la Cultura sia per pochi.
Il Cinema ed il Festival sono solo la cosa più appariscente.
La risposta era così lunga da scriverci un post…. e così ho fatto.
Lo trovi qui:
“Lettera aperta, quasi spalancata”
Alla prossima!