Mi manca la puzza di fritto

Sono un nostalgico.
Mi manca la puzza di fritto della Festa.
Mi mancano molto le facce paonazze di quelli che si lanciavano in comizi su questo e su quello.
E su questo e su quello costruivamo le nostre idee, facevamo i nostri commenti.
L’aria calda, la gente. Le bandiere. Il gioco della ruota.
Si cresceva.
Si sorrideva molto. Ci si prendeva anche sul serio. I grandi dicevano cose da vecchi, noi giovani pensavamo come i nostri vecchi perché infondo ci dava sicurezza. C’era sempre un partigiano da ascoltare.
C’era un piccolo sogno, bloccato dalla presenza invadente della Balena.
C’era la sensazione che le cose sarebbero cambiate presto. Che forse le persone buone e giuste avrebbero vinto alla fine.
Poi cresci e ti accorgi che le persone buone e giuste sono solo persone con i loro difetti e i loro pregi molto umani, che spesso sembrano limiti e altre volte, poche davvero, miracoli del tempo.
Allora cosa cambia? Cosa cambierà?
Forse nulla, perché nulla è rimasto.
Siam qui a bearci di cosa non abbiamo mai avuto e a rimpiangere il nulla. La sicurezza è che alla ggente non serva nulla se non sentirsi protetta da uomini forti e furbi che fanno solo i propri interessi mascherandosi da paladini del nulla.
Sembra che nulla sia possibile, che tutto sia macchiato, che non ci sia possibilità di scelta.
Dove è finita la nostra speranza? La nostra voglia di essere diversi?
Sento ancora la puzza, ma non è più quella della Festa.
L’aria calda è solo un fastidio. Un tubo catodico impazzito che ci sta bruciando il cervello e la speranza.
E noi non ci muoviamo.

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7 commenti

  1. Andrea come al solito hai scritto un post fantastico.

    Le tue senzazioni sono le senzazioni di tanti, sono giorni amari, tristi,
    che fanno perderela speranza che dici tu.

    Ma ci dobbiamo far coraggio, se pur ci dovesse essere un barlume di speranza non la buttiamo via.

    Al contrario di quello che dici in ultimo noi qui ci stiamo muovendo,ci dobbiamo muovere,altrimenti è veramente la fine.
    http://www.firmiamo.it/democraziaepartecipazione

  2. Madonna, il concentrato della tristezza.
    Non c’era nulla di più deprimente delle Feste dell’Unità, piene di vecchi e giovani rincoglioniti.
    La maggior parte era gente che non faceva un cazzo dalla mattina alla sera.

  3. Luca ma chi ti credi di essere per offendere un post così pieno di significato,
    solo un ciuco che non ha vissuto quei momenti può commentare in quella maniera un post simile.
    Forse perchè tu quei momenti di festa di aggregazione di confronto politico non li hai mai vissuti e qundi non li senti.
    E sicuramente non era gente che non faceva niente dalla mattina alla sera,anzi.
    Forse tu non hai mai partecipato perchè avevi cose molto più serie da fare,
    ma con questo non hai il diritto di offendere in questa maniera milioni di persone che in quella feste credava e la faceva propria.
    Andrea scusami se ho difeso quello che tu hai scritto ma dopo un commento del genere mi sembrava doveroso farlo.

  4. Condivido pienamente. Di più e altro ancora erano le Feste Nazionali de l’Unità. Ricordo sempre quella di Bologna dopo la <> e prima del Terremoto che per quelli di sinistra della mia generazione (non proprio della FGCI), ha rappresentato uno spartiacque.

  5. Non spreco una parola per l’ignoranza… un misero post vomitato lì senza pensare da un tizio qui sopra. Ne ho compassione. Tutti sanno, siano essi di destra o di sinistra, che le feste dell’Unità sono quasi sempre stati luoghi di confronto, di crescita e di divertimento semplice ma genuino, aperti a tutti. Tutti i democratici di questo paese, siano essi cattolici, laici o atei… siano essi socialisti o liberali, progressisti o conservatori, riconoscono che anche dentro alle feste dell’Unità è cresciuto politicamente e socialmente il nostro Paese.
    Dal piccolo, dal basso, verso l’alto. C’era gente che tutto faceva tranne che dormire e annoiarsi da mattina a sera. L’odore (o la puzza) era quello delle persone che montavano i palchi, cucinavano e lavavano piatti, versavano liquidi nei bicchieri e pulivano il piazzale verso le tre di notte. L’odore era quello delle serate finite a cantare con una chitarra e i grembiuli della cucina ancora indosso. L’odore era quello delle discussioni fino a tarda notte allo spazio giovani, a discutere di come comportarsi con quelli che esigevano la birra gratis alla fine della serata e cosa rispondere al “responsabile festa” che voleva anche far quadrare i conti…
    Quelle erano persone Vere… quella era Passione, non fiction.
    Oggi è tutto diverso, oggi molti italiani pensano di capire il mondo guardando un telegiornale oppure alcuni programmi di info-spazzatura che fanno audience tipo “la vita in diretta” o “verissimo”.
    Anche io rimpiango alcune cose del passato come le Feste sopracitate e non mi vergogno. Averne di cose da ripiangere. Forse senza viverle non si può proprio capirle certe cose. Ma sono convinto che manchino a moltissimi.