La Costituzione Italiana questa sconosciuta

SenatoI parlamentari dei Destra non sanno che siamo una Repubblica Costituzionale e come tale incredibilmente abbiamo anche una Costituzione (se ne accorgono solo quando cercano malamente di cambiarla).
Rispetto ai fatti successi in Senato negli ultimi giorni sembra che i Senatori a vita siano la pietra dello scandalo. Perché? Perché votano. Verifichiamo nella Costituzione, magari non possono veramente votare.

Art.59
È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Art.67
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Art. 68
I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Poi c’è anche il Regolamento del Senato che all’articolo  107 comma 1 recita:

1. Ogni deliberazione del Senato è presa a maggioranza dei Senatori che partecipano alla votazione, salvi i casi per i quali sia richiesta una maggioranza speciale. In caso di parità di voti, la proposta si intende non approvata.

È un’ora che cerco, ma non trovo la regola che dice che i Senatori a vita non possono votare.
Non riesco a trovare nulla. Sarà che invece possono votare quando e come pare a loro? Mi sembra che lo abbiano sempre fatto. O no?

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11 commenti

  1. Vabbè, tanto ormai si grida alla caduta del governo anche e aumentano le pere al mercato. Tutta colpa della legge elettorale che ha prodotto questo stallo… una legge che ancora il Governo, chissà perchè, non si decide a cambiare…tu hai una motivazione plausibile??

  2. Pienamente d’accordo, i senatori a vita sono esattamente come gli altri, anzi sono ancora più liberi, perchè oltre che al vincolo di mandato non rispondono nemmeno ai partiti e perciò possono votare ancor di più secondo coscienza…
    Purtroppo per la legge elettorale non si trova un accordo tra le varie forze, e penso che il referendum che sta venendo promosso, sia una grnade cavolata che non risolve assolutamente i problemi della politica italiana, esattamente come quello promosso da segni nel 93…

  3. per chi perde una votazione ogni motivo è buono per lamentarsi

    però già abbiamo un sistema partitocratico, che non fa bene alla democrazia perché i parlamentari sono pressati a votare secondo la volontà di partito e non secondo coscienza (altrimenti non c’è motivo per eleggere tutti quei parlamentari piuttosto che fare un tavolo con un rappresentante di ogni partito, ognuno col suo peso di voto)

    però va anche detto che tra i senatori a vita, oltre agli ex presidenti della repubblica (perché? al sostituto del re non bastava un mandato di qualche anno?) ci sono quelli di nomina presidenziale, e torniamo alla politica che si autoreferenzia

    facciamo due conti (approssimativi)
    http://www.senato.it/leg/15/Elettorale/riepilogo.htm

    durante le ultime elezioni sono stati eletti “dal popolo” avente diritto:

    148 senatori per la Coalizione facente capo a PRODI ROMANO
    (16.725.374 voti; 49,37%)

    153 senatori per la Coalizione facente capo a BERLUSCONI SILVIO
    (17.153.978 voti; 50,63%)

    ci sono poi 8 senatori eletti dalle Regioni in cui si è votato con la legge elettorale uninominale (647.412 voti)

    totale 309 senatori eletti da 34.526.764 italiani aventi diritto
    in proporzione un senatore ogni circa 111.737 elettori

    a cui si aggiungono i senatori a vita
    gli ex presidenti:Ciampi, Scalfaro, Cossiga
    e quelli nominati dai presidenti: Andreotti, Colombo, Pininfarina, Levi Montalcini

    tornando alla proporzione di prima, questi sette giovanotti hanno un potere di voto pari a quello della rappresentanza di 782.159 persone

    qualcuno mi spiega perché?

  4. @Axell: mi pare di ricordare che il primo governo Berlusconi (quello del ’94) abbia ottenuto la fiducia grazie al voto dei senatori a vita. spero di ricordare male, ovviamente…

    @Ciocci: per ovvi motivi, direi. e non a caso le leggi elettorali, se vengono modificate, vengono modificate verso la fine di una legislatura.

    ora, pensa ad una eventuale legge elettorale che rinforzi (non che ci voglia questo grande sforzo, eh) il bipolarismo. il bipolarismo (quello vero) da maggior governabilità e toglie visibilità ai partiti minori.

    mi pare difficile che i vari Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Verdi, SDI, UDEUR, Italia dei Valori e quanticazzosonoquestipartitini che valgono poco in termine di rappresentanza ma hanno un potere enorme sulle maggioranze (quella del centrosinistra, in questo caso) approvino una riforma che li penalizza. perché, alla fine della fiera, una legge elettorale viene votata in base alle convenienze di parte, non in base alle esigenze del paese.

    potresti obiettarmi: ma una legge di questo tipo (è solo un esempio, ovviamente) la potrebbero votare trasversalmente i partiti maggiori e più omogenei. si, certo, solo che quelli minori farebbero fuoco e fiamme, oltre che la crisi di governo. e quindi si rinvia a fine legislatura, come al solito.

    ora, opinione personale (sarò breve altrimenti abuso dello spazio concesso), questo dannato paese soffre di instabilità cronica (ricorda win 95 su internet senza firewall e antivirus, per intenderci). quindi la legge elettorale deve sacrificare la rappresentanza dei partiti minori a vantaggio di una stabilità politica.

    @Alessio: la risposta al tuo quesito è sia nel post di Axell (lo prevede la costituzione!) sia in quanto ho appena scritto. Perché, non so tu, ma penso abbia più diritto ad essere considerato rappresentante un ex presidente della Repubblica che il primo Mastella che passa, ecco…

  5. il fatto che lo preveda la costituzione non è significativo di per sé, dovrebbe averlo un motivo, che ignoro; l’articolo 59 non dice perché un ex presidente della repubblica diventa senatore a vita, e gli “altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” sono sempre a sua discrezione
    la costituzioni vietava anche l’accesso in Italia dei discendenti maschi dei savoia, ma mi pare l’abbiano cambiata a tal proposito
    non dico di stracciarla, ma i senatori a vita non li comprendo; servono per dare stabilità? al prezzo di andare anche contro la volontà popolare? in quel caso la cura è peggio della malattia

    se mastella fosse stato eletto direttamente dagli italiani (cosa che non è successa, visto che abbiamo potuto solo votare un partito), secondo me avrebbe avuto più diritto che non la nomina diretta di un ex presidente della repubblica; se è tanto bravo potrebbe presentarsi alle elezioni come dovrebbero poter fare gli altri

  6. Appunto: il problema non è tanto quello del loro diritto al voto, quanto l’assurdità che possano semplicemente esistere dei senatori a vita!
    Tanto più dei senatori a vita condannati per collusione mafiosa, ma questo è un altro discorso ancora…

  7. Si può legittimamente discutere sull’utilità dei senatori a vita, e sul loro diritto di voto: tutto si può cambiare.
    Ma finchè non si cambia non ha il minimo senso prendersela con chi esercita un proprio diritto costituzionale.
    Ha, ovviamente, ancor meno senso se a farlo sono le stesse persone che sono state al governo ed hanno usufruito a loro volta dei voti, secondo loro illegittimi, dei senatori a vita.

  8. Degra è vero. Loro pensano che gli Italiani non abbiano memoria. E in effetti, gli Italiani non hanno memoria.

  9. L’istituzione dei senatori a vita , a mio avviso, è sbagliata. Se fosse stato italiano uno come Salvador Dalì(di esempi se ne potrebbero fare tanti) e gli fosse stata data la carica di senatore a vita per meriti ve lo immaginate un genio pazzoide che cambia le volontà di un paese (i senatori come i deputati sono l’espressione della volontà del paese perchè eletti dal popolo)in senato a votare per una finanziaria o per una qualsiasi altra legge?

  10. i senatori a vita generalmente sono scelti sapendo che potranno svolgere attività parlamentare, almeno in modo serio, anche se saltuario.